Passa ai contenuti principali

Ed ecco, gli angeli di Dio salivano e scendevano


La fine di settembre e l'inizio di ottobre ci fa entrare in un tempo particolare in cui la chiesa ci invita a guardare i nostri angeli. Il 29 settembre, infatti, la chiesa festeggia i Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele e il 2 ottobre i Santi Angeli Custodi.
E' un tempo speciale, ma, per noi, lo è ancora di più perché, in quest'anno, con Giacobbe ci soffermiamo a guardare gli angeli che salgono e scendono dalla scala che unisce la terra al cielo.
In questi giorni, col ministero di preghiera attraverso la da
nza ci stiamo preparando per rappresentare proprio il passo di Genesi che descrive questa visione.
La danza, che abbiamo ricevuto in preghiera dal Signore, è una danza ebraica intitolata proprio Sulam Yaakov, "Scala di Giacobbe".
L'ascolto e la coreografia della "Scala di Giacobbe" ci hanno consentito di guardare con meraviglia al potente ministero degli angeli. Li abbiamo guardati con
gli stessi occhi meravigliati di Giacobbe che afferma: "Il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo!"(Gen.28,12). Abbiamo visto gli angeli salire e scendere danzando su quella scala!!!
Questi momenti di preparazione mi sono serviti per riflettere sul ministero della preghiera con la danza...
A Fatima, l'Angelo della Pace che è un essere spirituale, quindi, non ha corpo, insegna ai pastorelli a pregare con il corpo. Essi, infatti lo vedono prostrato con la fronte fino a terra quando prega e fanno la stessa cosa.
Mi piace pensare che quando danzo rappresento col corpo la lode degli angeli davanti alla potenza di Dio; mi piace pensare che mercoledì, quando pregheremo questa danza durante la Messa di ringraziamento per la festa di Sukkot, gli angeli che hanno danzato davanti a Giacobbe danzeranno con noi; mi piace pensare, infine, che la loro presenza possa essere potente particolarmente in questo anno
per la fraternità Due Cuori, la comunità parrocchiale e per tutti voi che leggete questo post!
A proposito, mercoledì alle 18.30 potrete vedere con gli occhi quello che le parole possono solo in minima parte descrivere...
"Venite e vedrete"

Commenti

Post popolari in questo blog

Come usate la Bibbia?

Tre eventi accaduti in tempo recente nella nostra Chiesa cattolica possono aiutarci a ripensare alla domanda che ho posto come titolo a questo post, interrogandoci sul rapporto che abbiamo con la Parola di Dio. Il mese scorso, durante la festa di Natale, abbiamo proclamato le parole della bellissima meditazione con cui Giovanni apre il suo Vangelo: «Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1,14). Oltre alle parole dell’apostolo, nel nostro approfondimento e nella nostra preghiera con la Parola di Dio possono guidarci anche il video che il Papa ha realizzato per la Rete Mondiale di Preghiera e le catechesi che Papa Leone sta tenendo il mercoledì, durante l’Udienza, sulla costituzione dogmatica Dei Verbum. Il primo, interessantissimo stimolo che emerge dalle catechesi del Papa è che la Parola di Dio va letta in chiave relazionale . Noi cristiani crediamo che la Parola sia una comunicazione che Dio rivolge a chi ama, in modo personale, e che realizza una relazio...

Anime abbandonate

In questo periodo dell’anno, mi piace soffermarmi a meditare sul grande patrimonio religioso e culturale napoletano che riguarda le anime dei morti. È un culto che amo profondamente: una forma di comunione tra i vivi e i defunti che nessuno è mai riuscito a interrompere. Tra le anime che riposano negli ipogei di Napoli, ci sono le anime abbandonate , quelle dimenticate, senza nome, senza preghiere. Eppure, proprio verso di loro, il popolo napoletano ha sviluppato una delle forme più intelligenti e misericordiose di spiritualità: l’adozione dell’anima abbandonata. Nella tradizione partenopea, un’anima abbandonata può essere “adottata” da un vivente, che si prende cura di lei con preghiere e gesti d’amore, senza giudicarne la vita o i peccati. È un atto rivoluzionario, soprattutto se pensiamo che, in alcuni periodi della storia, la Chiesa cattolica proibiva di pregare o seppellire certe categorie di morti. Il popolo napoletano, però, ha scelto la misericordia , superando...

Uscire dagli schemi, perfino da quelli religiosi: il mio commento al messaggio di Leone XIV per la giornata del Malato 2026

Nel 1992 san Giovanni Paolo II decise di istituire, nel giorno della memoria della Beata Vergine di Lourdes, una Giornata mondiale dedicata alla preghiera per i malati. L’intento era chiaro: sensibilizzare tutto il popolo di Dio sul tema della cura, della sofferenza e della prossimità. Da allora sono passati 34 anni e, puntualmente, i successori di Pietro ci invitano a non distogliere lo sguardo dal dolore e da chi lo vive più da vicino. Vorrei soffermarmi innanzitutto sulla portata dirompente che l’evento di Lourdes ha avuto nella vita ecclesiale e, in modo particolare, nella cura dei malati. Il messaggio che da Lourdes è scaturito ci ha mostrato cosa il Signore può fare: un luogo piccolissimo e apparentemente insignificante è diventato la seconda meta di pellegrinaggio al mondo. L’impronta lasciata da Lourdes nella devozione mariana è fortissima e continua, senza interruzione, attraverso i secoli. Moltissime devozioni nascono da lì o a Lourdes fanno riferimento. C’è poi il potente si...