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È nata "La Culla di Sant'Anna"

Ci sono vuoti che facciamo fatica a raccontare. Non sempre abbiamo le parole giuste. A volte non abbiamo neppure il coraggio di pronunciarli ad alta voce. Eppure proprio da quei vuoti Dio ama iniziare qualcosa di nuovo. Pregando e scrivendo il post dedicato a Sant'Anna, è nata nel mio cuore un'idea: creare un piccolo luogo dove chiunque possa affidare a Dio ciò che nella propria vita attende ancora di nascere. È nata così La Culla di Sant'Anna. Non è semplicemente una pagina web e nemmeno un elenco di intenzioni di preghiera. È un gesto. Come Anna, che ha presentato a Dio la sua sterilità senza smettere di sperare, anche noi possiamo deporre nella culla ciò che oggi ci pesa nel cuore: un figlio desiderato, una famiglia ferita, una vocazione, una riconciliazione, una sofferenza, una speranza che sembra non trovare spazio. Le intenzioni restano anonime. Non vengono pubblicate. Vengono semplicemente custodite. Perché ci sono dolori che non hanno bisogno di essere esposti, ma ...
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Anna e il coraggio di offrire a Dio il proprio vuoto

Ci sono santi che scegliamo. E ci sono santi che, senza quasi accorgercene, scelgono noi. Per me con Sant'Anna è andata così. Sono nata in una terra dove la sua devozione è profondissima. Mio nonno raccontava che, a Ercolano, c'era un tempo in cui la festa di Sant'Anna era persino più sentita di quella della Madonna Assunta, tanto era curata e ricca di sacralità. È un ricordo che lui portava nel cuore e che dice molto della fede semplice del nostro popolo. Eppure non è stata la devozione popolare a farmi innamorare di Sant'Anna. L'ho scoperta in un altro modo. L'ho incontrata mentre prestavo servizio nel ministero di accompagnamento alla nascita. Attraverso un'icona bizantina, di cui ho già scritto in un altro post, Sant'Anna è diventata per me il volto della generatività. Da quel momento è nato un legame profondo tra lei e le famiglie che aspettavano un figlio. Quasi naturalmente, il suo nome è diventato una preghiera. Con il tempo, però, ho capit...

Piergiorgio Frassati e il coraggio di dare spazio ai giovani

In questo periodo dell’anno, moltissime realtà cristiane danno vita alle attività oratoriali estive. Tra le figure di santi che spesso ispirano queste esperienze, vorrei proporre un giovane che può offrire molto soprattutto agli adolescenti più grandi e a coloro che si preparano a svolgere il servizio di animatori: Pier Giorgio Frassati. Pier Giorgio era un ragazzo con idee chiare sul mondo e sulla Chiesa. Credo sia importante offrire ai nostri giovani esempi di persone capaci di pensare con la propria testa, di maturare una visione personale e di impegnarsi con coraggio per realizzarla. I giovani hanno bisogno di modelli che li incoraggino a non essere spettatori, ma protagonisti della propria vita e della vita ecclesiale. Un altro aspetto che mi colpisce di Pier Giorgio è il suo coraggio nella leadership spirituale . Nel periodo in cui visse non esistevano, come oggi, gruppi giovanili guidati dagli stessi giovani. Eppure la sua testimonianza mostra quanto sia prezioso il contributo ...

Nutrire, non sprecare. Un fioretto per Maria: 31 giorni senza sprecare cibo

Ieri ho letto un articolo di Vatican News dedicato al Video del Papa per il mese di maggio . Mi hanno colpito in modo particolare alcuni dati riportati dal giornalista nel commento: secondo il Rapporto 2026 del Programma Alimentare Mondiale, 318 milioni di persone soffrono la fame, mentre il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente segnala che oltre un miliardo di tonnellate di cibo viene sprecato ogni anno. Nel suo discorso alla FAO del 16 ottobre 2025, Papa Leone ha definito questa realtà “un paradosso oltraggioso”. Parole forti, che risuonano come un richiamo alla coscienza. Quasi inevitabilmente, questo mi ha riportata alla parabola evangelica del ricco Epulone e del povero Lazzaro (Lc 16,19-21). Gesù, con questa immagine così concreta, mette a nudo una delle ferite più profonde dell’umanità: l’indifferenza. Lazzaro è lì, visibile, ma non visto. I cani si accorgono della sua sofferenza, mentre Epulone no. E forse è proprio questo che pesa di più anche nelle ingiustizie che vi...

Vocazione: quando il Risorto pronuncia il tuo nome

Domenica 26 aprile la Chiesa celebra la Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni , un momento in cui la comunità cristiana si ferma a riflettere su un aspetto fondamentale della fede che, troppo spesso, viene frainteso. Quando si parla di vocazione, infatti, si pensa quasi immediatamente a chi sceglie il sacerdozio o la vita religiosa. Ma la vocazione non riguarda solo alcuni: riguarda tutti. La parola i>vocazione / i>deriva dal latino vocatio , che significa chiamata. Ed è profondamente significativo che la sapienza della Chiesa ci faccia vivere questa giornata proprio nel tempo della Pasqua. Perché ogni vocazione nasce da una voce: la voce del Risorto. Personalmente, quando penso alla vocazione, mi vengono nel cuore due immagini. La prima è quella di Maria di Magdala davanti al sepolcro , quando Gesù risorto la chiama per nome. La seconda è il momento del nostro Battesimo , quando anche il nostro nome è stato pronunciato. Da quel giorno, il Signore ci ha immersi nel m...

Gesti semplici per un ' alba di pace

In questi giorni siamo di nuovo davanti a una situazione di grande preoccupazione internazionale. L’Iran è diventato teatro di bombardamenti che in pochi giorni si sono allargati a tutto il Medio Oriente. Come diceva Papa Francesco, “ tutto è connesso” . E infatti le conseguenze di questa guerra si stanno già facendo sentire in tutto il mondo: le borse crollano, il prezzo della benzina aumenta vertiginosamente e cresce la tensione internazionale, alimentata anche dalle minacce rivolte alle ambasciate di Stati Uniti e Israele in diversi Paesi. Mio nonno, negli ultimi anni della sua vita, decise di raccontarmi ciò che aveva vissuto durante la guerra. Era un bambino tra i cinque e i sette anni. Da quei racconti ho capito una cosa molto semplice e molto forte: nessuno dovrebbe vivere la guerra. Quando Papa Leone parla di pace disarmata , ci ricorda qualcosa di essenziale: la guerra non può esportare la pace. Può esportare solo morte, dolore, distruzione e povertà. Alla fine, dentro e fuori...

Uscire dagli schemi, perfino da quelli religiosi: il mio commento al messaggio di Leone XIV per la giornata del Malato 2026

Nel 1992 san Giovanni Paolo II decise di istituire, nel giorno della memoria della Beata Vergine di Lourdes, una Giornata mondiale dedicata alla preghiera per i malati. L’intento era chiaro: sensibilizzare tutto il popolo di Dio sul tema della cura, della sofferenza e della prossimità. Da allora sono passati 34 anni e, puntualmente, i successori di Pietro ci invitano a non distogliere lo sguardo dal dolore e da chi lo vive più da vicino. Vorrei soffermarmi innanzitutto sulla portata dirompente che l’evento di Lourdes ha avuto nella vita ecclesiale e, in modo particolare, nella cura dei malati. Il messaggio che da Lourdes è scaturito ci ha mostrato cosa il Signore può fare: un luogo piccolissimo e apparentemente insignificante è diventato la seconda meta di pellegrinaggio al mondo. L’impronta lasciata da Lourdes nella devozione mariana è fortissima e continua, senza interruzione, attraverso i secoli. Moltissime devozioni nascono da lì o a Lourdes fanno riferimento. C’è poi il potente si...