È affascinante quando i filosofi contemporanei ci aiutano a rileggere testi classici, permettendoci di scoprire in essi chiavi di interpretazione sorprendenti per il tempo che stiamo vivendo. Per questo sto seguendo con particolare interesse le riflessioni che il prof. Luigi Alici sta pubblicando su Avvenire a partire dal D e Civitate Dei di sant'Agostino . Le sue considerazioni mi sembrano preziose non solo per comprendere il nostro tempo, ma anche per alimentare quel cammino di conversione e di crescita personale che accompagna l'intera esistenza di ogni uomo. Fin dall'inizio del suo pontificato, papa Leone XIV ha invitato in più occasioni a leggere e meditare il De Civitate Dei. E non è forse un caso che anche la sua prima enciclica, Magnifica Humanitas , sia profondamente attraversata dalla visione agostiniana della città dell'uomo e della città di Dio. Nel terzo capitolo, infatti, Leone XIV dedica esplicitamente il paragrafo 129 al tema delle «Due città e due am...
Ci sono vuoti che facciamo fatica a raccontare. Non sempre abbiamo le parole giuste. A volte non abbiamo neppure il coraggio di pronunciarli ad alta voce. Eppure proprio da quei vuoti Dio ama iniziare qualcosa di nuovo. Pregando e scrivendo il post dedicato a Sant'Anna, è nata nel mio cuore un'idea: creare un piccolo luogo dove chiunque possa affidare a Dio ciò che nella propria vita attende ancora di nascere. È nata così La Culla di Sant'Anna. Non è semplicemente una pagina web e nemmeno un elenco di intenzioni di preghiera. È un gesto. Come Anna, che ha presentato a Dio la sua sterilità senza smettere di sperare, anche noi possiamo deporre nella culla ciò che oggi ci pesa nel cuore: un figlio desiderato, una famiglia ferita, una vocazione, una riconciliazione, una sofferenza, una speranza che sembra non trovare spazio. Le intenzioni restano anonime. Non vengono pubblicate. Vengono semplicemente custodite. Perché ci sono dolori che non hanno bisogno di essere esposti, ma ...