Oggi ricorre, ormai da undici anni nella Chiesa cattolica, la Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato. In questo post voglio soffermarmi sul Messaggio che il Papa ci ha lasciato per questa Giornata e sull’omelia che ha pronunciato questa sera nei Giardini del Borgo Laudato si’. È un messaggio che ci viene consegnato in un tempo «di crisi e di sofferenza». Dopo più di duemila anni dalla venuta del Signore nella carne, non siamo ancora riusciti ad accogliere pienamente la sua Pace. Siamo ancora fortemente ancorati a un’idea di pace costruita secondo criteri umani, una pace che si pretende di ottenere facendo e disfacendo gli equilibri del mondo, spesso a un costo umano ed ecosistemico altissimo. Eppure, forse, questo Papa ci sta insegnando anche un’altra strada: rivolgere lo sguardo verso l’interno. Riprendendo le parole con cui Benedetto XVI iniziava il suo pontificato, Leone XIV ci spinge a guardare in profondità, per scoprire che i deserti esteriori che diventano semp...
È affascinante quando i filosofi contemporanei ci aiutano a rileggere testi classici, permettendoci di scoprire in essi chiavi di interpretazione sorprendenti per il tempo che stiamo vivendo. Per questo sto seguendo con particolare interesse le riflessioni che il prof. Luigi Alici sta pubblicando su Avvenire a partire dal D e Civitate Dei di sant'Agostino . Le sue considerazioni mi sembrano preziose non solo per comprendere il nostro tempo, ma anche per alimentare quel cammino di conversione e di crescita personale che accompagna l'intera esistenza di ogni uomo. Fin dall'inizio del suo pontificato, papa Leone XIV ha invitato in più occasioni a leggere e meditare il De Civitate Dei. E non è forse un caso che anche la sua prima enciclica, Magnifica Humanitas , sia profondamente attraversata dalla visione agostiniana della città dell'uomo e della città di Dio. Nel terzo capitolo, infatti, Leone XIV dedica esplicitamente il paragrafo 129 al tema delle «Due città e due am...