Ci sono vuoti che facciamo fatica a raccontare. Non sempre abbiamo le parole giuste. A volte non abbiamo neppure il coraggio di pronunciarli ad alta voce. Eppure proprio da quei vuoti Dio ama iniziare qualcosa di nuovo. Pregando e scrivendo il post dedicato a Sant'Anna, è nata nel mio cuore un'idea: creare un piccolo luogo dove chiunque possa affidare a Dio ciò che nella propria vita attende ancora di nascere. È nata così La Culla di Sant'Anna. Non è semplicemente una pagina web e nemmeno un elenco di intenzioni di preghiera. È un gesto. Come Anna, che ha presentato a Dio la sua sterilità senza smettere di sperare, anche noi possiamo deporre nella culla ciò che oggi ci pesa nel cuore: un figlio desiderato, una famiglia ferita, una vocazione, una riconciliazione, una sofferenza, una speranza che sembra non trovare spazio. Le intenzioni restano anonime. Non vengono pubblicate. Vengono semplicemente custodite. Perché ci sono dolori che non hanno bisogno di essere esposti, ma ...
Ci sono santi che scegliamo. E ci sono santi che, senza quasi accorgercene, scelgono noi. Per me con Sant'Anna è andata così. Sono nata in una terra dove la sua devozione è profondissima. Mio nonno raccontava che, a Ercolano, c'era un tempo in cui la festa di Sant'Anna era persino più sentita di quella della Madonna Assunta, tanto era curata e ricca di sacralità. È un ricordo che lui portava nel cuore e che dice molto della fede semplice del nostro popolo. Eppure non è stata la devozione popolare a farmi innamorare di Sant'Anna. L'ho scoperta in un altro modo. L'ho incontrata mentre prestavo servizio nel ministero di accompagnamento alla nascita. Attraverso un'icona bizantina, di cui ho già scritto in un altro post, Sant'Anna è diventata per me il volto della generatività. Da quel momento è nato un legame profondo tra lei e le famiglie che aspettavano un figlio. Quasi naturalmente, il suo nome è diventato una preghiera. Con il tempo, però, ho capit...