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Farai nascere Dio nel tuo presepe?

Il nostro presepe napoletano ha un senso profondo che diventa utilissimo ai nostri giorni per "rievangelizzare il Natale". Qui a Napoli, infatti, il presepe non è la rappresentazione della nascita di Gesù Bambino come quella che ha realizzato S. Francesco a Greccio, per capirci.
E' una cosa molto diversa.
Il presepe napoletano è accogliere la Santa Famiglia con il Bambino che sta per nascere nel nostro mondo. I luoghi, i personaggi, i significati non sono quelli della Betlemme di 2017 anni fa, ma quelli dei nostri paesi, con i nostri mestieri e i simbolismi dell'animo umano legati ai personaggi.
E' un presepe simbolico, un viaggio esperienziale nel quale si scende nel profondo dell'anima fin dentro i suoi abissi e lì si trova Dio che ci è venuto a cercare.
Nel nostro presepe il bene e il male coesistono e Gesù si mette proprio lì nel mezzo tra il bene e il male, in questa eterna lotta del nostro cuore e porta l'Amore.
Anche al Centro, ho preparato una piccola mangiatoia per Gesù: è stata adagiata su un pezzo di legno dell'albero che questa estate si è spezzato. Quel tronco non ha più radici né foglie, ma è proprio in quella parte del nostro cuore che vogliamo che venga a nascere Gesù. E' in quella parte del cuore che stiamo lavorando nei nostri percorsi di counseling. Ed è proprio quella parte di noi che produrrà meraviglie.
Ho messo la mangiatoia all'ingresso del Centro, perchè tutti prima di salire a lavorare su di sé possano guardare quel legno e predisporsi alla fioritura. Il mio amato S. Alfonso dice nel suo meraviglioso canto di Natale che con la nascita di Gesù la natura rifiorisce. Noi ci auguriamo che tutte le persone che stanno venendo al Centro possano rifiorire. 


Quest'anno mi piacerebbe fare a tutti i nostri lettori e amici una proposta. Realizzate il vostro presepe rappresentando la parte del vostro mondo in cui Dio può venire a compiere cose meravigliose, la parte del vostro mondo che ha maggiormente bisogno del Suo intervento di amore.
Sarà questo il nostro modo di cercarlo, di attenderlo, di sperare. Vivremo così il nostro Avvento. 
Poi mi racconterete le meraviglie che ha fatto quando è venuto nel vostro presepe.
Maranathà, vieni Signore!

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