So benissimo che, molti di voi, singolarmente o all'interno dei gruppi e delle comunità parrocchiali, avrete scelto la vostra serie di devozioni e preghiere da fare in questa quaresima. Per questo non ho intenzione di proporvi niente di simile...
La mia proposta è, invece, riguardante l'infinito cammino di conversione che ogni cristiano, ma, in realtà, ogni uomo, è chiamato a fare. Il papa, in questo 2021, nel suo Messaggio per la Quaresima, utilizza questo incipit di frase per dare alcuni consigli: "Nella Quaresima, stiamo più attenti a...".
Se, per ogni giorno di questo cammino di preparazione, ci prendessimo l'impegno a "stare ogni giorno attenti a qualcuno a qualcosa", anche noi potremmo vedere il Risorto nella nostra vita e, magari, essere dei Risorti, nello spazio e nel tempo che Dio ci ha chiamato a vivere.
Collaboriamo con lo Spirito Santo che vuole donarci un cuore nuovo. Possiamo presentarli il nostro cuore ogni mattina e diciamogli: "Signore aiutami ad essere attento a..."(a chi incontro, a mio marito/moglie, a mio figlio, ad un anziano, a cosa guardo in tv, a cosa esprimono le mie parole, a cosa sento, a cosa voglio, a cosa vuoi tu da me...). Queste sono solo idee che mi vengono in mente in questo momento, ma ognuno di voi potrà lasciarsi ispirare dallo Spirito Santo per collaborare con Lui alla nostra conversione ed essere la Sposa pronta e adornata che attende il Risorto.
Come l'anno scorso, anche questa è una quaresima di distanza fisica. Proprio perchè il confinamento, più o meno ristretto, sta protraendosi tantissimo, tutti risentiamo della distanza che esiste tra noi e il resto del mondo. Siamo costantemente iperconnessi, ma sempre più distanti da noi stessi, dagli altri, dalla realtà o, meglio, dal reale.
Essere attenti ci porterà a non perderci nel viaggio attraverso il deserto e a cominciare a godere delle delizie della Gerusalemme nuova che lo Spirito Santo vuole anzitutto preparare nel nostro cuore.
Buona Quaresima!
Maranathà, vieni Signore!
Tre eventi accaduti in tempo recente nella nostra Chiesa cattolica possono aiutarci a ripensare alla domanda che ho posto come titolo a questo post, interrogandoci sul rapporto che abbiamo con la Parola di Dio. Il mese scorso, durante la festa di Natale, abbiamo proclamato le parole della bellissima meditazione con cui Giovanni apre il suo Vangelo: «Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1,14). Oltre alle parole dell’apostolo, nel nostro approfondimento e nella nostra preghiera con la Parola di Dio possono guidarci anche il video che il Papa ha realizzato per la Rete Mondiale di Preghiera e le catechesi che Papa Leone sta tenendo il mercoledì, durante l’Udienza, sulla costituzione dogmatica Dei Verbum. Il primo, interessantissimo stimolo che emerge dalle catechesi del Papa è che la Parola di Dio va letta in chiave relazionale . Noi cristiani crediamo che la Parola sia una comunicazione che Dio rivolge a chi ama, in modo personale, e che realizza una relazio...


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