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"Non permettete che le falsità che escono dalla vostra bocca facciano tacere la vostra coscienza"


Il titolo che si legge sopra è una parte del messaggio che la Regina della Pace ha dato alla veggente Mirijana qui a Napoli proprio il 2 febbraio di un anno fa.
Nel momento in cui è stata data la traduzione del messaggio, lì al Palavesuvio a Ponticelli, ricordo che questa frase è stata quella che mi ha colpito in maniera più profonda. L'ho sentita per me, per la fraternità, per la parrocchia in cui il Signore ci ha mandati.
Poi, però, il centro delle mie attenzion
i è diventato il punto di arrivo del messaggio: il faro. E' sem
plice desiderare la terra promessa quando neppure ti incammini nel deserto. Maria ci ha dato il punto di arrivo
, ma anche l'itinerario: "Non permettete che le falsità che escono dalle vostre bocche facciano tacere la vostra coscienza".
Per cominciare dicendo la verità, su questa parte del messaggio, non abbiamo per niente collaborato con lo Spirito Santo. Non l'abbiamo ricordata, nè osservata.
Ieri, seguendo le esortazioni date a Gesù ad Elisabeth Szanto, ci siamo visti per offrire al Signore una giornata di preghiera e digiuno, affinchè lo Spirito Santo possa accendere nel cuore di ogni uomo la stessa fiamma che ha acceso nel Cuore
di Maria. Nel corso della condivisione sulla Parola di Dio, ci siamo resi conto di quanto la nostra coscienza era zittita da convinzioni false che non ci facevano andare avanti n
el cammino spirituale personale, fraterno e, di conseguenza, parrocchiale.
La falsità che noi pronunciamo ci convince che stiamo facendo bene: per una persona come me che lavora quotidianamente sulle dinamiche emotive questa frase è sconvolgente, ma anche tangibile. Succede più o meno così: qualcosa che io so essere falso, entra talmente in me da prendere il posto della verità. Mentre scrivo queste cose, mi viene in mente l'amore che, ai tempi della scuola, mi si è acceso per le opere di Pirandello per la sua capacità di mettere in evidenza questo ! Egli ha individuato precisamente questa dinamica nell'animo umano.

Se ci pensiamo un pò, ci accorgiamo come sia dolorosamente vera l' affermazione di Maria che abbiamo riportato.
Ci convinciamo che delle cose ci facciano bene, che vengano da Dio, che siamo sulla strada giusta,
ma invece, siamo solo sulla via del malessere e della tenebra.
A Scala, il Signore aveva aperto il nostro ritiro annuale con questa frase potente: "Imparate da me che sono mite
e umile di cuore" (Mt.11,29).
L'umile si mette a
terra...davanti al Signore, con i fratelli, con sè stesso. E' difficile mettersi a terra: abbiamo perso di vista questo atteggiamento che ci rende nudi, peccatori, vulnerabili e anche sporchi. Dio cerca Adamo, ma Adamo si nasconde perchè è nudo... E' nella nostra natura ferita dal peccato rivestirci di falsità...
Gesù, il Messia, invece, si mostra al mondo sulla croce nudo, ferito, insanguinato: ciò che noi rifiutiamo di e
ssere, Egli lo ha preso su di sè... E continua a dire. "Imparate dal mio Cuore".
Agli inizi del nostro cammino, ci tenevamo molto a stare a terra, ad entrare reciprocamente nei nostri limiti e nelle nostre nudità, a sognare, a profetare e a scommettere la nostra vita su quei sogni...
Ci siamo accorti, ieri, che ci siamo affezionati ai nostri ruoli e ai nostri compiti e, proprio ora, che il Signore ci chiede di abbassarci, lo facciamo solo esteriormente!!!
La nostra comunità sta vivendo in questo tempo
la grande rivoluzione di tradurre in gesti concreti gli atteggiamenti del cuore. E' il tempo in cui Gesù ci spinge a ritornare a terra, a quello che siamo veramente, ad abbandonare i nostri sgabelli che troppo spesso sono diventati piedistalli...
Ogni ginocchio si pieghi...con tutto il cuore, con tutta l' anima, con tutta la mente, con tutte le forze.
Da questa posizione del nostro essere possiamo cominciare a relazionarci con Dio, con la Chiesa, con i fratelli e a togliere un pò di spazio alla falsità che ha messo un limite alla nostra lode.



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