domenica 21 luglio 2019

"Fratres sumus": san Giovanni XXIII e l'invito alla fratellanza universale

Il 21 giugno di quest'anno, papa Francesco è venuto al Seminario S. Luigi Gonzaga per avviare, da Napoli, un itinerario di fratellanza universale tra i popoli del Mediterraneo. Siamo contenti che lo Spirito Santo, attraverso il papa, abbia sottolineato questo carisma che, fin dalle sue antichissime, questa nostra città possiede.
A me piace molto trovare le radici spiritualidi quello che i papi fanno; mi piace scendere nel profondo delle loro ispirazioni.  Ho provato, quindi, a cercare le possibili ispirazioni che può aver avuto il Papa, mosso dallo Spirito Santo.
Penso che la radice santa su cui il papa stia innestando questo itinerario di fratellanza tra gli uomini e i popoli sia l'ispirazione del santo papa Giovanni XXIII.
Non ho vissuto l'epoca in cui questo grande profeta è vissuto tra gli uomini, ma, ascoltando alcuni dei suoi discorsi e leggendo qualche stralcio del suo "Giornale dell'anima", ho capito la portata carismatica che questo papa ha avuto per l'unità tra i cristiani e la fratellanza tra i popoli.
Mi piace pensare che Francesco si senta ispirato da questo grande profeta che ha saputo commuovere e convertire tanti cuori. La frase che spesso fa incidere sui regali che fa ai leader religiosi - :"Cerca ciò che unisce, supera ciò che divide"- è una delle espressioni che, in diversi discorsi, abbiamo sentito sulla bocca del papa santo.
In un articolo, apparso sul quotidiano Avvenire, nell'anno della sua canonizzazione,  https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/papa-giovanni-vero-patrono-dellunit-di-tutti-i-cristiani, il patriarca Bartolomeo I dice che, dal mondo ortodosso già, durante il concilio, fu fatta la proposta di proclamare papa Giovanni XXIII patrono dell'unità tra i cristiani.
Di fatto, sarebbe bello che in questo tempo in cui lo Spirito Santo ci invita a lavorare all'unità tra i cristiani e all'amicizia tra i popoli, ci facessimo guidare da questo grande papa. Come egli è stato una sorpresa per il rinnovamento della Chiesa negli anni in cui è vissuto sulla terra, così lo sarà sicuramente molto di più dal cielo.


Così verrà finalmente la nuova Pentecoste da lui profetizzata che accompagnerà la Chiesa all'incontro con il suo Messia.
Maranathà, vieni Signore!

domenica 23 giugno 2019

I miracoli dell' Eucarestia insegnano più di mille catechesi!

Nel mese che ha preceduto la festa del Corpus Domini, la nostra parrocchia ha ospitato la mostra dei miracoli eucaristici realizzata da Carlo Acutis.
Ho già parlato di Carlo su questo blog e non potete immaginare quanto piacere mi abbia fatto la presenza in parrocchia di questa sua meravigliosa opera.
Al di là della mia felicità, ho potuto sperimentare i grandi frutti spirituali che la mostra di Carlo ha portato. Quasi tutte le realtà parrocchiali si sono fermate ad approfondire i miracoli eucaristici, in particolare, io sono stata testimone di quanto i giovani siano rimasti fortemente colpiti da quanto un miracolo eucaristico, accaduto magari lontano, nel tempo e nello spazio, possa parlare alla nostra vita personale e riaccendere i carismi della Chiesa che, a tutti i costi, il Maligno, in questo periodo, tenta di spegnere.
Carlo, con questa sua mostra, ha lasciato parlare l'Eucarestia e questo suo insegnamento ha dato molto anche a me personalmente.
Da molti anni, conosco la mostra di Carlo attraverso il libro e il sito web che sono stati tratti da questo suo prezioso ministero nella chiesa, tuttavia non mi ero mai soffermata sugli insegnamenti personali ed ecclesiali che i miracoli eucaristici potevano fornirmi. Riflettendo su questo argomento, mi sono imbattuta in un "prodigio" eucaristico (non lo chiamo miracolo perchè la chiesa non si è ancor pronunciata sull'argomento), accaduto a Lourdes nel 1999. Avevo visto il video di questo prodigio diverse volte, ma non mi ero mai soffermata sui significati che quel prodigio potesse suggerire.
In questi giorni, invece, ho avuto modo di approfondire un commento molto interessante del monaco trappista Lino Colosio, il quale dà una spiegazione ecumenica del prodigio di Lourdes, facendo emergere tantissimi significati spirituali della "levitazione" dell'ostia che, a mio avviso, sono da meditare profondamente. Soprattutto, due elementi ho trovato molto interessanti: la dimensione ecumenica del prodigio e la sottolineatura dell'intervento dello Spirito Santo nel grande miracolo della transustanziazione. Vi rimando al commento e allo studio che il P. Lino ha fatto sul sitohttp://www.ilpanevivo.org/scherzo.htm e dove potrete anche vedere direttamente il video sul prodigio eucaristico di Lourdes.
Credo profondamente che in qu
esto tempo storico in cui tutti si sentono in diritto di parlare su ogni cosa, sia importante imparare ad ascoltare gli insegnamenti che provengono da ciò che avviene più che da ciò che si dice. Questo vale ancora di più nel caso di Dio: è importante concentrarsi di più su cosa Dio vuole dirci piuttosto che su ciò che il mondo e gli uomini ci dicono di Dio. Così sarà semplice riconoscere la voce dello Sposo quando egli arriverà nella gloria.
Maranathà, vieni Signore!

sabato 18 maggio 2019

Il messaggio di Kibeho per questo tempo di odio

La cronaca di questi ultimi tempi ci mette a conoscenza di tante notizie dolorose che ci fanno registrare un aumento dell'odio nel mondo in cui viviamo: l'aumento di una criminalità spietata, l'aggressività, verbale e non nei confronti  del diverso e del più debole, la crescente persecuzione verso i cristiani.
Questo clima di odio non fa che moltiplicare l'odio e, anche chi non condivide questi atteggiamenti, comincia a diffidare di tutto e di tutti. La conseguenza di tutto ciò è che ognuno di noi si relaziona di meno con gli altri, è meno aperto, ci si barrica tutti dietro le poche sicurezze che questo tempo mutevolissimo tende a lasciarci.
Io ho sempre provato un fascino fortissimo per le il messaggio che la Madonna ha dato a Kibeho in Rwanda. Quel messaggio di preghiera e di cambiamento ha aiutato un popolo diviso dall'odio a cercare la riconciliazione e a vivere in maniera pacifica diventando esempio per altri popoli dell'Africa.
L'ho già scritto in questo blog,  e ora lo ripeto, credo che, come ha detto la Madre del Verbo quello che ha annunciato a Kibeho come "terapia contro l'odio", valga per l'umanità intera.
A me piacerebbe, affrontare su questo blog, i grandi temi del messaggio spirituale di Kibeho, perchè tutti quelli che leggono possano guarire da tutte le ferite che la mancanza di amore causa a ciascuno di noi e che diventa sede di proliferazione dei semi di odio.
In questo mese di maggio, ho cominciato pregando il Rosario dei 7 dolori, che la Madre del Verbo ha chiesto di recitare, in aggiunta al Rosario tradizionale. Avevo già sperimentato in un momento personale di enorme mancanza d'amore il potere consolante e di guarigione di questo rosario e, anche in questo mese, lo sto offrendo a Maria che piange a causa dell'odio contro l'Amore.
La "terapia contro l'odio" che la Madre del Verbo ha fornito in Rwanda è stata di un'efficacia inaspettata, perchè nel 1994 lì, l'uomo ha perso completamente l'umanità.
Mi sono rimaste impresse a proposito del genocidio ruandese le parole di uno dei fotografi e artisti che più ammiro, Sebastião Salgado: "Quello che ho visto durante il genocidio ruandese mi ha fatto perdere la fede nell'uomo e nel mondo". 
Eppure per quel popolo immerso nell'odio, la Madre del Verbo ha saputo ricreare spazi di conversione, di riconciliazione e di unità! Se lei stessa ha detto che il messaggio che portava in Rwanda era valido per l'umanità intera, credo che valga veramente la pena sperimentarlo. 
Maranathà, vieni signore Gesù!


domenica 3 marzo 2019

Un mese a san Giuseppe in un anno da dedicare a lui


All'inizio di quest'anno 2019, mi sono unita all'iniziativa lanciata da un sito colombiano cristiano che invitava a dedicare il nuovo anno a S. Giuseppe. E' il 2019 e 19 è il numero che è associato alla festa in cui la chiesa cattolica onora il suo Patrono Universale. Questo marzo, pertanto, mese in cui cade la sua festa, ho deciso di onorarlo in modo particolare dedicando alla meditazione delle sue virtù ogni giorno del mese.


Vi unite a me? Anche se il mese è già cominciato non è mai troppo tardi...
Credo che il momento storico-sociale ed ecclesiale che stiamo vivendo debba essere necessariamente dotato di una figura che ha autorità, che sia padre. Quindi, se Gesù, che è Dio, si è scelto S. Giuseppe come padre, è perchè lo ha ritenuto il migliore che ci potesse essere.
Come ho già scritto precedentemente, l'anno pastorale che stiamo vivendo, noi lo abbiamo dedicato alla meditazione sulla santità nella vita quotidiana. Poiché nel Vangelo di S. Giuseppe è scritto veramente poco, io volevo che una persona santa mi accompagnasse per mano in questo mese. Volevo l'aiuto profetico di un personaggio legato a Dio per armi accesso al cuore di padre di S. Giuseppe. Dopo qualche piccola ricerca, ho finalmente scelto!Negli anni passati, avevo letto qualche meditazione di un sacerdote salesiano che si chiama Giuseppe Tommaselli, morto nell'anno 1989. Non conoscevo la sua fama di santità, ma mi era piaciuto moltissimo. Così ho scaricato dal sito internet don-giuseppe-tomaselli.htm il suo libretto di meditazioni su S. Giuseppe e mi ritengo veramente contenta.
Provate anche voi!
Siamo solo al 3 marzo, ma per ogni giorno di meditazione c'è qualcosa di profondo che è rimasto impresso nel mio cuore. Se devo scegliere una cosa da dirvi in particolare c'è un commento bellissimo all'ultima apparizione di Fatima in cui anche S. Giuseppe viene a benedire il mondo e Gesù che ha tra le braccia ripete lo stesso gesto di suo padre.
Che sia una benedizione che si estende anche a noi, alle nostre vite, alle nostre relazioni, alla nostra storia e a tutto l'universo.
Maranathà, vieni Signore!

domenica 13 gennaio 2019

"Spiritualizzare le cose comuni e la vita quotidiana"

Il titolo che dò a questo post è la parafrasi di una frase usata da S. Josè Maria Escrivà. 
S. Josè è un grande profeta dei tempi moderni molto poco conosciuto dai più nella chiesa. Le sue intuizioni, però, sono di grande aiuto per la vita di fede in questo nostro tempo e, in più, hanno tutta la carica geniale e profetica di una persona che aveva una lente speciale per guardare la realtà.
A proposito della santità, San Josè Maria ci fa un invito che riecheggia quello di Papa Francesco nella "Gaudete et Exsultate":"...Dio vi chiama a servirlo nei compiti e attraverso i compiti civili, materiali, temporali della vita umana...Sappiatelo bene: c'è un qualcosa di santo, di divino, nascosto nelle situazioni più comuni, qualcosa che tocca ad ognuno di voi scoprire".
(Qui trovate uno stralcio di questa sua omelia dalla sua voce diretta)  https://youtu.be/8Hcj9BCIfwo.
E' un invito affascinante.
Noi a questo invito abbiamo voluto rispondere conoscendo i santi in maniera più profonda, coloro che la chiesa ci mostra come testimoni dell'amore per Gesù.
Ieri, durante il nostro ritiro, abbiamo conosciuto una figura che ci ha letteralmente sedotto. E'un giovane che, come tutti i grandi santi napoletani, Napoli ha adottato. Si chiama Nunzio Sulprizio.


Le innumerevoli e commoventi testimonianze che il postulatore della causa ci ha raccontato ci hanno fatto vedere in questo ragazzo, morto a soli 19 anni, una persona capace di amare. Credo che proprio questa sia la sua caratteristica più santa, perchè Nunzio è riuscito ad amare, pur avendo vissuto un lungo periodo della sua vita in cui è stato maltrattato e schiavizzato. Questa sua grande capacità gli ha permesso di essere tanto amato nel suo soggiorno a Napoli e lo ha reso uno dei santi più amati della nostra città.
Nunzio ha fatto proprio quello che S. Josè dirà qualche anno dopo: ha portato l'amore di Dio nelle situazioni in cui la vita lo ha condotto: nel lavoro, alla corte di Napoli, nell'ospedale, in tutte le relazioni che ha avuto.
Mi ha ricordato la descrizione di santità che Pierluigi ha usato per sua madre, un'altra grande santa/donna normale della nostra epoca che è S. Gianna Beretta: "La figura di mia madre è una figura eccezionale di esempio per la gente, però è anche un esempio di semplicità e di normalità, infatti nella vita quotidiana era una donna come tutte le altre. Il messaggio è questo: anche attraverso una vita con problemi, fatta di paure si può comunque arrivare alla santità. Mia madre non ha fatto cose straordinarie, non ha fondato conventi, ha soltanto  vissuto in pienezza il suo ruolo di mamma, medico e moglie".
Io penso che questa eccezionale semplicità sia la chiamata profetica per gli uomini del nostro tempo, quella che preparerà la Sposa per la venuta del Re: Maranathà, Vieni Signore!

mercoledì 26 dicembre 2018

Gesù bambino e i santi

L'anno pastorale che è in corso è un momento per noi di meditazione sulla grande chiamata alla santità. Stiamo cercando di cogliere tutte le occasioni per "godere" pienamente dei tesori preziosi che chi ci ha preceduto ha conquistato in questo senso.
In questi giorni di Avvento, è stato bello meditare sul rapporto che alcuni dei nostri santi più amati avevano con Gesù Bambino. Li vogliamo condividere con voi come un dono di Natale.
Innanzitutto, vogliamo ricordare le apparizioni di Gesù Bambino a S. Pio da Pietrelcina. 
Diverse volte, in presenza di diversi testimoni, S. Pio ha ricevuto la grazia che il Bambinello gli facesse visita o che, addirittura, la statuetta di Gesù Bambino tra le sue braccia si materializzasse. A padre Pio Gesù Bambino si è mostrato piagato: una cosa del genere è un evento raro nella storia della mistica!
S. Faustina Kowalska, in diverse occasioni, vede Gesù Bambino. In particolare, in due occasioni, prima su invito di Gesù e poi su invito di Maria, Faustina ha la gioia di tenere tra le sue braccia il piccolo Gesù. Gesù le dice che vorrebbe stare sempre sul suo cuore e vorrebbe che Faustina si tenesse altrettanto piccolo per poterla tenere stretta al suo Cuore.
Anche Suor Lucia di Fatima ha avuto apparizioni di Gesù Bambino. Lo vede a Pontevedra, per ben due volte, quando le chiede di consolare il Cuore di sua Madre circondato di spine e poi una seconda volta per chiederle di sostenere la Devozione Riparatrice dei primi cinque sabati del mese.
Ho scoperto anche che la venerabile suor Maria di Agreda riceve interessanti visioni da parte di Gesù Bambino e non solo, che ha trascritto nel suo libro "Mistica Città di Dio". Le parole che Gesù Bambino le dice in una di queste apparizioni ci fanno davvero meditare: Oh Croce davvero benedetta!
Quando le tue braccia riceveranno le mie, quando riposerò su di te e quando le mie braccia, inchiodate sulle tue, si apriranno per ricevere tutti i peccatori?
Ma siccome sono venuto dal cielo con l’unico proposito di invitarvi ad imitarmi ed associarvi a me, ora e sempre sono aperte per abbracciare ed arricchire tutti gli uomini.
Quindi, tutti i ciechi, vengano alla luce. Venite, poveri, ai tesori della mia grazia.
vengano i piccoli… Vengano gli afflitti e gli oppressi … Venite semplicemente … Venite, figli di Adamo, perchè vi chiamo tutti.
Sono la Via, la Verità e la Vita e non vi negherò nulla di ciò che desiderate ricevere…
Mi offrirò io stesso come un sacrificio sulla croce, per rinnovarvi nella giustizia e nella libertà.
Se volete, vi riporterò di nuovo nel seno degli eletti e al Regno Celeste, dove sarà glorificato il Nome del Padre”.
Queste parole sembrano farci sentire dalla voce diretta di Gesù, quello che P. Raffaele diceva nella Messa di Natale commentando la foto (è il Bambinello davanti al nostro altare) che vedete qui sotto: "A Natale comincia il grande mistero della vita di Gesù che si realizzerà con la sua vittoria sul peccato e sulla morte ottenuta sulla croce. Davanti al nostro altare si sintetizza iconograficamente il mistero che Dio ha scelto per darci la vita nuova". 
 Questo mistero ci fa gridare ancora più forte e con più desiderio: "Maranathà, vieni Signore!"


sabato 8 dicembre 2018

Immacolata: Dio è il vero rivoluzionario

Oggi, per noi cattolici, è una festa importantissima e, per noi che siamo consacrati all' apostolato per gli ultimi tempi, è l'inizio della vittoria, una specie di scacco matto di Dio contro chi voleva escluderci dall'eredità.
In questo giorno celebriamo il fatto che la chiesa è stata illuminata sulla Donna di cui si parla in Genesi 3 ed ha compreso che questa Donna è la Madre dei redenti che permetterà alla Sposa, la chiesa, di diventare corona del suo Sposo, il Messia, uguale a Lui che è Dio. 
E' proprio questa, riassunto nello spazio strettissimo di una frase, la portata di rinnovamento e di grande rivoluzione di questa festa.
Io che mi sento profondamente legata al patrimonio spirituale ebraico, vedo in questa illuminazione che la Chiesa ha ricevuto e che chiama dogma, il fatto che stiamo assumendo una nuova posizione verso il nostro destino per gli ultimi tempi.
In un bellissimo articolo che trovate a questo indirizzo web:https://www.chabad.org/theJewishWoman/article_cdo/aid/685137/jewish/Voice-of-the-Bride.htm
ho letto che, negli ultimi tempi, ci sarà un passaggio nel quale l'intimità con Dio non passerà più dall'uomo alla donna, perchè Dio si rivolge all'uomo, ma la donna sarà elevata ed ispirata direttamente da Dio per l'incontro con il Messia. Questo avverrà grazie alla Madre che nei testi in ebraico viene detta "ima" (che ha una grande assonanza con Immacolata)...
In questo tempo, le parole della Scrittura, che in sé contengono già tutta la luce, si disveleranno e, a poco a poco, la verità "tutta intera"si rivelerà.
Non vi sembra che questo passaggio rievochi tanti aspetti dell'Immacolata Concezione di Maria?
L'immacolata Concezione non è solo la grazia che Maria riceve di essere concepita senza peccato, ma è la celebrazione della portata rivoluzionaria che, per noi, questo comporta: per questo privilegio colui che voleva eliminarci viene schiacciato e noi, attraverso la nuova Eva, diventiamo un popolo scelto non solo per la lotta, ma anche per il matrimonio con il Messia: "Tuo sposo è il tuo Creatore". 
Questa rivelazione, questa nuova luce su Genesi 3, sulle parole dell'angelo a Maria e su tanti altri passi che, nella Scrittura, si riferiscono alla sua missione chiave, cominciano grazie allo Spirito Santo.


E' Spirito Santo, infatti, che ha mostrato a Caterina Lobourè quella meravigliosa donna, le cui mani adorne di anelli preziosi, irradiavano luce sull'umanità e ha mostrato a Bernadette quella signora che le ha detto "Io sono l'Immacolata Concezione".
Se prestate un pò di attenzione alle vicende storiche, da quel momento la Madre ha cominciato a parlare. La donna silenziosa e meditativa del Vangelo, in questo tempo, ha cominciato ad alzare la voce. E' tempo in cui la Donna rompe il silenzio. E' tempo del grande rinnovamento della Chiesa. E' tempo di decidere da che parte stare. La Madre sta cercando, come dicono gli ebrei, di "rivelare i segreti della luce" per poter preparare il più grande matrimonio che si possa arrivare a pensare quello del genere umano con Dio.
Mi affascina tanto il momento dell'incontro di Caterina Labourè con l'Immacolata. Caterina quando vede Maria, seduta su una sedia dell'altare a Rue du Bac, scavalca la balaustra e va a poggiarsi, come una bambina, sulle ginocchia della Madre. Credo che questa sia una bella posizione fisica e spirituale per ascoltare i "segreti della luce" che Maria ci vuole rivelare.
E allora, saremo quella Sposa che con lo Spirito grida:
Maranathà, vieni Signore!"