sabato 8 dicembre 2018

Immacolata: Dio è il vero rivoluzionario

Oggi, per noi cattolici, è una festa importantissima e, per noi che siamo consacrati all' apostolato per gli ultimi tempi, è l'inizio della vittoria, una specie di scacco matto di Dio contro chi voleva escluderci dall'eredità.
In questo giorno celebriamo il fatto che la chiesa è stata illuminata sulla Donna di cui si parla in Genesi 3 ed ha compreso che questa Donna è la Madre dei redenti che permetterà alla Sposa, la chiesa, di diventare corona del suo Sposo, il Messia, uguale a Lui che è Dio. 
E' proprio questa, riassunto nello spazio strettissimo di una frase, la portata di rinnovamento e di grande rivoluzione di questa festa.
Io che mi sento profondamente legata al patrimonio spirituale ebraico, vedo in questa illuminazione che la Chiesa ha ricevuto e che chiama dogma, il fatto che stiamo assumendo una nuova posizione verso il nostro destino per gli ultimi tempi.
In un bellissimo articolo che trovate a questo indirizzo web:https://www.chabad.org/theJewishWoman/article_cdo/aid/685137/jewish/Voice-of-the-Bride.htm
ho letto che, negli ultimi tempi, ci sarà un passaggio nel quale l'intimità con Dio non passerà più dall'uomo alla donna, perchè Dio si rivolge all'uomo, ma la donna sarà elevata ed ispirata direttamente da Dio per l'incontro con il Messia. Questo avverrà grazie alla Madre che nei testi in ebraico viene detta "ima" (che ha una grande assonanza con Immacolata)...
In questo tempo, le parole della Scrittura, che in sé contengono già tutta la luce, si disveleranno e, a poco a poco, la verità "tutta intera"si rivelerà.
Non vi sembra che questo passaggio rievochi tanti aspetti dell'Immacolata Concezione di Maria?
L'immacolata Concezione non è solo la grazia che Maria riceve di essere concepita senza peccato, ma è la celebrazione della portata rivoluzionaria che, per noi, questo comporta: per questo privilegio colui che voleva eliminarci viene schiacciato e noi, attraverso la nuova Eva, diventiamo un popolo scelto non solo per la lotta, ma anche per il matrimonio con il Messia: "Tuo sposo è il tuo Creatore". 
Questa rivelazione, questa nuova luce su Genesi 3, sulle parole dell'angelo a Maria e su tanti altri passi che, nella Scrittura, si riferiscono alla sua missione chiave, cominciano grazie allo Spirito Santo.


E' Spirito Santo, infatti, che ha mostrato a Caterina Lobourè quella meravigliosa donna, le cui mani adorne di anelli preziosi, irradiavano luce sull'umanità e ha mostrato a Bernadette quella signora che le ha detto "Io sono l'Immacolata Concezione".
Se prestate un pò di attenzione alle vicende storiche, da quel momento la Madre ha cominciato a parlare. La donna silenziosa e meditativa del Vangelo, in questo tempo, ha cominciato ad alzare la voce. E' tempo in cui la Donna rompe il silenzio. E' tempo del grande rinnovamento della Chiesa. E' tempo di decidere da che parte stare. La Madre sta cercando, come dicono gli ebrei, di "rivelare i segreti della luce" per poter preparare il più grande matrimonio che si possa arrivare a pensare quello del genere umano con Dio.
Mi affascina tanto il momento dell'incontro di Caterina Labourè con l'Immacolata. Caterina quando vede Maria, seduta su una sedia dell'altare a Rue du Bac, scavalca la balaustra e va a poggiarsi, come una bambina, sulle ginocchia della Madre. Credo che questa sia una bella posizione fisica e spirituale per ascoltare i "segreti della luce" che Maria ci vuole rivelare.
E allora, saremo quella Sposa che con lo Spirito grida:
Maranathà, vieni Signore!"

domenica 25 novembre 2018

Il Re che ho scelto di adorare

Oggi noi cattolici celebriamo la Festa di Gesù Cristo, Re dell'Universo.
 La festa di Cristo Re è una delle feste cattoliche che più amo, perchè mette in evidenza i motivi per cui ho deciso di credere in Gesù e per cui lotto contro me stessa per seguirlo.
Il Vangelo di questo giorno ci presenta il breve dialogo tra Gesù e Pilato sulla regalità. Anche da una semplice lettura possiamo capire che Pilato parla un linguaggio completamente diverso da quello di Gesù.
Nei panni di Pilato, possiamo esserci tutti: è difficile capire uno che dice di essere re e che si fa maltrattare contemporaneamente. Se uno è re, deve dimostrare la sua regalità.
Il linguaggio che mi ha dischiuso gli occhi su quel Re,così speciale, che è un agnello che sta per essere immolato, è un altro momento di festa, una festa dell'ebraismo, Yom Kippur. 
Durante la festa di Yom Kippur, tra le altre cose, il sommo sacerdote riversa su un capro tutti i peccati  delle famiglie del popolo e, nello stesso momento, un altro capro, il cui sangue è servito ad aspergere il popolo per lavarlo dai peccati, viene poi completamente bruciato sul fuoco.
Se meditiamo bene la Parola di Dio riguardo a Gesù, possiamo ritrovare la sua presenza in tutti i protagonisti di questa festa: il sommo sacerdote, il capro su cui vengono trasferiti i peccati e il capro che viene completamente arso in offerta.
Mentre in tutti i libri della Bibbia questo mistero è velato, nell'Apocalisse, Giovanni lo svela. Egli descrive vesti candide, lavate dal Sangue dell'Agnello; descrive un Agnello - Re, seduto sul trono, perchè ha comprato con il suo sangue uomini di ogni popolo e nazione; descrive la Vita del Libro dei viventi che nessuno avrebbe potuto aprire se non l'Agnello.
Se Gesù fosse venuto ad insegnare buone regole di comportamento, vi confesso che non lo avrei seguito. Non lo avrei seguito neppure se mi avesse solo perdonato i peccati, perchè mi sarei sempre sentita una a cui è stato fatto un favore, da uno che, però, non ha mai cambiato posizione.
Gli credo e lo seguo perchè, in quel momento, davanti a Pilato e per tutto il resto di quei tre giorni, Gesù ha messo in gioco la sua umanità e la sua divinità diventando peccato come me, anzi mettendosi lui stesso nelle mani di satana quando a me era destinata quella sorte.
Come l'Agnello di Yom kippur, Dio in persona, ha scelto il mio destino da inferno per darmi la sua Vita. E poichè, come Padre Kolbe diceva, "l'amore crea", quel dono di amore ha "creato" un uomo nuovo, il Vivente che ha vinto la morte e che ha promesso che quelli che lo amano saranno viventi come Lui, nel suo Regno.
Gesù non è davanti a Pilato perchè è solo buono e mite, Egli è anche il Leone della Tribù di Giuda. Lo afferma lui stesso: "Se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto...". Gesù sta lì buono a farsi ammazzare e, per questo è nato ed è venuto dal mondo, con l'obiettivo di rendere tangibile un Amore che libera dalle conseguenze dei peccati.
In quel momento, Egli è lì per me, per te, per chiunque crede in Lui come Messia per strapparlo dalle mani di satana.
Questa è la risposta che do quando mi si dice: "Ma come fai a credere in un Dio che permette tutto il male che stiamo vivendo? ".
Io gli credo perchè Gesù si è fatto peccato come me, maledizione come me. Non è stato a guardare, si è giocato tutto e lo fa, nella Messa, ogni giorno fino alla fine del mondo per me, per amore.
E per questo io lo aspetto e grido con lo Spirito:
"Maranathà, vieni Signore!"

domenica 30 settembre 2018

Il consiglio di Papa Francesco per lottare contro il diavolo e un cavaliere da imitare!

Mi è piaciuta molto la strategia di Papa Francesco per la lotta contro il diavolo in questo mese missionario: pregare ogni giorno un rosario con l'antica preghiera mariana conosciuta come "Sub Tuum Praesidium" e la preghiera a S. Michele di Papa Leone XIII.
Mi ha colpito molto, perchè proprio nel giorno in cui è stato fatto questo annuncio stavo leggendo un libro che mi avevano regalato in cui si proponeva nel mese di ottobre una meditazione per ogni mistero del Rosario di Padre Kolbe.
L'associazione viene subito in effetti, perchè ormai è da tutti risaputo che S. Massimiliano decide di creare la rivista "Il Cavaliere dell'Immacolata" proprio dopo aver visto sfilare a Roma un corte della massoneria con uno stendardo all'inverso in cui, cioè, il diavolo schiacciava S. Michele. Ed ecco che il giovane Padre Massimiliano si arruola per combattere contro i nemici della chiesa.
Padre Massimiliano non è una star da chiesa, come molti sacerdoti e missionari del nostro tempo. Sono in pochi a dirlo e a scriverlo, ma  S. Massimiliano è un genio, una persona intelligente, colta, piacevole, una persona calata profondamente nel mondo. Ve lo dimostro con lo stralcio di una lettera che scrive ad un suo superiore: “Non solo difendere la fede, contribuire alla salvezza della anime, ma con un ardito attacco, non badando affatto a se stessi, conquistare all’Immacolata un’anima dopo l’altra, un avamposto dopo l’altro, inalberare il suo vessillo sulle case editoriali dei quotidiani, della stampa periodica e non periodica, delle agenzie di stampa, sulle antenne radiofoniche, sugli istituti artistici, sui teatri, sulle sale cinematografiche, sui parlamenti, sui senati, [in una] parola, dappertutto su tutta la terra; inoltre vigilare affinché nessuno mai riesca a rimuovere quei vessilli”(Lettera al Provinciale padre Kornel Czupryk del 21 dicembre 1928). 
Ed è proprio questo mix di Rosario e "illuminazione del mondo", l'arma di questo grande Cavaliere che possiamo usare. 
Mi hanno raccontato che tanti anni fa, i due mesi mariani di ottobre e di maggio erano dei grandi momenti di missione ed evangelizzazione. Si invitava un missionario e da lui ci si lasciava scuotere per crescere spiritualmente. La mia proposta è invitare lui...so che lo Spirito Santo troverà, per voi, il modo per invitarlo e, per Padre Massimiliano, il modo per arrivare fino a voi. 
C'è un'immagine che mi piace tanto, forse perchè mi somiglia un pò: quella di una donna in abito da sposa che indossa anfibi da combattimento. Credo che la sposa del Messia debba essere così.
Maranathà, vieni Signore!





martedì 21 agosto 2018

Volontà di Dio e santità

Quest'anno, lo Spirito Santo ci ha ispirati a prendere in considerazione l'invito a vivere la santità nella nostra vita o, meglio, ad applicare alla nostra vita quotidiana il versetto della lettera ai Galati 2, 20: "...non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me".
Sarebbe bello poter avere la certezza che Gesù vive in me, si esprime nelle azioni che io compio, ama attraverso i miei abbracci, le mie tenerezze, i miei comportamenti. 
Credo che la grande sfida di questo nostro tempo sia precisamente questo: portare Gesù in noi nelle relazioni quotidiane, sul lavoro, nel nostro riposo e divertimento, nelle chiese...
Mi è piaciuta tanto un apoftegma, un detto dei padri del deserto sulla santità:"Un monaco egiziano disse a un anacoreta siriano, tutto eccitato, che voleva andare in città a vedere un santo che operava miracoli e che, con la sua preghiera, risuscitava i morti.
L'altro monaco, sorridendo disse: "Che strane abitudini avete da queste parti: chiamate santo chi piega Dio a fare la propria volontà. Da noi invece, chiamiamo santo chi piega la propria volontà a quella di Dio"."A mio parere, la rivoluzione copernicana del nostro modo di pensare la santità sta in questa frase. 
Noi immaginiamo il santo un pò come un mago che riesce ad ottenere da Dio quello che altri non riescono ad ottenere. Invece la santità che Dio vuole manifestare negli uomini, attraverso lo Spirito, è santificare il pezzo di tempo e di spazio in cui siamo chiamati a vivere. 
Che sfida immensa!
Noi, nel piccolo tratto di cammino spirituale di ogni anno pastorale, ci proponiamo un piccolo obiettivo. Quello dell'anno pastorale che si apre potrebbe essere proprio questo: cambiare il nostro punto di vista sulla santità. 
Sono convinta che vedremo immensi frutti di conversione nostra e di chi ci sta intorno, cominciando questa piccola/grande rivoluzione copernicana nella nostra vita. 
In questo ultimo scampolo d'estate, possiamo proprio utilizzare questi due spunti che troviamo sopra per pensare cosa lo Spirito Santo voglia dire a noi sia riguardo al lasciare che Gesù viva in noi sia riguardo al lasciare che manifesti la Sua santità in noi. 
A me le cose facili non piacciono! 
Cominciamo allora?
Maranathà, Vieni Signore Gesù!

sabato 14 luglio 2018

La Consacrazione allo Spirito Santo per non essere strangolati dalla crisi che opprime il mondo

In questo periodo mi sto interessando tantissimo alle diverse forme di povertà che la nostra società occidentale sta vivendo. Molte di esse sono aggravate in maniera prepotente dalla crisi finanziario-economica che è scoppiata in America nel 2008.
La portata di questa crisi è stata tale che l'intero sistema economico finanziario del mondo occidentale è saltato. Ne vediamo ancora gli effetti 10 anni dopo. Il nostro sistema sanitario non ha fondi, quello socioeducativo, nel quale io stessa sono impegnata, è poverissimo e carente, la scuola sta perdendo il suo valore, perchè poco valorizzata. Da 10 anni, tutte le energie economiche del nostro Paese sono state utili a mantenere in vita un'economia che è molto più magra delle vacche bibliche.
Presi dal senso di soffocamento, soccombono in tanti. Le famiglie, già cariche di tanti problemi, si distruggono. Il lavoro quotidiano è poco apprezzato, poco pagato, poco stimolante.
Il "Manifesto del Parito Comunista" si apriva con questa frase in Prefazione: "Uno spettro si aggira per l'Europa è lo spettro del Comunismo". In qualche modo, pur usando questa frase in termini positivi, Marx ed Engels avevano definito  il comunismo come uno spettro, un qualcosa che poteva essere mortale.
Io credo che un altro spettro si aggiri per l'Europa più pericoloso del Comunismo: è la deregolamentazione finanziaria. Tutto negli Stati è sottoposto a regole, la finanza invece non ne vuole. E molti stati si lasciano convincere pur avendo subito tutti i disastri della deregolamentazione. Questo spettro anarchico è incontrollabile e sa nascondersi molto bene.
Noi non sappiamo di essere gestiti da esso, eppure esso condiziona le scelte e le esistenze di quasi tutti noi in occidente. Giovani senza futuro, perchè l'economia è ferma; famiglie strangolate da debiti e problemi di ogni tipo; anziani soli e poveri...
In questi casi, quando, cioè, uno spettro si aggira per i luoghi e per le vite delle persone, gli esperti di spiritualità consigliano innanzitutto un cammino di conversione. E' necessario ripetere nelle scelte quotidiane della nostra vita quel "rinuncio" che la chiesa ci ha fatto affermare il giorno del nostro battesimo.
Poi mi piace molto pensare che in questi momenti il nostro Dio si giochi la sua carta migliore: lo Spirito Santo. 
Diversi santi e profeti di questo nostro tempo ci hanno parlato di un' azione speciale dello Spirito Santo promessa da Gesù per affrontare questi tempi di crisi. Ne cito tre in particolare, che mi stanno molto a cuore, ma voi stessi ne conoscerete tantissimi.
Il primo che voglio ricordare è S. Josè Maria Escrivà, un santo speciale a cui sono molto legata. Quest'uomo geniale ha voluto consacrare tutta la sua opera allo Spirito Santo, perchè era convinto che solo lo Spirito avrebbe guidato le persone verso i desideri del Cuore di Gesù.
Poi c'è la Beata Elena Guerra. Questa religiosa aveva ricevuto da Gesù la promessa di un'era dello Spirito Santo che avrebbe cambiato il cuore degli uomini e avrebbe portato l'umanità preparata ad incontrarsi con il Messia che sta per tornare.
C'è poi una donna messicana, la Beata Conchita Cabrera de Armida. Moglie e mamma ha avuto particolari intuizioni profetiche tra cui questa legata alla consacrazione allo Spirito Santo: "Il mondo affonda perché si allontanato dallo Spirito Santo: tutti i mali che lo affliggono hanno lì la loro origine. Il rimedio si trova in Lui: Egli il Consolatore, l’autore di ogni grazia, il legame di unione tra il Padre e il Figlio, il supremo conciliatore poiché carità, Amore increato ed eterno.
Tutto il mondo ricorra a questo Spirito Santo perché il tempo del suo regno è arrivato: quest’ultima tappa del mondo gli appartiene in modo speciale perché egli sia onorato ed esaltato.
La Chiesa lo predichi, le anime lo amino, il mondo intero gli sia consacrato ... L'intero Universo sia Consacrato allo Spirito Santo; verrà la pace insieme a una reazione morale e spirituale più grande del male da cui la terra tormentata".
Questi profeti del nostro tempo ci hanno affidato una soluzione spirituale che è molto legata alla ricchezza che la Bibbia stessa mette nelle nostre mani. L'ultimo capitolo della Bibbia, appunto, l'Apocalisse dice questa frase: "Lo Spirito e la Sposa dicono: "Vieni".
Nel momento del ritorno del Signore lo Spirito sosterrà la sposa nell'invitare lo Sposo ad unirsi a lei.
Non ci resta che donarci completamente allo Spirito perchè possa indirizzare la nostra voce nella giusta direzione per attirare a noi l'Amato. 
Maranathà, vieni Signore!

domenica 13 maggio 2018

A Fatima Maria mostra l'interesse di Dio per l'uomo e per il destino della storia

Da quando mi sono interessata al messaggio di Fatima, l'ho trovato davvero accattivante, perchè mostra che la Madonna si stava interessando a noi, a quello che accadeva nel mondo e alle ideologie che sembravano essere buone, ma che, in pratica buone non sono state.
Guardare la realtà con la lente di Fatima ha aiutato persone come Giovanni Paolo II a dare un indirizzo alla chiesa e alla storia di cui ancora oggi godiamo i benefici.
Noi possiamo dare un indirizzo alla storia: che esperienza stimolante! Mi sembra un'occasione affascinante e imperdibile anche nel momento attuale che stiamo vivendo e che, sicuramente, è tra i periodi più oscuri e bui di tutta la storia umana.
Mezzo mondo è in guerra, l'altra metà è finanziariamente interessata a queste guerre; siamo tutti immersi in una tecnologizzazione della realtà e delle relazioni che crea indifferenza; il mercato globale sembra governare la realtà e noi "persone medie" ne subiamo passivamente le conseguenze, perchè non abbiamo neppure i parametri culturali per comprenderne la direzione. Ciò che ci dicono gli economisti cristiani è che si comporta come gli idoli descritti dalla Bibbia.
Ora come nel 1917, viviamo come se niente stesse succedendo, anzi, forse, nel 1917 un pò di dolore per la guerra terribile appena terminata il mondo la sentiva. Oggi sembriamo indifferenti a tutto, basta che abbiamo lo smartphone tra le mani.
Maria a Fatima viene a scuotere le coscienze di un mondo addormentato attraverso tre bambini che danno una nuova lente per guardare la storia. Insegna a pregare e a cambiare stile di vita e...quei giganti sono caduti tutti!
A rendere ancora più potente questo messaggio oggi, c'è la parola di Gesù: "Andate a scacciare i demoni, a guarire, a parlare nuove lingue". 
Non ci lasciamo sconfiggere dai demoni della nostra realtà che si travestono benissimo, in alcuni casi, perfino da dottrine con echi cristiani, ma che niente hanno a che vedere con la dignità della persona che Gesù ci è venuto ad insegnare. Guardiamo bene la storia! Impariamo a dire i si e i no fermi che Gesù ci invita a dire!
Ci sono nuove religioni invisibili che tentano di sedurci e di accaparrarsi il tempo, la dignità, l'amore e le passioni di ciascuno di noi.
Possiamo continuare a stare fermi dove siamo, ma non stiamo mettendo in pratica il Vangelo. Possiamo andare verso la nostra dignità, verso l'uomo perfetto di cui ci parla oggi Paolo e, allora anche noi cambieremo questa storia e la renderemo umana. Come piace a Gesù.
E allora l'olio sarà nella nostra lampada, per vederlo quando arriverà a prenderci come ha promesso oggi.

Maranathà, vieni Signore!

domenica 8 aprile 2018

Abbiamo troppa paura di sporcarci!

In questi giorni, grazie ad una ragazza della mia parrocchia, sono ritornata per un pò sul lavoro educativo di frontiera. Erano, ormai molti anni che mancavo da questa esperienza che impatta profondamente ciascuno dei livelli del tuo essere.
Ritornare alla frontiera educativa mi ha fatto pensare al fatto che, in qualche modo o a qualche livello del nostro essere, noi i bambini li temiamo, perchè abbiamo bisogno, attraverso il tipo di educazione che cerchiamo di impartire, di controllare le nostre paure.
Provate un attimo solo a pensare al tipo di educazione che fornite e chiedetevi se è rivolta a calmare qualcosa che urla in voi o a, come diceva Maria Montessori, "sviluppare il potenziale umano di quel bambino e poi andarvene per la vostra strada".
Una delle paure che i bambini risvegliano nell'adulto è la paura dello sporco. La prendo in considerazione, perchè mi sembra una delle fobie di cui la nostra società soffre profondamente.
Lo vedo quotidianamente con alcuni genitori ossessionati dalla pulizia fisica del loro bambino, lo vedo con altri che impediscono ai bambini di giocare per non sporcarsi, lo vedo anche nella paura del contatto, degli odori, nelle distanze relazionali tra le persone. Mi capita di incontrare tantissime persone, nel counseling come nella vita, che evitano il contatto con cose e persone per non sporcarsi. Forse anche il nostro modo di battezzare senza immergere fa a pugni con l'idea che siamo sporchi.
Una cosa che insegna un bambino che gioca è che non ha paura di tutte queste cose. I bambini e le bambine quando possono giocare liberamente dimenticano i loro vestiti, la loro pulizia, la distanza fisica ed emotiva con gli altri. 
Sono dentro, fanno pienamente parte, intensamente. Si sporcano perchè sono pienamente in quello che fanno.


Utilizzo questa mia esperienza personale per interrogarci un pò insieme sulla nostra vita e anche sulla nostra fede.
Ci stiamo proteggendo dallo sporcarci? Ci stiamo proteggendo attraverso una modalità compulsiva dell'igiene relazionale? Le nostre chiese dorate e incensate stanno diventando la nostra rocca/prigione per salvaguardare la pulizia della nostra anima?
A me colpisce sempre l'immagine d'amore più bella della Bibbia che è la sposa del Cantico: quella donna si definisce "bruna, ma bella...perchè il sole mi ha abbronzato".
E' l'emblema della donna che ama e, per amare, va anche contro gli ideali di bellezza e di pudicizia tipici del suo tempo. Sappiamo, infatti, dalla cultura classica che una donna, bella e ambita, doveva essere bianca, non toccata dal sole. Ma la Bibbia, i bambini e Gesù ci insegnano che chi ama non ha paura di sporcarsi fino a diventare "bruno".
Oggi è la domenica della Misercordia. C'è un dialogo tra Gesù e S. Girolamo che mi colpisce sempre tanto. Gesù chiede a S. Girolamo di donargli sempre qualcosa: "Alla fine, dopo che Girolamo ha enumerato tutte le opere buone che ricorda e siccome Gesù gli pone per l'ennesima volta la stessa domanda un po' scoraggiato e non sapendo più a che santo votarsi, finisce per balbettare: "Signore, ti ho già dato tutto, non mi resta davvero più niente!" Allora un grande silenzio piombò nella grotta e fino all'estremità del deserto di Giuda e Gesù replica un'ultima volta: "Sì, Girolamo, hai dimenticato una cosa: dammi anche i tuoi peccati, affinché possa perdonarteli".
E' come se Girolamo e noi con lui, non volessimo mettere in gioco nella nostra vita di fede, ma anche nelle nostre relazione e in tutta la nostra umanità ciò che è sporco, ciò che non va bene.
Ma se io non sono sporco, come posso lavarmi? 
Forse è il caso che iniziamo a guardare le possibilità di sporcarci per vivere pienamente ed essere perdonati profondamente.
Buona domenica della misericordia!
Maranathà, vieni Signore!