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Il vino, il sangue e la festa...




Questo mese di agosto lo stiamo dedicando
ad una
riflessione profonda di ciò che lo Spirito Santo vuole dirci sui temi che ci ha ispirato per l'anno pastorale che sta per venire.
Alcuni eventi

mi hanno colpito e li voglio condividere:
  • la Madonna di Ampellone: il 2 agosto, poichè Padre Raffaele era in vacanza, ho invitato i fratelli e una coppia di giovani sposi a partecipare ad Ercolano alla Messa. C'era una rappresentazione sacra in parrocchia che raccontava la nascita della fede ad Ercolano ad opera di Pietro che evangelizza Ampellone. Il nome di questo "mio"antenato mi fa rievocare i culti bacchici rappresentati negli affreschi di Villa dei misteri a Pompei, perchè il suo nome, nella lingua greca, viene da ampelos che significa, appunto vite. Le nostre terre dovevano avere un legame molto forte con il vino: un legame legato alla donna (menadi e baccanti sono le sacerdotesse di bacco), legato al sangue (durante i culti dionisiaci ci si flagellava e si facevano sacrifici alla divinità), legato al banchetto e all'eternità. Mi piace immaginare che Pietro si sia servito di questi elementi per spiegare la Verità: Gesù che si serve del vino per saziare tutti i bisogni archetipici che il nostro popolo esprimeva in questi culti. Egli offre al Padre il suo sangue per ammetterci ad un banchetto in cui Dio e l'uomo si uniscono in comunione profonda da cui scaturisce la partecipazione ad un banchetto eterno, uno stato di "euforia" perenne... Vi sarete accorti che nel mio discorso manca l'elemento che ho citato per primo: la donna. L'efficace evangelizzazione dei nostri antenati ha sostituito la sacerdotessa con la mamma che dà la vita a Colui che è la vite...
  • il vino: ogni anno, nei mesi estivi, cerchiamo di andare a vedere dei posti che possano essere per noi ispirazione per la conclusione dell'anno pastorale che stiamo programmando. Per ora, l'ispirazione che abbiamo è legata proprio al vino e a tutto il significato spirituale che Gesù ha dato a questa bevanda. Siamo stati dunque a Vinalia, una manifestazione in cui le cantine del nostro territorio campano esponevano i loro vini. Durante quella manifestazione, ho capito come mai Dio avesse usato questa sostanza come legame d'amore. Due "segni"mi hanno particolarmente commosso: il calice e la cena. La manifestazione prevedeva che ogni partecipante ricevesse una coppa da cui fare assaggi dei diversi vini. Mi è venuto in mente l'antico rito del matrimonio ebraico, quando, cioè, lo sposo si presentava alla sposa per la proposta di nozze e la sposa esprimeva la sua volontà di sposarlo bevendo alla sua stessa coppa. Dopo quel momento lo sposo preparava la dimora per la sposa e il banchetto. E vengo al secondo elemento, la cena. A fine serata, ci siamo fermati a cena presso un'osteria allestita apposta per l'occasione in una casa donata dal Vescovo di Guardia Sanframondial seminario locale. Siamo entrati in un'atmosfera surreale. Eravamo sistemati su una terrazza sotto un cielo pieno di stelle. Prima che bevessimo il vino, così sarete convinti che non fossimo brilli, abbiamo sentito una gioia profonda che si impossessava di noi. Poi ci hanno messo sul tavolo una simpatica candelina che avrebbe dovuto avere i colori della nostra bandiera nazionale, ma diventava blu invece che verde! Ci siamo ricordati del sangue e dell'acqua che escono dal Cuore di Gesù...da quel momento in poi abbiamo brindato al nostro cammino di fede, ma, ormai dopo due calici, vista la mia incapacità a reggere il vino, non posso più raccontarvi nulla perchè sarei poco attendibile...

Ora, però, capisco che ci aspetta una gloria davvero grande, inspiegabile di cui possiamo solo fare piccoli assaggi qui in questa terra, altrimenti si squarcerebbe d'amore anche il nostro cuore. I nostri assaggi provengono tutti dal seno di nostra Madre Maria che, proprio come una donna che allatta, ci fa assaggiare il Paradiso che lei gode nel Cuore di Dio...


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