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Abbiamo troppa paura di sporcarci!

In questi giorni, grazie ad una ragazza della mia parrocchia, sono ritornata per un pò sul lavoro educativo di frontiera. Erano, ormai molti anni che mancavo da questa esperienza che impatta profondamente ciascuno dei livelli del tuo essere.
Ritornare alla frontiera educativa mi ha fatto pensare al fatto che, in qualche modo o a qualche livello del nostro essere, noi i bambini li temiamo, perchè abbiamo bisogno, attraverso il tipo di educazione che cerchiamo di impartire, di controllare le nostre paure.
Provate un attimo solo a pensare al tipo di educazione che fornite e chiedetevi se è rivolta a calmare qualcosa che urla in voi o a, come diceva Maria Montessori, "sviluppare il potenziale umano di quel bambino e poi andarvene per la vostra strada".
Una delle paure che i bambini risvegliano nell'adulto è la paura dello sporco. La prendo in considerazione, perchè mi sembra una delle fobie di cui la nostra società soffre profondamente.
Lo vedo quotidianamente con alcuni genitori ossessionati dalla pulizia fisica del loro bambino, lo vedo con altri che impediscono ai bambini di giocare per non sporcarsi, lo vedo anche nella paura del contatto, degli odori, nelle distanze relazionali tra le persone. Mi capita di incontrare tantissime persone, nel counseling come nella vita, che evitano il contatto con cose e persone per non sporcarsi. Forse anche il nostro modo di battezzare senza immergere fa a pugni con l'idea che siamo sporchi.
Una cosa che insegna un bambino che gioca è che non ha paura di tutte queste cose. I bambini e le bambine quando possono giocare liberamente dimenticano i loro vestiti, la loro pulizia, la distanza fisica ed emotiva con gli altri. 
Sono dentro, fanno pienamente parte, intensamente. Si sporcano perchè sono pienamente in quello che fanno.


Utilizzo questa mia esperienza personale per interrogarci un pò insieme sulla nostra vita e anche sulla nostra fede.
Ci stiamo proteggendo dallo sporcarci? Ci stiamo proteggendo attraverso una modalità compulsiva dell'igiene relazionale? Le nostre chiese dorate e incensate stanno diventando la nostra rocca/prigione per salvaguardare la pulizia della nostra anima?
A me colpisce sempre l'immagine d'amore più bella della Bibbia che è la sposa del Cantico: quella donna si definisce "bruna, ma bella...perchè il sole mi ha abbronzato".
E' l'emblema della donna che ama e, per amare, va anche contro gli ideali di bellezza e di pudicizia tipici del suo tempo. Sappiamo, infatti, dalla cultura classica che una donna, bella e ambita, doveva essere bianca, non toccata dal sole. Ma la Bibbia, i bambini e Gesù ci insegnano che chi ama non ha paura di sporcarsi fino a diventare "bruno".
Oggi è la domenica della Misercordia. C'è un dialogo tra Gesù e S. Girolamo che mi colpisce sempre tanto. Gesù chiede a S. Girolamo di donargli sempre qualcosa: "Alla fine, dopo che Girolamo ha enumerato tutte le opere buone che ricorda e siccome Gesù gli pone per l'ennesima volta la stessa domanda un po' scoraggiato e non sapendo più a che santo votarsi, finisce per balbettare: "Signore, ti ho già dato tutto, non mi resta davvero più niente!" Allora un grande silenzio piombò nella grotta e fino all'estremità del deserto di Giuda e Gesù replica un'ultima volta: "Sì, Girolamo, hai dimenticato una cosa: dammi anche i tuoi peccati, affinché possa perdonarteli".
E' come se Girolamo e noi con lui, non volessimo mettere in gioco nella nostra vita di fede, ma anche nelle nostre relazione e in tutta la nostra umanità ciò che è sporco, ciò che non va bene.
Ma se io non sono sporco, come posso lavarmi? 
Forse è il caso che iniziamo a guardare le possibilità di sporcarci per vivere pienamente ed essere perdonati profondamente.
Buona domenica della misericordia!
Maranathà, vieni Signore!

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