domenica 13 gennaio 2019

"Spiritualizzare le cose comuni e la vita quotidiana"

Il titolo che dò a questo post è la parafrasi di una frase usata da S. Josè Maria Escrivà. 
S. Josè è un grande profeta dei tempi moderni molto poco conosciuto dai più nella chiesa. Le sue intuizioni, però, sono di grande aiuto per la vita di fede in questo nostro tempo e, in più, hanno tutta la carica geniale e profetica di una persona che aveva una lente speciale per guardare la realtà.
A proposito della santità, San Josè Maria ci fa un invito che riecheggia quello di Papa Francesco nella "Gaudete et Exsultate":"...Dio vi chiama a servirlo nei compiti e attraverso i compiti civili, materiali, temporali della vita umana...Sappiatelo bene: c'è un qualcosa di santo, di divino, nascosto nelle situazioni più comuni, qualcosa che tocca ad ognuno di voi scoprire".
(Qui trovate uno stralcio di questa sua omelia dalla sua voce diretta)  https://youtu.be/8Hcj9BCIfwo.
E' un invito affascinante.
Noi a questo invito abbiamo voluto rispondere conoscendo i santi in maniera più profonda, coloro che la chiesa ci mostra come testimoni dell'amore per Gesù.
Ieri, durante il nostro ritiro, abbiamo conosciuto una figura che ci ha letteralmente sedotto. E'un giovane che, come tutti i grandi santi napoletani, Napoli ha adottato. Si chiama Nunzio Sulprizio.


Le innumerevoli e commoventi testimonianze che il postulatore della causa ci ha raccontato ci hanno fatto vedere in questo ragazzo, morto a soli 19 anni, una persona capace di amare. Credo che proprio questa sia la sua caratteristica più santa, perchè Nunzio è riuscito ad amare, pur avendo vissuto un lungo periodo della sua vita in cui è stato maltrattato e schiavizzato. Questa sua grande capacità gli ha permesso di essere tanto amato nel suo soggiorno a Napoli e lo ha reso uno dei santi più amati della nostra città.
Nunzio ha fatto proprio quello che S. Josè dirà qualche anno dopo: ha portato l'amore di Dio nelle situazioni in cui la vita lo ha condotto: nel lavoro, alla corte di Napoli, nell'ospedale, in tutte le relazioni che ha avuto.
Mi ha ricordato la descrizione di santità che Pierluigi ha usato per sua madre, un'altra grande santa/donna normale della nostra epoca che è S. Gianna Beretta: "La figura di mia madre è una figura eccezionale di esempio per la gente, però è anche un esempio di semplicità e di normalità, infatti nella vita quotidiana era una donna come tutte le altre. Il messaggio è questo: anche attraverso una vita con problemi, fatta di paure si può comunque arrivare alla santità. Mia madre non ha fatto cose straordinarie, non ha fondato conventi, ha soltanto  vissuto in pienezza il suo ruolo di mamma, medico e moglie".
Io penso che questa eccezionale semplicità sia la chiamata profetica per gli uomini del nostro tempo, quella che preparerà la Sposa per la venuta del Re: Maranathà, Vieni Signore!

Nessun commento:

Posta un commento