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Visualizzazione dei post da gennaio, 2010

Stesi il lembo del mio mantello su di te (Ez16,8)

La preghiera e l'approfondimento del ministero della danza mi hanno fatto prendere consapevolezza di un'azione potente di Dio nei confronti del suo popolo che è quella di avvolgerlo, di rivestirlo, di ricoprirlo. Sia durante la settimana di preparazione dei cresimandi sia durante la festa di Sukkot, avevamo sperimentato l a potenza di accompagnare col segno del manto che ricopre i fedeli la preghiera di invocazione allo Spirito Santo. Avevamo, inoltre, letto e visto in coreografie di altri danzatori quanto efficace fosse questa esperienza, ma oggi abbiamo raggiunto e sperimentato una nuova consapevolezza rispetto a questo strumento. Gli strumenti di chi danza servono, infatti, a far vedere Dio con gli occhi del cuore e il manto ci fa vedere e anche sentire sulla pelle il contatto con Dio che,come il Padre Misericordioso, ancora, nella sua misericordia ci corre incontro, ci abbraccia e ci bacia. Nel passo del profeta Ezechiele che ho usato come titolo, come in moltissimi passi...

Ho danzato davanti al Signore (2 Sam 6,21)

Per questo tempo santo del Natale del Signore abbiamo sentito forte nella preghiera di coinvolgere per un tempo di ritiro tutto il ministero della danza. Ci siamo resi conto, infatti, della preziosità di questo ministero nella nostra fraternità e in tutta la chiesa di Dio. Il mio legame personale con la danza è stato molto forte, fin da quando la Comunità delle Beatitudini, ha portato questa splendida forma di preghiera nella mia parrocchia ad Ercolano. Da quando abbiamo cominciato il cammino verso la fraternità a Ponticelli, abbiamo sempre cercato di valorizzare la danza. Oggi dopo circa 6 anni nei quali abbiamo danzato solo in occasioni particolari, abbiamo sentito il bisogno di fermarci e di comprendere cosa lo Spirito Santo ci volesse comunicare per questo servizi o di preghiera nella chiesa. In questo impegno ministeriale per la danza, oltre a Silvana e Ciro, stiamo camminando insieme ad Anna, Clara e Linda che già collaborano in parrocchia a diversi livelli. Nel passo del Libro d...

1 gennaio: “Ecco la serva del Signore”

Con Sant’Alfonso medito Per l'amore che portava alla virtù dell'ubbidienza, quando l'arcangelo Gabriele le annunziò la nascita di Gesù, Maria non volle chiamarsi con altro nome che quello di serva: « Ecco la serva del Signore ». « Vera ancella, dice san Tommaso da Villanova, che né con le parole, né con le né con il pensiero si oppose mai all'Altissimo ma opere, spogliandosi di ogni volontà propria visse sempre e in tutto ubbidiente alla divina volontà ». Ella stessa dichiarò che Dio si era compiaciuto di questa sua ubbidienza: « Ha guardato l'umiltà della sua serva » (Lc 1,48). Questa è l'umiltà propria di una serva: essere sempre pronta a ubbidire. Sant'Agostino dice che la divina Madre con la sua ubbidienza rimediò al danno che aveva fatto Eva con la sua disubbidienza: « Come Eva disubbidendo divenne causa di morte per sé e per tutto il genere umano, così Maria Vergine ubbidendo divenne causa di salvezza per sé e per tutto il genere umano ». L'ubbidie...