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rapimento d'amore

Alcuni giorni fa, ho fatto un approfondimento riguardo alla correlazione tra i modi di innamorarsi e la  "solidità" dell'amore. Riassumendo esageratamente, mi ha fatto sorridere il fatto che la componente istintiva (non esclusivamente sessuale, però) al momento dell'innamoramento sia, in qualche modo, la più funzionale al benessere e alla durata di una coppia...
Questa parentesi legata al mio lavoro mi permette di portarvi con me alla lettura del più bel libro della Bibbia, il Cantico dei Cantici.In particolare a questa frase: "Tu mi hai rapito il cuore, sorella mia, mia sposa, tu mi hai rapito il cuore con un solo tuo sguardo, con una perla sola della tua collana!"(Ct.4,9)
E' l'amato che parla e, racconta un'esperienza così forte e totalizzante, come sono quelle della parte primordiale del cervello, da usare un termine di grande impatto da qualsiasi punto di vista lo si voglia leggere. Egli è rapito, il suo cuore viene in qualche modo calamitato dallo sguardo dell'amata.Questa esperienza del rapimento non è ancora della sposa, ma dello sposo. Tuttavia, il Signore, che è lo sposo, ce ne mostra la forza e la potenza inaudita in un'esperienza che Faustina Kowalska ha vissuto e che, secondo noi, riguarda  in qualche modo tutta la chiesa del nostro tempo. Vi riporto direttamente le parole dal Diario:
"Domandai alla Madre Superiora il permesso di andare a «Jozefinek», per fare una visita alle suore. La Madre Superiora ci diede il permesso e subito dopo il pranzo, cominciammo a prepararci. Le consorelle mi stavano già aspettando sulla porta del convento. Io andai di corsa nella cella a prendere la mantellina. Ritornando dalla cella e passando vicino alla piccola cappellina, sulla soglia scorsi Gesù, il quale mi disse queste parole: «Va' pure, ma Io ti prendo il cuore». Ed all'improvviso avvertii di non avere più il cuore nel petto. Dato che le suore mi avevano fatto osservare che dovevo andare più in fretta poiché era già tardi, me ne andai immediatamente con loro. Ma una grande insoddisfazione cominciò ad opprimermi. Una strana nostalgia s'impadronì di me. Nessuno però, tranne il Signore, era al corrente di quello che era avvenuto nella mia anima. Quando ci eravamo trattenute un attimo a «Jòzefinek», io dissi alle consorelle: «Torniamo a casa». Le suore chiesero di riposarsi almeno un momento, ma il mio spirito non riusciva a trovar pace. Mi giustificai dicendo che dovevamo tornare prima che si facesse buio, dato che c'è un bel tratto di strada, e tornammo subito a casa. Quando la Madre Superiora ci incontrò nel corridoio, mi domandò: «Non siete ancora partite o siete già tornate?». Risposi che eravamo già rientrate, perché non volevo tornare di sera. Mi tolsi la mantellina e mi recai immediatamente nella piccola cappella. Appena entrai, Gesù mi disse: «Vai dalla Madre Superiora e dille che non è vero che sei tornata per essere a casa prima di sera, ma perché ti ho portato via il cuore». Sebbene la cosa mi costasse molto, andai dalla Superiora e dissi sinceramente il motivo per il quale ero tornata così presto e chiesi perdono al Signore per tutto quello che a Lui non piace. E subito Gesù inondò la mia anima di una grande gioia. Compresi che, all'infuori di Dio, non c’è contentezza da nessuna parte".  
Non conosco le storie di tantissimi santi, ma questa mi sembra un'esperienza davvero fuori dal comune. Gesù ha fatto fare a Faustina l'esperienza che, stando a quanto dice lo Spirito Santo nel Cantico, egli fa ogni volta che lo guardiamo...
Se provate a rileggere il versetto del Cantico, potrete vedere che lo sposo ripete due volte la frase: "Tu mi hai rapito il cuore". Ho letto, in alcuni libri scritti da ebrei messianici, che questa ripetizione non è esclusivamente un espediente poetico. E' dal punto di vista spirituale molto significativa, perchè la ripetizione di una frase indica che quell'esperienza sta avvenendo in quel momento e avverrà successivamente. Ha un valore reale, perchè si riferisce al Cantico e un valore profetico, perchè può dire qualcosa nel futuro. Quindi, io penso sia valida per noi oggi...
Personalmente, questa esperienza del rapimento d'amore e del rapimento della sposa del Messia, mi fa pensare ai bisogni d'amore dell'uomo. Probabilmente, ogni persona ha "bisogno di essere rapita dall'amore". Penso alle fiabe, ai miti, agli archetipi, ma anche ai costumi del bacino del Mediterraneo in cui questa esperienza del rapimento d'amore è stata ed è ancora forte...
Nietzsche diceva che noi occidentali siamo l'unico popolo a non insegnare ai nostri figli l'amore. Questo forse è vero per la nostra tradizione filosofica, ma sicuramente per educare all'amore possiamo usare il nostro ricchissimo patrimonio culturale.
Io dico che, forse, abbiamo bisogno tutti, uomini e donne, di riprendere a sognare l'amore che viene e ci rapisce.  Così forse riprenderemo a sintonizzarci sui linguaggi profondi che il nostro Dio ha usato per manifestarsi...
Noi, ieri, in occasione della festa di Faustina, abbiamo messo il nostro cuore sull'altare perchè Gesù, venendo nell'Eucarestia, potesse rapirlo.
 Oggi chiediamo lo stesso oggi per te che stai leggendo questo post...che l'Amore ti rapisca il cuore...

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