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Voglio diventare maga!!!

All'inizio di questo nuovo anno, in maniera scherzosa, avevo pubblicato su Facebook un video tratto dal film "La spada nella roccia"in cui viene rappresentato un duello tra mago Merlino e la maga Magò. Avevo scritto a commento che mi piacerebbe diventare una sintesi tra questi due maghi.
In realtà, quest'anno nuovo, mi ha mostrato dei magi a cui più realisticamente posso assomigliare: i santi magi del Vangelo.
Stamattina, ascoltando l'omelia del papa, riflettevo su come questi uomini fantastici sono stati aperti a Dio e al suo folle irrompere nella loro vita. Innanzitutto, essi avevano una sapienza scientifica e anche  religiosa, una sapienza che li ha portati a dare valore ad un evento astronomico, di cui altri non si erano accorti o a cui non avevano saputo dare un significato tale da muovere i loro passi verso la conoscenza di ciò che stava accadendo. Arrivati a Gerusalemme, non hanno pensato di essersi sbagliati, né si sono fermati, perchè lì a palazzo non era nato nessuno. Hanno chiesto, hanno verificato, hanno continuato a guardare il cielo. Già  se ci fermassimo a questo punto del racconto, la sapienza dei magi è aperta. Essi non sono chiusi nelle regole astronomiche e astrologiche della loro scoperta, ma come veri ricercatori stanno a guardare cosa succede, pronti a mettere in discussione quello che fino a quel momento avevano scoperto.
Ecco, poi, che la stella si ferma su una casa, la casa di un bambino con la madre. Credo che Maria non abbia avuto il tempo di spiegare la discendenza davidica della famiglia, eppure essi si prostrano e adorano. Hanno fiducia nel fatto che la stella sapesse più di quanto le loro regole astronomiche sapevano decifrare e sono convinti di aver trovato il re dei Giudei che nasce per dare speranza anche a tutte le altre genti. Provate ad immaginare delle personalità di alto livello religioso e politico che si fanno convincere dalla speranza di un bambino che nasce e che appartiene ad un popolo neppure tanto importante nell'epoca in cui vivevano. Essi sono in grado di trovare una connessione spirituale tra tutto il loro bagaglio culturale e spirituale e quel bambino. 
Anche al ritorno non li vediamo rigidi. Hanno incontrato il Messia, ma continuano ad essere cercatori di Dio. Quando ritornano a casa, essi seguono un sogno. Si fidano di una dimensione ineffabile. Non si sentono arrivati, perchè gli è stato concesso di incontrare il re dei giudei che è nato. Si lasciano ancora mettere in discussione da ciò che non sanno verificare.
E' così che voglio diventare in questo nuovo anno. Francesco, nella sua omelia, alzando gli occhi dal suo foglio, come quando vuole sottolineare l'importanza di ciò che sta dicendo, ha detto dobbiamo diventare "nostalgiosi"della patria celeste, essere aperti al nuovo, allo sconcertante.
Chiedo al Signore la grazia che ha concesso ai Magi: la grazia di non idolatrare quel poco che so davanti all'immensa sapienza di Dio; la grazia di non lasciarmi abbagliare dai palazzi del potere e alla loo manipolazione; la grazia di saper cambiare direzione anche, dopo poco, che Dio si è fatto tenere nelle braccia da me. 



Questa per me è la grande magia di questi uomini ed è per questa magia che vorrei essere ricordata anche io.
Che i magi che hanno camminato per incontrare il Messia che è venuto nel mondo aiutino anche noi a  incontrare il Messia che sta tornando a rapirci!
Maranathà, vieni Signore!

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