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Un Provocatore di disordine che crea armonia

Finalmente è arrivato il tempo dello Spirito Santo! Sono particolarmente legata alla Persona dello Spirito Santo, perchè mi sono sempre piaciuti i suoi effetti innovatori sulla Chiesa, fin dai primi tempi. Il fatto poi di essere nata e vissuta anche in un tempo in cui la Chiesa si è lasciata stravolgere dalla sua novità mi ha permesso anche di scegliere di essere cattolica. Mi ha fatto proprio piacere, inoltre, che sia venuto tra noi il 31 maggio 2020, perchè sicuramente, Uno che ama mettere in crisi come Lui, ci darà il discernimento per trarre elementi di crescita e di santità da un momento così critico per l'umanità intera come quello che il Covid-19 ci ha costretto a vivere. Il titolo che ho scelto per questo post proviene dalla bocca del Papa che, in un'intervista ad un giornalista inglese del " The Tablet" , ha definito lo Spirito Santo come chi provoca disordine e crea, in quel disordine, armonia. Dal momento che, queste parole il Papa le ha dette propri...

E' risorto: sei pronto a cambiare direzione ?

Stiamo vivendo un tempo scioccante. Una Pasqua che assomiglia, per molti aspetti, a quella di Gerusalemme di quasi 2000 anni fa: sicurezze abbattute, paura, solitudine. E domande, tante domande... Come Maria , siamo lì a piangere davanti al sepolcro dell'ennesima immagine di un Messia che non corrisponde alle nostre aspettative. Gesù è dall'altra parte e, come fa con lei, chiama anche noi oggi. Come Maria , ci voltiamo, ma non sappiamo chi sia chi ci chiama. I nostri cenacoli sono chiusi e sigillati dalla paura di un virus che uccide e ucciderà ancora...non sappiamo per quanto. La chiesa che ci eravamo costruiti è chiusa: gli apostoli da una parte, il mondo dall'altra. Gerusalemme, "il recinto sacro", come l'ha definita il Papa ieri, non è poi così sicura. E Gesù non va subito al cenacolo. Non è lì... Gesù è alle spalle di Maria, che, come tutti, non ha capito, ma lo ama. E' proprio l'amore che consente a quella donna, a cui è stato tolto tutto...

Quaresima 2020: le tentazioni contro cui lottare

Durante questo tempo di quaresima, il momento storico che stiamo vivendo ci pone davanti la sfida del coronavirus . Questa sfida fa risuonare, secondo me, molto fortemente le tentazioni a cui ciascuno di noi deve far fronte quotidianamente. Mi riferisco a due atteggiamenti, in particolare, che ci segnano spiritualmente, relazionalmente e oggi, purtroppo, anche fisicamente: l 'isolamento e l' egoismo . Il tentativo di evitare il contagio ci costringe ad evitare il contatto fisico . E' una prova durissima, soprattutto per chi, come me, è abituato ad essere fisicamente caloroso nei confronti degli altri. Come ogni prova, però, questa ci insegna non solo il valore di ciò che abbiamo perso, ma anche a trovare modalità nuove di stare con l'altro. Evitare il contatto fisico non significa evitare le persone, evitare di "esserci"nella vita di chi amiamo! Le nuove tecnologie possono esserci di grande aiuto in questo : io credo che, se lo desideriamo, possiamo trov...

Abbiamo ripreso a danzare!!!

Negli ultimi anni, avevo un pò fermato i gruppi e i momenti di danza. Lo avevo fatto, perchè non mi piacciono le cose fatte per sforzo, di cui magari non si capisce il valore. Nel frattempo, mi sono messa in ascolto per capire cosa lo Spirito Santo mi stesse suggerendo a proposito di questa perla che è la danza nella vita di fede. Noi, in parrocchia, abbiamo sperimentato diversi tipi di danza nella vita spirituale: la danza biblica , la danza messianica , la danza profetica , la danza ebraica che in qualche modo le ha partorite tutte. Io, da pedagogista, utilizzo molto anche la danza per esprimere le emozioni e credo, come ci insegnano alcune danze apotropaiche del nostro sud Italia, che la danza sia un elemento di benessere e, molte volte, terapeutico. Ed è proprio la danza ebraica che mi ha ispirato a riprendere a danzare. Nel bellissimo Discorso del 21 giugno a Napoli , il Papa ci ha invitato a riscoprire le radici mediterranee della cultura ebraica e di quella musulmana. La...

Per Dio l'unità è una cosa semplice

Ci siamo da poco lasciati alle spalle la Settimana di preghiera per l'Unità dei Cristiani . Trovo molto utile questo tempo per riflettere su come Dio vede l'unità tra i cristiani in particolare e, più in generale, tra gli uomini. Nella preghiera, durante questa settimana, ho chiesto tante volte al Signore cosa volesse dire quel " tutti siano una cosa sola come me e il Padre ". Ricevevo dal Signore perlopiù indicazioni pratiche, come, per citarne qualcuna, qualche massima sulle relazioni interpersonali del Libro del Siracide. Mi veniva alla mente che, forse, l'unità a cui aneliamo si costruisce semplicemente, con azioni concrete di amicizia come mangiare una pizza. A questo proposito, mi ha colpito molto il film " I due papi", recentemente uscito in tv. In questo film si racconta di come la divergenza di opinioni tra due persone sia superata, innanzitutto, da un senso di amicizia che nasce dal rivelare le proprie debolezze e le proprie paure. I due...

Dio, per amore nostro, è stato disposto a perderci la faccia

Tra pochi giorni sarà Natale. Questa festa bellissima, ma anche oscura, per certi versi, si presta a tantissime letture. Noi, in questo Avvento, ci siamo fatti guidare tanto da un bel libro di un autore napoletano, Erri de Luca, che ha come titolo "Le sante dello scandalo" . E' un libro che, personalmente, ho sempre sentito molto in sintonia con me, perchè profondamente femminile, perchè profondamente radicato nella generatività dell'ebraico biblico e perchè racconta la storia di guarigione di un albero genealogico per amore.  Le riflessioni che questo libro ci ha fatto fare sulla Parola di Dio sono tantissime, ma, per questo Natale, ne voglio condividere con voi una in particolare. La prendo in prestito da un'espressione emotivamente calda che Papa Francesco ha usato durante i Vespri per l'inizio del Mese Missionario Straordinario, questo primo di ottobre. Francesco dice: " Dio ci domanderà se ci siamo messi in gioco, rischiando, magari perdendoci l...

Novembre: il mese in cui la natura è il più grande evangelizzatore

La nostra tradizione cattolica in questo mese ci fa riflettere sui santi e i defunti. Ci fa meditare sulla speranza di una vita dopo la morte. Nel mondo in cui siamo immersi, il nostro rapporto con la morte e con la fede nell'aldilà diventa sempre più difficile, perchè, avvicinandoci sempre di più alla mercificazione dell'esistenza, abbiamo perso i ritmi naturali e il legame profondo che il nostro essere ha con quei ritmi. L'ambiente naturale è rimasto l'unica realtà che, senza retorica, ci sa mostrare la morte e il grande movimento verso la rinascita che Dio ha saputo trasfondere in esso.  Se, in questi giorni, camminiamo per i nostri parchi, se guardiamo i colori del cielo, se sentiamo sulla nostra pelle il freddo che punge sempre di più, ci accorgiamo che tutto va verso un decadimento, uno spegnimento. Addirittura, anche nei giardini delle nostre città, molte delle bellissime foglie rosse e gialle che tanto ammiriamo, marciranno presto ai piedi dell'albero s...