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Una visione materna della malattia

S. Giovanni Paolo II, il 13 maggio 1992, stabilisce che l'11 febbraio, ricorrenza di Nostra Signora di Lourdes,sarebbe anche stata la Giornata del malato. L'istituzione di questa particolare giornata coincide in qualche modo con la sua esperienza del morbo di Parkinson, che gli era stata diagnosticato l'anno prima, nel 1991. Lo Spirito Santo ha ispirato il Papa su un aspetto molto interessante, secondo me: l'atteggiamento femminile e materno verso la malattia. Istituendo, infatti, questo momento di meditazione sulla malattia, nel giorno in cui si ricorda che Maria a Lourdes è diventata un riferimento per chi soffre, ci invita, invita la chiesa tutta, a guardare come Maria si è posta verso la sofferenza. A me, in particolare quando lavoro con i bambini ammalati, dà forza pensare a Maria. Il pensiero di come si sia comportata riesce a motivarmi quando, davanti alle croci di alcuni o di quelle dei miei cari, mi viene da urlare: "Perchè?", o di scappare via, come...

Diversi non divisi

L'inizio dell'anno è segnato da un tempo molto importante per noi cristiani: la preghiera per l'unità. Questa settimana è preceduta da una giornata di preghiera per il dialogo ebraico-cristiano. Voglio soffermarmi in questo post, sull'importanza di questo tempo e meditare su di esso un pò insieme. Cominciamo dalla prima ferita all'unità. Come il vescovo Etienne Veto ha più volte ribadito nei suoi interventi, Gesù non ha fondato una religione nuova. Egli si è sempre proposto al mondo come il Messia che Israele attendeva e la maggior parte dei cristiani fino al 130-140 d.C. era ebrea, di religione ebraica. Dopo questa data, prima in maniera lenta, poi in modo violento e, purtroppo, anche persecutorio, abbiamo perso di vista la "radice" ebraica della nostra fede. Le divisioni sono sempre una perdita per tutti, ma un grande teologo e biblista italiano, che è Paolo de Benedetti ci ha insegnato: "Personalmente, sono molto contrario che si usi l’espressi...

Meditazioni per la festa dell'Immacolata, nono giorno. Amàti, perciò santi e immacolati

In Maria abbiamo la dimostrazione di cosa si diventi quando si è amati e quando si ama pienamente. Sono cristiana per questo. Noi non siamo legati a precetti o a leggi. Non ci dobbiamo comportare bene per ricevere un premio. Noi abbiamo un solo obbligo: amare. Solo così traspare la gloria di Dio sul nostro volto! Senza amore non siamo niente, dice l'inno all'amore(1 Cor.13,2). In Maria oggi vediamo questo: come l'Amore rende riflesso di Dio. Come diceva S. Teresa di Gesù Bambino, noi, però, siamo più fortunati di lei. Maria, infatti, ci facilita nell'amare, ci aiuta, ci insegna. Ha percorso per prima la strada e ora per noi è già spianata. Ci ha insegnato come lasciarci bruciare dall'amore, ora tocca a noi! Buona festa dell'Immacolata! Maranathà, vieni Signore!

Meditazioni per la festa dell'Immacolata, ottavo giorno. La donna

Oggi si fa un gran parlare del ruolo della donna nella chiesa. Effettivamente, papa Francesco ha consentito a delle donne, ruoli di leadership in Vaticano. Secondo me, affidare un compito non basta... Ci sono due parole che vorrei sottoporre a chi sta facendo con me queste meditazioni: ALTERITA' e COMPLEMENTARIETA'. L'essere donna comporta una specificità dell'essere, del fare e del relazionarsi. E', inoltre, una specificità che non può essere relegata ad ambiti o a gruppi o a congregazioni, ma è legata all'interrelazione. Il femminile e il maschile in questo mondo contemporaneo, sono feriti e lo sono anche nella chiesa. C'è bisogno in noi, in ciascuno, secondo me, di una riconciliazione tra maschile e femminile. Maria mostra come il femminile sia riscattato da Dio, sia un volto, un'immagine di Dio, indispensabile al mondo e alla chiesa. Senza il femminile neppure Dio nasce! Lo Spirio Santo che "sta lì a covare le acque", come dice il libro de...

Meditazioni per la festa dell'Immacolata, settimo giorno. Il cuore

Per noi che siamo cresciuti e siamo imbevuti di cultura napoletana, la spiritualità del cuore è familiare. Espressioni come: " Te teng rind o' core" e "Si o core mio" , ci sono familiari ed esprimono quanto sia speciale una persona per noi. La spiritualità del cuore, o come la chiamo io, dei Cuori, è riassunta in un atteggiamento che la Lettera ai Romani descrive così: "Rallegratevi con quelli che sono nella gioia, piangete con quelli che sono nel pianto". (Rm.12,15) Da quando, dopo l'annuncio dell'angelo, lo Spirito Santo ha abitato in Maria, Ella ha cominciato a vivere secondo questo atteggiamento e non ha mai smesso. E' andata al di là dei suoi interessi personali, della sua vita, dei suoi amori, persino del suo amore per il Figlio, condotta, trascinata dallo Spirito Santo che la spingeva a fare così. E lo fa ancora oggi! Pensate, per un attimo, a tutte le apparizioni mariane e ai prodigi che segnano la storia delle chiese e dei popo...

Meditazioni per la novena dell'Immacolata, sesto giorno. Dio ama cambiare i piani

"Molti sono i progetti nel cuore dell'uomo,ma solo i disegni del Signore si compiono" (Pr.19,21) L'aspetto difficile, per me difficilissimo , dell'essere cristiani è che al Signore non piacciono le cose facili, le situazioni pianificate, le vie piane. Per persone come me, abituate dalla mattina alla sera, a progettare, a trovare soluzioni e, a volte, anche a prendere decisioni importanti, è complicatissimo e terrificante questo aspetto del nostro Dio. E' difficile mettersi come un neonato nelle mani di Dio e gettarsi nel flusso di storia con la fiducia che quando sei travolto dalle onde, Egli sa cosa sta facendo. Io amo Pietro: lo amo, perchè riesco a comprendere i suoi interventi "di pancia, impulsivi". Proprio in uno di questi interventi, il Signore lo rimprovera così:«Va' dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini» (Mc. 8,33) E' un rimprovero che io spesso mi sento fare dal Signore nel cuore... Io no ci ri...

Meditazioni per la novena dell'Immacolata, quinto giorno. "A immagine di Dio"(Gn 1,27)

Gesù è Dio che si fa uomo. Sappiamo bene che in Lui esiste la divinità e l'umanità contemporaneamente e perfettamente. E' ciò che non si aspettavano da Dio neppure quelli che, come gli ebrei, attendono la sua venuta da sempre. Maria è l'immagine di Dio ripristinata nell'essere umano. Per capire questo, leggiamo il racconto di Genesi 3. In questo capitolo, possiamo capire quanto il serpente sia geloso del'uomo e della donna perchè sono immagine di Dio. Satana è geloso di ciò che veramente siamo, perchè in lui c'è una profonda schizofrenia d'immagine: è bellissimo, ma non è buono. Ha tentato, nella nostra creazione, e lo fa ancora oggi, di allontanarci da ciò che siamo veramente. L'incarnazione che è avvenuta in Maria e che può avvenire in noi attraverso lo Spirito Santo, ha dato più potenza all' immagine di Dio in noi. Questo concetto che sembra difficile, lo comprendiamo facilmente, se pensiamo all'immagine di Maria che ci è più cara. Una ...