Per noi che siamo cresciuti e siamo imbevuti di cultura napoletana, la spiritualità del cuore è familiare.
Espressioni come: "Te teng rind o' core" e "Si o core mio", ci sono familiari ed esprimono quanto sia speciale una persona per noi.
La spiritualità del cuore, o come la chiamo io, dei Cuori, è riassunta in un atteggiamento che la Lettera ai Romani descrive così: "Rallegratevi con quelli che sono nella gioia, piangete con quelli che sono nel pianto". (Rm.12,15)
Da quando, dopo l'annuncio dell'angelo, lo Spirito Santo ha abitato in Maria, Ella ha cominciato a vivere secondo questo atteggiamento e non ha mai smesso.
E' andata al di là dei suoi interessi personali, della sua vita, dei suoi amori, persino del suo amore per il Figlio, condotta, trascinata dallo Spirito Santo che la spingeva a fare così.
E lo fa ancora oggi!
Pensate, per un attimo, a tutte le apparizioni mariane e ai prodigi che segnano la storia delle chiese e dei popoli: è come se Maria, trascinata dalla Spirito Santo, ancora non si sia fermata. Ancora va a rallegrarsi con chi gioisce e a piangere con chi sta piangendo.
Viene anche da te!
ATTENZIONE!
Quando Maria arriva, succede ciò che è successo ad Elisabetta. Il Vangelo ci dice che "Elisabetta fu colmata di Spirito Santo" Lc.1,41). Lo stesso Spirito che trascina Maria, trascina anche te a gioire con chi gioisce e a piangere con chi piange.
La chiesa è questo.
Maranathà, vieni Signore!
Il titolo di questo post riprende le parole di Papa Leone nel Messaggio per la X Giornata per la cura del Creato, dove ha definito il Borgo Laudato Sì un “seme che porta frutti di giustizia e di pace”. Venerdì 5, in maniera ufficiale, il Papa ha inaugurato a Castelgandolfo, nella residenza estiva dei papi, un Borgo dove i principi dell'Enciclica Laudato sì possano essere applicati, studiati e diffusi. Dieci anni fa, nel 2015, con la pubblicazione della Laudato Sì, Papa Francesco ci ha invitati a cambiare sguardo sul creato. Non più un bene da sfruttare, ma una casa comune da custodire. La trascuratezza di questa casa comune sta infatti generando ferite profonde: crisi ecologiche, povertà, ingiustizie sociali e rischi concreti per la stessa sopravvivenza dell’umanità. Con quella Enciclica, Francesco ha unito la voce cattolica a quella di altri cristiani di diverse confessioni, tutti mossi dallo stesso richiamo dello Spirito: prendersi cura della creazione. In questo decennio sono...

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