Passa ai contenuti principali

Il nostro ministero di riconciliazione nella chiesa, la preghiera per Israele e il cubicolo della velata

Da quando Papa Francesco ha usato come immagine del libretto di preghiere, distribuito in Piazza S. Pietro in una delle domeniche di Avvento,  la donna velata delle catacombe di Priscilla, ho sentito di dover andare a Roma per porre tutte le domande che mi porto nel cuore sulla nostra spiritualità a chi conosceva quei luoghi. A dire il vero, già conoscevo quello immagine, perché era sulla copertina di un libretto sulla gestualità della preghiera. Quell'immagine evocativa mi aveva già comunicato tanto al punto che nella benedizione sulle candele di Shabbat avevamo incominciato a mettere sulla testa il tallita, proprio come lei.
Voglio però condividere con voi ciò che abbiamo visto oggi e le domande che ancora mi porto dentro.
Sfidando un freddo insolito per il nostro Paese, siamo andati a visitare queste catacombe in cui vi sono diverse testimonianze uniche della nostra arte paleocristiana.
Innanzitutto, la prima raffigurazione della Vergine con il Bambino in braccio. Sulla lunetta si può vedere un'immagine di maria con il bambino e una figura maschile che indica una stella, probabilmente il profeta Balaam. La guida ci ha detto che quell' immagine stava a significare la realizzazione delle profezie sul Messia. Poi la raffigurazione di un banchetto eucaristico officiato o celebrato da sette figure uomini e donne.
E poi il cubicolo della velata. Dal punto di vista dei colori e della conservazione era tenuto benissimo. C'era una donna con paramenti liturgici e un tallit sulla testa con le mani alzate. A quel punto sono cominciate le mie domande, ma non tutte hanno avuto risposta. Vi dico ciò che ci è stato detto e poi cercherò di trarre delle conclusioni che mi hanno ispirato per il nostro ministero e la nostra preghiera.
Prima domanda: Chi è Priscilla?
Risposta: "Priscilla è una nobildonna della famiglia degli Acili che ha donato la sua proprietà per seppellire i fratelli cristiani"
Domanda: "Priscilla può essere ebrea?"
Risposta: "Si, ci sono testimonianze che riconoscono in Priscilla un'ebrea convertita al cristianesimo"
Domanda: "La sua casa era una domus ecclesia?"
Risposta: "No. Anche se c'è una testimonianza scritta in cui si dice che Pietro battezzasse sulla Salaria(le catacombe si trovano in via Salaria) La casa aveva un criptoportico con una cisterna d'acqua probabilmente un ninfeo"
Domanda: "C'è un battistero?"
Risposta: "Non si può visitare, ma è del 4/6 secolo. E' nato dalla fama del martire Papa Silvestro. Per cui si sceglieva di praticare il battesimo nel luogo legato all'effusione di sangue di un martire che aveva versato il sangue come Gesù".
Queste sono le domande a cui non ho avuto risposta: "Perché un ninfeo, tradizionalmente legato alla cultura pagana a casa di un'ebrea?" "Non poteva essere una vasca per la mikvah?" "Perché la martire velata ha un tallit sul capo se è cristiana?" "Perché una donna ha paramenti liturgici e capo coperto?"
Vi dico la mia lettura: secondo me, la casa di Priscilla, da quando lei è diventata cristiana, è stata offerta a Pietro o ai cristiani per battezzare. La sua vasca per la mikvah è diventata vasca battesimale. I primi cristiani praticavano il battesimo per cui Priscilla era un diacono al servizio delle donne che si battezzavano. Infine, Priscilla era ebrea per cui quando pregava si metteva sul capo il tallit. Probabilmente la chiesa primitiva assomigliava molto alle comunità di ebrei che hanno riconosciuto Gesù come messia. Ho visto tante donne messianiche indossare il tallit nella preghiera e nell'insegnamento.
Cosa vuol dire questo per noi?
Mi risuonavano stamattina nel cuore le parole del Vangelo di Luca  (Lc. 1, 17) riferite a Giovanni Battista: "Riconciliare il cuore dei padri verso i figli". Dalla chiesa primitiva fino a noi ci sono stati tanti strappi.

Il ministero che noi sentiamo nel cuore è proprio riconciliare questi strappi di cui il primo è quello con Israele. Le mani alzate di quella donna mi fanno pensare ad un invito, una spinta a fare quello che lei fa. Era come se quella donna mi invitasse a pregare e a ridare significato a quella immagine. A proposito di ridare significato, mi hanno colpito molto le parole della guida, una suora, quando le ho detto che significato ha una donna in paramenti liturgici che ha sul capo un tallit. La suora mi ha risposto dovremmo chiederlo a chi le ha dipinte...
Poiché lo Spirito Santo è ispiratore di immagini sacre, io chiederò a lui. Gli chiederò che ci faccia preparare la chiesa riconciliata innanzitutto col suo passato e col suo presente per andare verso un futuro in cui la chiesa battezzata nella misericordia  del suo Sposo possa andargli incontro nell'unità e nella santità dello Spirito Santo.
Maranathà, vieni Signore!



Commenti

Post popolari in questo blog

Anime abbandonate

In questo periodo dell’anno, mi piace soffermarmi a meditare sul grande patrimonio religioso e culturale napoletano che riguarda le anime dei morti. È un culto che amo profondamente: una forma di comunione tra i vivi e i defunti che nessuno è mai riuscito a interrompere. Tra le anime che riposano negli ipogei di Napoli, ci sono le anime abbandonate , quelle dimenticate, senza nome, senza preghiere. Eppure, proprio verso di loro, il popolo napoletano ha sviluppato una delle forme più intelligenti e misericordiose di spiritualità: l’adozione dell’anima abbandonata. Nella tradizione partenopea, un’anima abbandonata può essere “adottata” da un vivente, che si prende cura di lei con preghiere e gesti d’amore, senza giudicarne la vita o i peccati. È un atto rivoluzionario, soprattutto se pensiamo che, in alcuni periodi della storia, la Chiesa cattolica proibiva di pregare o seppellire certe categorie di morti. Il popolo napoletano, però, ha scelto la misericordia , superando...

Uscire dagli schemi, perfino da quelli religiosi: il mio commento al messaggio di Leone XIV per la giornata del Malato 2026

Nel 1992 san Giovanni Paolo II decise di istituire, nel giorno della memoria della Beata Vergine di Lourdes, una Giornata mondiale dedicata alla preghiera per i malati. L’intento era chiaro: sensibilizzare tutto il popolo di Dio sul tema della cura, della sofferenza e della prossimità. Da allora sono passati 34 anni e, puntualmente, i successori di Pietro ci invitano a non distogliere lo sguardo dal dolore e da chi lo vive più da vicino. Vorrei soffermarmi innanzitutto sulla portata dirompente che l’evento di Lourdes ha avuto nella vita ecclesiale e, in modo particolare, nella cura dei malati. Il messaggio che da Lourdes è scaturito ci ha mostrato cosa il Signore può fare: un luogo piccolissimo e apparentemente insignificante è diventato la seconda meta di pellegrinaggio al mondo. L’impronta lasciata da Lourdes nella devozione mariana è fortissima e continua, senza interruzione, attraverso i secoli. Moltissime devozioni nascono da lì o a Lourdes fanno riferimento. C’è poi il potente si...

Gesù bambino e i santi

L'anno pastorale che è in corso è un momento per noi di meditazione sulla grande chiamata alla santità. Stiamo cercando di cogliere tutte le occasioni per "godere" pienamente dei tesori preziosi che chi ci ha preceduto ha conquistato in questo senso. In questi giorni di Avvento, è stato bello meditare sul rapporto che alcuni dei nostri santi più amati avevano con Gesù Bambino. Li vogliamo condividere con voi come un dono di Natale. Innanzitutto, vogliamo ricordare le apparizioni di Gesù Bambino a S. Pio da Pietrelcina.  Diverse volte, in presenza di diversi testimoni, S. Pio ha ricevuto la grazia che il Bambinello gli facesse visita o che, addirittura, la statuetta di Gesù Bambino tra le sue braccia si materializzasse. A padre Pio Gesù Bambino si è mostrato piagato: una cosa del genere è un evento raro nella storia della mistica! S. Faustina Kowalska , in diverse occasioni, vede Gesù Bambino. In particolare, in due occasioni, prima su invito di Gesù e poi su invito ...