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Incredibilmente risorto e vivo!

Il senso di vuoto e di smarrimento di questo Sabato Santo, per me, è stato fortissimo. Vuoto e smarrimento che stanotte, nella grande veglia pasquale, è diventato più forte. Pensavo alle donne: l'unica cosa che gli restava del loro amico, del loro Maestro era quel corpo morto. Neppure più quello era loro concesso di toccare. "Ci mancava solo questo! "- ho immaginato che esse avranno pensato. Come lo penso io, davanti alle tante fatiche e ingiustizie che vivo e vedo vivere ogni giorno da chi incontro. Chiedono aiuto a Pietro. Avevano sentito che Gesù, quella sera, durante quelo strano e scioccante Seder di Pesach, gli aveva detto: "Conferma i tuoi fratelli" (Lc 22,32). Esse sperano che Pietro possa fare qualcosa per riavere almeno il corpo del Signore. Anche Pietro, però, si limita a vedere che i teli e il sudario erano stati sistemati in luoghi diversi. Giovanni, che va con Pietro, fa un'esperienza diversa: vede e crede . Qui comincia l'esperienza d...

Quaresima 2025 in pellegrinaggio verso la tua Gerusalemme

Nel suo Messaggio per la Quaresima 2025 , papa Francesco si riferisce a questo tempo del cammino ecclesiale come ad un " pellegrinaggio " . E' un pellegrinaggio, dice il papa, che facciamo sui passi del popolo d'Israele che va verso la terra promessa, Gerusalemme. Anche noi, da oggi, mercoledì delle ceneri, saremo chiamati dallo Spirito Santo ad andare spiritualmente verso il luogo dell'incontro con il Signore, che per noi cristiani è Gesù, il Risorto.Questo è il senso profondo di questo tempo quaresimale. Tanti sono i motivi che ci spingono a muoverci quando facciamo un pellegrinaggio: la liberazione, la crescita, l'incontro con Dio, la guarigione, la comunione, il ringraziamento. Credo che la prima grazia che possiamo chiedere allo Spirito Santo sia quella di capire il senso del nostro pellegrinaggio quaresimale, cioè, cosa in quest'anno giubilare ci sta spingendo ad andare per incontrare il Risorto. Ciascuno di noi, nel segreto, come dice il Vangelo, ...

"Andare": un verbo che, in quest'anno giubilare, ha molto da insegnarci. Ancor più di prima

Noi cattolici siamo, ormai, quasi al secondo mese dell'anno giubilare, che ha come tema "Pellegrini di speranza". E' il terzo post che dedico al Giubileo, momento prezioso per la vita di ciascuna persona, non solo per i credenti a causa del forte impatto di cambiamento sociale che esso provoca. Lo stimolo a riflettere sul verbo "andare" , me lo ha dato un evento che sta vivendo la parrocchia che frequento in questo periodo, che è la mia parrocchia di origine. Il giovane viceparroco, neppure a metà anno pastorale, è stato spostato in un'altra parrocchia. Non sono per niente d'accordo con questa scelta, che, per quanto possa essere dettata da "urgenze pastorali", non è rispettosa nè del popolo di Dio nè della pastorale sinodale a cui Francesco sta cercando di farci convertire. Voglio trovare, tuttavia, in questo evento degli stimoli spirituali attraverso i quali lo Spirito Santo ci parla. Il grande pellegrinaggio del nostro padre Abramo c...

Resoconto del mio primo pellegrinaggio di speranza dell'anno giubilare 2025

Quado papa Francesco, nella notte di Natale, ha aperto la Porta Santa in S. Pietro, come segno di inizio dell'anno giubilare, ha voluto in Vaticano la statua di S. Maria della Speranza , patrona di Battipaglia. A pochi giorni, dal rientro del simulacro a Battipaglia, ho deciso di recarmi in pellegrinaggio proprio, lì a Battipaglia, al Santuario dove Maria viene venerata con questo titolo. La chiesa ha origini antiche, così come la devozione mariana ad essa associata. Nel 1800, venne realizzata su commissione dei Borbone, la statua che oggi si venera nel Santuario, sopravvissuta a due terremoti devastanti, di cui il primo nel 1857, ha completamente distrutto la chiesa, ricostruita poi nel 1908. Il santuario è davvero suggestivo, arredato con gusto, pieno di elementi di arredo greci, come le lampade, i lampadari e un'icona della deposizione di Gesù dalla croce. Quando mi sono soffermata a meditare sull'immagine di Maria, rappresentata nell'icona, mi colpiva tantissimo l...

Inizio dell'anno giubilare, Natale ed Hannukà: scommettere sull'insignificante

L' anno 2024, che sta per terminare ci ha lasciato dei doni importanti su cui, secondo me, è bene riflettere. Innanzitutto, Papa Francesco prima della celebrazione della Veglia di Natale ha aperto la Porta Santa in S. Pietro dando ufficialmente inizio all'anno giubilare ordinario dal tema: Pellegrini di Speranza. Inoltre, una coincidenza bellissima ha fatto in modo che nel giorno di Natale, al tramonto, si accendesse la prima luce di Hannukà, perchè i l 25 dicembre e il 25 del mese ebraico di kislev cadono nello stesso giorno. Partiamo con uno sguardo all'evento di apertura della Porta Santa: i vari media ci hanno dato la possibilità di essere presenti a S. pietro in un momento così suggestivo e ci hanno mostrato una scena singolarissima. Papa Francesco che, per primo, ha bussato perchè quella porta, simbolo dell'Amore Misericordioso di Dio, si aprisse, era in carrozzina. A causa della sua età avanzata, un pò come nella profezia che Gesù ha fatto a Pietro (Gv.21,18),...

Ultima fase del Sinodo sulla sinodalità: verso una moltitudine che è in comunione

Mi vengono in mente due immagini, quando penso alla comunione ecclesiale che accoglie tutti. La prima è la chiesa fresca di Spirito Santo di Atti 4, 32 in cui tutti erano "un cuore solo ed un'anima sola ". La seconda è quella della Gerusalemme nuova dove una moltitudine immensa, diversa sotto tanti aspetti, celebra la salvezza del nostro Dio e dell'Agnello (vedi Ap. 7, 9-10). Lungo il cammino dei secoli, la Salvezza viene incontro a tutti e realizza queste immagini nella storia e nel cielo. Francesco che lo Spirito Santo ci ha donato come papa oggi, ha affermato, nel discorso per la Commemorazione del 50°anno del Sinodo dei Vescovi che "la sinodalità è il cammino che Dio si aspetta dalla chiesa del terzo millennio". Papa Francesco, successore di Pietro, sta chiedendo alla chiesa non solo di seguire i sinodi dei Vescovi, di meditarli, ma di fare un salto di qualità nella vita ecclesiale, in cui tutto nella chiesa prende forma dalla sinodalità come stile d...

L'importanza della relazione. Perfino con gli elementi della natura

Potrebbe sembrarvi che io abbia scelto un titolo piuttosto banale per questo post. Credo, però, che serva a comprendere l'urgenza di sviluppare un atteggiamento fondamentale per la permanenza degli esseri umani su questo pianeta: la capacità di relazione. L'estate ci fa stare molto di più "in contatto" con gli elementi della natura, ma, a mio parere, se questo contatto non diventa relazione , o, ancora meglio, relazione sana , il percorso di crescita verso la comune redenzione, a cui siamo chiamati, diventa difficile. Stiamo molto poco in relazione con gli elementi: tutto è mediato dallo schermo dello smartphone, dalle parole di una guida, dall'esercizio di uno sport. Il tempo personale in relazione con la natura è pochissimo o nullo. Cosa posso capire, dunque, di una realtà se non mi relaziono ad essa? Come ascolterò il grido della mia terra se non ci passo del tempo senza alcuna mediazione di sorta? Io credo che la stagione estiva sia il tempo più importante...