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"Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria"

Ho già scritto su questo blog riguardo a questo passo del Vangelo, ma il Signore, anno dopo anno, mi conferma e mi suggerisce nuove cose rispetto ai temi fondamentali della nostra spiritualità.
L'attesa del Signore è il motore della mia fede e cerco sempre di scrutare le Scritture per prepararmi a questo grande incontro. Lo Spirito Santo, poi, attraverso il suo soffio sugli eventi della mia vita mi illumina riguardo a degli aspetti chiave.
Uno degli eventi a cui voglio fare riferimento è il ritiro che abbiamo vissuto a Siracusa. Era come se, in ogni luogo che abbiamo visitato, in ogni comunità nella quale ci siamo fermati a pregare, lo Spirito Santo ci avesse lasciato un messaggio che faceva riferimento a questo passo del Vangelo di Matteo.
Innanzitutto, la grande spiritualità di cui ogni pietra di Siracusa sembra impregnata. Questa spiritualità, tuttavia, non è eterea, non si ferma nel luogo di culto. Si integra nel quotidiano delle persone: si fa accoglienza, attenzione all'altro, valorizzazione dei talenti. E' una città in cui, come diceva nella sua omelia del giorno della festa di Santa Marta, il rettore del Santuario della Madonna delle Lacrime, si supera la falsa dicotomia tra contemplazione e azione.
Al Santuario della Misericordia, abbiamo saputo che Gesù ha detto alla serva di Dio, Sr. Santina Scribano, che Siracusa sarebbe stata città e trono della sua misericordia. Sia io sia alcune persone della parrocchia che sono venute con noi abbiamo sperimentato che si respirava questa dimensione: nella disponibilità di Loredana di Aiuto alla Chiesa che Soffre, nella spontaneità acuta di sr. Giuseppina, nell'evangelizzazione tuonante di padre Francesco Sortino, a cui la malattia ha tolto la mobilità e la parola, ma non la grazia dell'evangelizzazione, ma anche nella gente comune che lavora e che interrompe il suo lavoro per pregare quando, ogni mese, la processione passa davanti al proprio esercizio o del conducente del bus che ti saluta quando entri e quando vai via o della guida a cui vengono le lacrime agli occhi mentre parla di Santa Lucia.
Oltre che un enorme esempio di civiltà, Siracusa mi è sembrata una città che, con la misericordia vissuta, si prepara, inconsapevolmente, nella semplicità della vita e della missione quotidiana al grande incontro della benedizione eterna. Proprio quella misericordia vissuta è stata testimonianza e insegnamento che, al di là di vuote parole, ha lasciato una carezza di Dio sul nostro cuore.
Maranathà, vieni Signore!

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