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Meditazioni per la festa dell'Immacolata terzo giorno. Riferimenti sicuri

E' molto difficile per me scrivere questo post, perchè anche io appartengo a questa generazione. Come tutti, mi porto le ferite tipiche delle relazioni e del contesto storico che la caratterizzano, pur avendone preso consapevolezza e cercando di lavorarci seriamente dal punto di vista psicologico e spirituale. Il professor Recalcati spiega che ci troviamo in un'epoca di "evaporazione del padre", un tempo in cui il riferimento genitoriale è completamente assente. I genitori non fanno mancare niente ai loro figli, ma non hanno sostituito in maniera efficace l'autoritarismo delle figure genitoriali del passato. Questo genera una sensazione di vuoto educativo e di assenza di senso che, a mano a mano che andiamo avanti, è più forte e più dolorosa, soprattutto per le giovani generazioni. E' come se nel cuore di molti di noi albergassero domande del tipo: "Chi si prenderà cura di me?" oppure "A chi mi posso riferire?" o ancora "Di cosa sono parte io?". ...E ritorniamo un pò alla sensazione di essere intrappolati di cui parlavamo ieri.
Il fatto di essere impregnati di personalità di questo tipo comporta anche una sorta di sfiducia verso Dio, il Padre. Anche a Lui probabilmente attribuiamo l'assenza e il vuoto che abbiamo vissuto. Maria può insegnarci a guardare al Padre del cielo liberi dalle nostre ferite genitoriali. Secondo me, il suo atteggiamento è molto "terapeutico". Maria, nel Vangelo, diverse volte, sia in momenti belli sia in momenti brutti, non capisce cosa le stia accadendo. Il suo atteggiamento è quello di conservare in sè gli eventi "forti" della sua vita e poi di meditare per potersi connettere a quel Padre che si fa uomo in lei per incontrarci. E' questo, secondo me, un atteggiamento che ci può aiutare a rileggere,come dicono gli esperti, l'assenza di riferimenti e a muoverci verso una nuova modalità di incontro tra le generazioni e , infine, verso una nuova modalità di incontro con Dio, il Padre... Maranathà, vieni Signore!

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