Passa ai contenuti principali

The Chosen: le meraviglie di Gesù con qualsiasi linguaggio

Nel mondo sta giustamente spopolando una serie tv sulla vita e le vicende di Gesù di Nazaret e dei suoi apostoli, i prescelti in inglese The chosen. Ci ho messo molto tempo per decidermi a guardarla: con l'età che avanza, sono molto poche le cose che mi piacciono e su un argomento così importante sono estremaente selettiva. Un giorno, però, su you toube ho cominciato a vedere degli episodi e mi hanno letteralmente fatto innamorare. Al di là della narrazione libera di alcuni aspetti che non troviamo nelle Scritture, c'è in The Chosen uno studio delle scritture, della storia, uma meditazione della simbologia, un'attenzione alla spiritualità ebraica.
Poi ci sono i personaggi!Ciascuno di essi viene raccontato con una maestria psicologica, con un'attenzione alla relazione e alla vita quotidiana dell'epoca minuziosissima. i frutti si vedono: in molte parti del mondo, The Chosen ha avvicinato le persone a Gesù, gli attori stessi, alcuni dei quali non cristiani hanno affermato che la serie riesce a donare alle persone qualcosa di inaspettato. Il Signore, molto meglio di noi, riesce a raggiungere tutti, in qualsiasi modo. Con The Chosen ripropone il suo Vangelo oggi a tutti. In questi giorni TV2000 ha riprodotto la prima stagione e nei prossimi giorni, andrà in onda, la seconda. Esiste anche un'app da cui si possono guardare in italiano le prime tre stagioni. E' molto bello vedere che ci sono persone che finanziano l'app, perchè ci sia chi possa vedere gli episodi gratuitamente nella propria lingua. Su You tube e Tik tok ci sono stralci di episodi che io vi suggerisco di usare per la catechesi e per la meditazione dei brani biblici. Lasciamoci ispirare da questo fermento di novità che questa serie sta attivando nel mondo intero. Lo Spirito Santo soffia dove vuole e ci sta istruendo su come evangelizzare i nuovi linguaggi. Maranathà, vieni Signore!

Commenti

Post popolari in questo blog

Come usate la Bibbia?

Tre eventi accaduti in tempo recente nella nostra Chiesa cattolica possono aiutarci a ripensare alla domanda che ho posto come titolo a questo post, interrogandoci sul rapporto che abbiamo con la Parola di Dio. Il mese scorso, durante la festa di Natale, abbiamo proclamato le parole della bellissima meditazione con cui Giovanni apre il suo Vangelo: «Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1,14). Oltre alle parole dell’apostolo, nel nostro approfondimento e nella nostra preghiera con la Parola di Dio possono guidarci anche il video che il Papa ha realizzato per la Rete Mondiale di Preghiera e le catechesi che Papa Leone sta tenendo il mercoledì, durante l’Udienza, sulla costituzione dogmatica Dei Verbum. Il primo, interessantissimo stimolo che emerge dalle catechesi del Papa è che la Parola di Dio va letta in chiave relazionale . Noi cristiani crediamo che la Parola sia una comunicazione che Dio rivolge a chi ama, in modo personale, e che realizza una relazio...

Anime abbandonate

In questo periodo dell’anno, mi piace soffermarmi a meditare sul grande patrimonio religioso e culturale napoletano che riguarda le anime dei morti. È un culto che amo profondamente: una forma di comunione tra i vivi e i defunti che nessuno è mai riuscito a interrompere. Tra le anime che riposano negli ipogei di Napoli, ci sono le anime abbandonate , quelle dimenticate, senza nome, senza preghiere. Eppure, proprio verso di loro, il popolo napoletano ha sviluppato una delle forme più intelligenti e misericordiose di spiritualità: l’adozione dell’anima abbandonata. Nella tradizione partenopea, un’anima abbandonata può essere “adottata” da un vivente, che si prende cura di lei con preghiere e gesti d’amore, senza giudicarne la vita o i peccati. È un atto rivoluzionario, soprattutto se pensiamo che, in alcuni periodi della storia, la Chiesa cattolica proibiva di pregare o seppellire certe categorie di morti. Il popolo napoletano, però, ha scelto la misericordia , superando...

Uscire dagli schemi, perfino da quelli religiosi: il mio commento al messaggio di Leone XIV per la giornata del Malato 2026

Nel 1992 san Giovanni Paolo II decise di istituire, nel giorno della memoria della Beata Vergine di Lourdes, una Giornata mondiale dedicata alla preghiera per i malati. L’intento era chiaro: sensibilizzare tutto il popolo di Dio sul tema della cura, della sofferenza e della prossimità. Da allora sono passati 34 anni e, puntualmente, i successori di Pietro ci invitano a non distogliere lo sguardo dal dolore e da chi lo vive più da vicino. Vorrei soffermarmi innanzitutto sulla portata dirompente che l’evento di Lourdes ha avuto nella vita ecclesiale e, in modo particolare, nella cura dei malati. Il messaggio che da Lourdes è scaturito ci ha mostrato cosa il Signore può fare: un luogo piccolissimo e apparentemente insignificante è diventato la seconda meta di pellegrinaggio al mondo. L’impronta lasciata da Lourdes nella devozione mariana è fortissima e continua, senza interruzione, attraverso i secoli. Moltissime devozioni nascono da lì o a Lourdes fanno riferimento. C’è poi il potente si...