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Gesti semplici per un ' alba di pace

In questi giorni siamo di nuovo davanti a una situazione di grande preoccupazione internazionale. L’Iran è diventato teatro di bombardamenti che in pochi giorni si sono allargati a tutto il Medio Oriente. Come diceva Papa Francesco, “ tutto è connesso” . E infatti le conseguenze di questa guerra si stanno già facendo sentire in tutto il mondo: le borse crollano, il prezzo della benzina aumenta vertiginosamente e cresce la tensione internazionale, alimentata anche dalle minacce rivolte alle ambasciate di Stati Uniti e Israele in diversi Paesi. Mio nonno, negli ultimi anni della sua vita, decise di raccontarmi ciò che aveva vissuto durante la guerra. Era un bambino tra i cinque e i sette anni. Da quei racconti ho capito una cosa molto semplice e molto forte: nessuno dovrebbe vivere la guerra. Quando Papa Leone parla di pace disarmata , ci ricorda qualcosa di essenziale: la guerra non può esportare la pace. Può esportare solo morte, dolore, distruzione e povertà. Alla fine, dentro e fuori...

Uscire dagli schemi, perfino da quelli religiosi: il mio commento al messaggio di Leone XIV per la giornata del Malato 2026

Nel 1992 san Giovanni Paolo II decise di istituire, nel giorno della memoria della Beata Vergine di Lourdes, una Giornata mondiale dedicata alla preghiera per i malati. L’intento era chiaro: sensibilizzare tutto il popolo di Dio sul tema della cura, della sofferenza e della prossimità. Da allora sono passati 34 anni e, puntualmente, i successori di Pietro ci invitano a non distogliere lo sguardo dal dolore e da chi lo vive più da vicino. Vorrei soffermarmi innanzitutto sulla portata dirompente che l’evento di Lourdes ha avuto nella vita ecclesiale e, in modo particolare, nella cura dei malati. Il messaggio che da Lourdes è scaturito ci ha mostrato cosa il Signore può fare: un luogo piccolissimo e apparentemente insignificante è diventato la seconda meta di pellegrinaggio al mondo. L’impronta lasciata da Lourdes nella devozione mariana è fortissima e continua, senza interruzione, attraverso i secoli. Moltissime devozioni nascono da lì o a Lourdes fanno riferimento. C’è poi il potente si...

Come usate la Bibbia?

Tre eventi accaduti in tempo recente nella nostra Chiesa cattolica possono aiutarci a ripensare alla domanda che ho posto come titolo a questo post, interrogandoci sul rapporto che abbiamo con la Parola di Dio. Il mese scorso, durante la festa di Natale, abbiamo proclamato le parole della bellissima meditazione con cui Giovanni apre il suo Vangelo: «Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1,14). Oltre alle parole dell’apostolo, nel nostro approfondimento e nella nostra preghiera con la Parola di Dio possono guidarci anche il video che il Papa ha realizzato per la Rete Mondiale di Preghiera e le catechesi che Papa Leone sta tenendo il mercoledì, durante l’Udienza, sulla costituzione dogmatica Dei Verbum. Il primo, interessantissimo stimolo che emerge dalle catechesi del Papa è che la Parola di Dio va letta in chiave relazionale . Noi cristiani crediamo che la Parola sia una comunicazione che Dio rivolge a chi ama, in modo personale, e che realizza una relazio...

Ponte, come Andrea

Oggi inizia il cammino di Avvento e quest’anno, in modo del tutto particolare, coincide con la festa di sant’Andrea apostolo. Di Andrea i Vangeli dicono poco, ma quelle poche righe bastano per delinearne la personalità e la vocazione. Andrea è discepolo di Giovanni Battista: un uomo in ricerca, animato dall’attesa ardente del Messia che il Battista accendeva nei cuori con la sua predicazione sulla Venuta. Un giorno, mentre Andrea è con il Battista, vede passare un uomo. Giovanni lo indica come il Messia. L’attesa che Andrea porta dentro è così viva che immediatamente si mette a seguire Gesù, desideroso di rimanere con Lui. Fa, inoltre, una cosa ancora più bella: incontra suo fratello Simone e gli comunica che l'attesa del popolo ha avuto un compimento. Mi ha colpito molto che proprio ieri, da Istanbul, papa Leone abbia invitato i cristiani a essere come Andrea. Non è un caso: Andrea è patrono e Padre della fede di quella terra. E in questo Avvento sembra essere lì, sulla soglia ...

Anime abbandonate

In questo periodo dell’anno, mi piace soffermarmi a meditare sul grande patrimonio religioso e culturale napoletano che riguarda le anime dei morti. È un culto che amo profondamente: una forma di comunione tra i vivi e i defunti che nessuno è mai riuscito a interrompere. Tra le anime che riposano negli ipogei di Napoli, ci sono le anime abbandonate , quelle dimenticate, senza nome, senza preghiere. Eppure, proprio verso di loro, il popolo napoletano ha sviluppato una delle forme più intelligenti e misericordiose di spiritualità: l’adozione dell’anima abbandonata. Nella tradizione partenopea, un’anima abbandonata può essere “adottata” da un vivente, che si prende cura di lei con preghiere e gesti d’amore, senza giudicarne la vita o i peccati. È un atto rivoluzionario, soprattutto se pensiamo che, in alcuni periodi della storia, la Chiesa cattolica proibiva di pregare o seppellire certe categorie di morti. Il popolo napoletano, però, ha scelto la misericordia , superando...

Guardare il mondo con gli occhi della profezia-Sessant'anni di Nostra aetate

Il 28 ottobre la Chiesa cattolica ha ricordato i sessant’anni della Dichiarazione conciliare Nostra Aetate, il documento che ha aperto un dialogo nuovo e fecondo tra la Chiesa e le altre religioni. Questo anniversario è stato per me un’occasione preziosa per approfondire un testo che, fino a poco tempo fa, conoscevo solo attraverso il celebre paragrafo 4, quello dedicato ai rapporti tra cristianesimo ed ebraismo. Rileggere l’intera dichiarazione, meditarla e scoprire i suoi retroscena, illuminati anche dalle recenti riflessioni di Papa Leone, mi ha fatto cogliere la sua portata profetica. Si percepisce in ogni riga l’opera discreta ma potente dello Spirito Santo, vero “regista” di questa dichiarazione conciliare. Il cuore pulsante di Nostra Aetate è il desiderio di rivedere radicalmente la visione cristiana dell’ebraismo: il documento riconosce le radici ebraiche del cristianesimo e, partendo da questa consapevolezza, apre lo sguardo verso tutte le religioni. È un invito non solo teol...

Semi che portano frutti di giustizia e di pace

Il titolo di questo post riprende le parole di Papa Leone nel Messaggio per la X Giornata per la cura del Creato, dove ha definito il Borgo Laudato Sì un “seme che porta frutti di giustizia e di pace”. Venerdì 5, in maniera ufficiale, il Papa ha inaugurato a Castelgandolfo, nella residenza estiva dei papi, un Borgo dove i principi dell'Enciclica Laudato sì possano essere applicati, studiati e diffusi. Dieci anni fa, nel 2015, con la pubblicazione della Laudato Sì, Papa Francesco ci ha invitati a cambiare sguardo sul creato. Non più un bene da sfruttare, ma una casa comune da custodire. La trascuratezza di questa casa comune sta infatti generando ferite profonde: crisi ecologiche, povertà, ingiustizie sociali e rischi concreti per la stessa sopravvivenza dell’umanità. Con quella Enciclica, Francesco ha unito la voce cattolica a quella di altri cristiani di diverse confessioni, tutti mossi dallo stesso richiamo dello Spirito: prendersi cura della creazione. In questo decennio sono...