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Nutrire, non sprecare. Un fioretto per Maria: 31 giorni senza sprecare cibo

Ieri ho letto un articolo di Vatican News dedicato al Video del Papa per il mese di maggio . Mi hanno colpito in modo particolare alcuni dati riportati dal giornalista nel commento: secondo il Rapporto 2026 del Programma Alimentare Mondiale, 318 milioni di persone soffrono la fame, mentre il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente segnala che oltre un miliardo di tonnellate di cibo viene sprecato ogni anno. Nel suo discorso alla FAO del 16 ottobre 2025, Papa Leone ha definito questa realtà “un paradosso oltraggioso”. Parole forti, che risuonano come un richiamo alla coscienza. Quasi inevitabilmente, questo mi ha riportata alla parabola evangelica del ricco Epulone e del povero Lazzaro (Lc 16,19-21). Gesù, con questa immagine così concreta, mette a nudo una delle ferite più profonde dell’umanità: l’indifferenza. Lazzaro è lì, visibile, ma non visto. I cani si accorgono della sua sofferenza, mentre Epulone no. E forse è proprio questo che pesa di più anche nelle ingiustizie che vi...

Vocazione: quando il Risorto pronuncia il tuo nome

Domenica 26 aprile la Chiesa celebra la Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni , un momento in cui la comunità cristiana si ferma a riflettere su un aspetto fondamentale della fede che, troppo spesso, viene frainteso. Quando si parla di vocazione, infatti, si pensa quasi immediatamente a chi sceglie il sacerdozio o la vita religiosa. Ma la vocazione non riguarda solo alcuni: riguarda tutti. La parola i>vocazione / i>deriva dal latino vocatio , che significa chiamata. Ed è profondamente significativo che la sapienza della Chiesa ci faccia vivere questa giornata proprio nel tempo della Pasqua. Perché ogni vocazione nasce da una voce: la voce del Risorto. Personalmente, quando penso alla vocazione, mi vengono nel cuore due immagini. La prima è quella di Maria di Magdala davanti al sepolcro , quando Gesù risorto la chiama per nome. La seconda è il momento del nostro Battesimo , quando anche il nostro nome è stato pronunciato. Da quel giorno, il Signore ci ha immersi nel m...

Gesti semplici per un ' alba di pace

In questi giorni siamo di nuovo davanti a una situazione di grande preoccupazione internazionale. L’Iran è diventato teatro di bombardamenti che in pochi giorni si sono allargati a tutto il Medio Oriente. Come diceva Papa Francesco, “ tutto è connesso” . E infatti le conseguenze di questa guerra si stanno già facendo sentire in tutto il mondo: le borse crollano, il prezzo della benzina aumenta vertiginosamente e cresce la tensione internazionale, alimentata anche dalle minacce rivolte alle ambasciate di Stati Uniti e Israele in diversi Paesi. Mio nonno, negli ultimi anni della sua vita, decise di raccontarmi ciò che aveva vissuto durante la guerra. Era un bambino tra i cinque e i sette anni. Da quei racconti ho capito una cosa molto semplice e molto forte: nessuno dovrebbe vivere la guerra. Quando Papa Leone parla di pace disarmata , ci ricorda qualcosa di essenziale: la guerra non può esportare la pace. Può esportare solo morte, dolore, distruzione e povertà. Alla fine, dentro e fuori...

Uscire dagli schemi, perfino da quelli religiosi: il mio commento al messaggio di Leone XIV per la giornata del Malato 2026

Nel 1992 san Giovanni Paolo II decise di istituire, nel giorno della memoria della Beata Vergine di Lourdes, una Giornata mondiale dedicata alla preghiera per i malati. L’intento era chiaro: sensibilizzare tutto il popolo di Dio sul tema della cura, della sofferenza e della prossimità. Da allora sono passati 34 anni e, puntualmente, i successori di Pietro ci invitano a non distogliere lo sguardo dal dolore e da chi lo vive più da vicino. Vorrei soffermarmi innanzitutto sulla portata dirompente che l’evento di Lourdes ha avuto nella vita ecclesiale e, in modo particolare, nella cura dei malati. Il messaggio che da Lourdes è scaturito ci ha mostrato cosa il Signore può fare: un luogo piccolissimo e apparentemente insignificante è diventato la seconda meta di pellegrinaggio al mondo. L’impronta lasciata da Lourdes nella devozione mariana è fortissima e continua, senza interruzione, attraverso i secoli. Moltissime devozioni nascono da lì o a Lourdes fanno riferimento. C’è poi il potente si...

Come usate la Bibbia?

Tre eventi accaduti in tempo recente nella nostra Chiesa cattolica possono aiutarci a ripensare alla domanda che ho posto come titolo a questo post, interrogandoci sul rapporto che abbiamo con la Parola di Dio. Il mese scorso, durante la festa di Natale, abbiamo proclamato le parole della bellissima meditazione con cui Giovanni apre il suo Vangelo: «Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1,14). Oltre alle parole dell’apostolo, nel nostro approfondimento e nella nostra preghiera con la Parola di Dio possono guidarci anche il video che il Papa ha realizzato per la Rete Mondiale di Preghiera e le catechesi che Papa Leone sta tenendo il mercoledì, durante l’Udienza, sulla costituzione dogmatica Dei Verbum. Il primo, interessantissimo stimolo che emerge dalle catechesi del Papa è che la Parola di Dio va letta in chiave relazionale . Noi cristiani crediamo che la Parola sia una comunicazione che Dio rivolge a chi ama, in modo personale, e che realizza una relazio...

Ponte, come Andrea

Oggi inizia il cammino di Avvento e quest’anno, in modo del tutto particolare, coincide con la festa di sant’Andrea apostolo. Di Andrea i Vangeli dicono poco, ma quelle poche righe bastano per delinearne la personalità e la vocazione. Andrea è discepolo di Giovanni Battista: un uomo in ricerca, animato dall’attesa ardente del Messia che il Battista accendeva nei cuori con la sua predicazione sulla Venuta. Un giorno, mentre Andrea è con il Battista, vede passare un uomo. Giovanni lo indica come il Messia. L’attesa che Andrea porta dentro è così viva che immediatamente si mette a seguire Gesù, desideroso di rimanere con Lui. Fa, inoltre, una cosa ancora più bella: incontra suo fratello Simone e gli comunica che l'attesa del popolo ha avuto un compimento. Mi ha colpito molto che proprio ieri, da Istanbul, papa Leone abbia invitato i cristiani a essere come Andrea. Non è un caso: Andrea è patrono e Padre della fede di quella terra. E in questo Avvento sembra essere lì, sulla soglia ...

Anime abbandonate

In questo periodo dell’anno, mi piace soffermarmi a meditare sul grande patrimonio religioso e culturale napoletano che riguarda le anime dei morti. È un culto che amo profondamente: una forma di comunione tra i vivi e i defunti che nessuno è mai riuscito a interrompere. Tra le anime che riposano negli ipogei di Napoli, ci sono le anime abbandonate , quelle dimenticate, senza nome, senza preghiere. Eppure, proprio verso di loro, il popolo napoletano ha sviluppato una delle forme più intelligenti e misericordiose di spiritualità: l’adozione dell’anima abbandonata. Nella tradizione partenopea, un’anima abbandonata può essere “adottata” da un vivente, che si prende cura di lei con preghiere e gesti d’amore, senza giudicarne la vita o i peccati. È un atto rivoluzionario, soprattutto se pensiamo che, in alcuni periodi della storia, la Chiesa cattolica proibiva di pregare o seppellire certe categorie di morti. Il popolo napoletano, però, ha scelto la misericordia , superando...