Passa ai contenuti principali

Nella mia vita ho conosciuto tanti personaggi che sapevano descrivere con chiarezza le sfumature della psiche umana, erano dei grandi esperti. Padre Emiliano riceve dallo Spirito Santo quello che insigni studiosi rincorrono per una vita: la conoscenza del "cuore" dell'uomo...

La cosa più bella che ho trovato nel Rinnovamento Carismatico è quella che viene definita come "la guarigione interiore". Così come il nostro corpo è attaccato da diverse malatie, anche interiormente possimo ammalarci con dei complessi, paure, rancori e tutti i tipi di insicurezze. Moltissimi casi di malattie fisiche sono solo espressioni di disagio psicologico che, quando vengono guariti , spariscono.

Se i nostri sentimenti sono stati feriti, diventiamo sospettosi. Se ricordiamo che qualcuno ci ha traditi, sentiamo rancore verso tutti. A volt siamo stati feriti in amore, e da quel momento il nostro cuore si chiude a tutte le manifestazioni di affetto.

Senza dubbio, Gesù è venuto a guarire i cuori affranti e ad offrirci un cuore nuovo. E’meraviglioso scoprire come il Vangelo è pieno di questo tipo di guarigioni.

Quante volte vorremmo migliorare, ma non riusciamo! Ci manca la forza di volontà e il nostro carattere non riesce a superare le avversità. Altre volte crediamo che siano gli altri a dover cambiare ma se lo chiediamo a loro non otteniamo risultati. Al contrario, sembra che il problema si accentui ancora di più. Tutti siamo feriti e per questo non abbiamo la forza di superare i nostri limiti.

Io, personalmente, ho conosciuto la grazia della guarigione interiore. Durante tutta la mia vita avevo avuto un problema anche con un minimo contatto con il sangue. Quando mi toccava assistere un moribondo che sanguinava, era un gran sacrificio e, per quanto facessi un grande sforzo, non riuscivo a controllarmie.

Se guardavo un film di guerra in cui si vedeva molto sangue, cominciavo a sudare freddo e credevo di svenire. Mi sentivo male e dovevo andrmene.

Un giorno venne Monsignore Alfonso Uribe Jaramillo a predicare un ritiro. Durante la Misa pregò per la guarigione delle ferite della memoria, percorrendo le diverse tappe della vita. Me ntre pregava per la guarigione delle ferite dell’infanzia, mi sono ricordato che quando avevo cinque anni, un giorno litigai con mio fratello che aveva 6 anni. Avevo un coltello in mano e glielo tirai. Finì sul suo braccio che cominciò a versare molto sangue. Mi dispiacque molto vedere il suo braccio completamente insanguinato. Anche se avevo dimenticato quell’incidente, era un problema per me ogni volta vedere il sangue. Mentre Mons. Uribe pregava, mi venne in mente questo ricordo e chiesi al Signore di guarire questo mio ricordo

Dopo sono andato negli ospedali a visitare malati con ferite da incidenti gravi e non hanno più prodotto in me questa reazione di emofobia. Grazie a questa guarigione interiore, sono guarito.

Commenti

Post popolari in questo blog

Come usate la Bibbia?

Tre eventi accaduti in tempo recente nella nostra Chiesa cattolica possono aiutarci a ripensare alla domanda che ho posto come titolo a questo post, interrogandoci sul rapporto che abbiamo con la Parola di Dio. Il mese scorso, durante la festa di Natale, abbiamo proclamato le parole della bellissima meditazione con cui Giovanni apre il suo Vangelo: «Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1,14). Oltre alle parole dell’apostolo, nel nostro approfondimento e nella nostra preghiera con la Parola di Dio possono guidarci anche il video che il Papa ha realizzato per la Rete Mondiale di Preghiera e le catechesi che Papa Leone sta tenendo il mercoledì, durante l’Udienza, sulla costituzione dogmatica Dei Verbum. Il primo, interessantissimo stimolo che emerge dalle catechesi del Papa è che la Parola di Dio va letta in chiave relazionale . Noi cristiani crediamo che la Parola sia una comunicazione che Dio rivolge a chi ama, in modo personale, e che realizza una relazio...

Anime abbandonate

In questo periodo dell’anno, mi piace soffermarmi a meditare sul grande patrimonio religioso e culturale napoletano che riguarda le anime dei morti. È un culto che amo profondamente: una forma di comunione tra i vivi e i defunti che nessuno è mai riuscito a interrompere. Tra le anime che riposano negli ipogei di Napoli, ci sono le anime abbandonate , quelle dimenticate, senza nome, senza preghiere. Eppure, proprio verso di loro, il popolo napoletano ha sviluppato una delle forme più intelligenti e misericordiose di spiritualità: l’adozione dell’anima abbandonata. Nella tradizione partenopea, un’anima abbandonata può essere “adottata” da un vivente, che si prende cura di lei con preghiere e gesti d’amore, senza giudicarne la vita o i peccati. È un atto rivoluzionario, soprattutto se pensiamo che, in alcuni periodi della storia, la Chiesa cattolica proibiva di pregare o seppellire certe categorie di morti. Il popolo napoletano, però, ha scelto la misericordia , superando...

Uscire dagli schemi, perfino da quelli religiosi: il mio commento al messaggio di Leone XIV per la giornata del Malato 2026

Nel 1992 san Giovanni Paolo II decise di istituire, nel giorno della memoria della Beata Vergine di Lourdes, una Giornata mondiale dedicata alla preghiera per i malati. L’intento era chiaro: sensibilizzare tutto il popolo di Dio sul tema della cura, della sofferenza e della prossimità. Da allora sono passati 34 anni e, puntualmente, i successori di Pietro ci invitano a non distogliere lo sguardo dal dolore e da chi lo vive più da vicino. Vorrei soffermarmi innanzitutto sulla portata dirompente che l’evento di Lourdes ha avuto nella vita ecclesiale e, in modo particolare, nella cura dei malati. Il messaggio che da Lourdes è scaturito ci ha mostrato cosa il Signore può fare: un luogo piccolissimo e apparentemente insignificante è diventato la seconda meta di pellegrinaggio al mondo. L’impronta lasciata da Lourdes nella devozione mariana è fortissima e continua, senza interruzione, attraverso i secoli. Moltissime devozioni nascono da lì o a Lourdes fanno riferimento. C’è poi il potente si...