martedì 30 dicembre 2014

Il nostro ministero di riconciliazione nella chiesa, la preghiera per Israele e il cubicolo della velata

Da quando Papa Francesco ha usato come immagine del libretto di preghiere, distribuito in Piazza S. Pietro in una delle domeniche di Avvento,  la donna velata delle catacombe di Priscilla, ho sentito di dover andare a Roma per porre tutte le domande che mi porto nel cuore sulla nostra spiritualità a chi conosceva quei luoghi. A dire il vero, già conoscevo quello immagine, perché era sulla copertina di un libretto sulla gestualità della preghiera. Quell'immagine evocativa mi aveva già comunicato tanto al punto che nella benedizione sulle candele di Shabbat avevamo incominciato a mettere sulla testa il tallita, proprio come lei.
Voglio però condividere con voi ciò che abbiamo visto oggi e le domande che ancora mi porto dentro.
Sfidando un freddo insolito per il nostro Paese, siamo andati a visitare queste catacombe in cui vi sono diverse testimonianze uniche della nostra arte paleocristiana.
Innanzitutto, la prima raffigurazione della Vergine con il Bambino in braccio. Sulla lunetta si può vedere un'immagine di maria con il bambino e una figura maschile che indica una stella, probabilmente il profeta Balaam. La guida ci ha detto che quell' immagine stava a significare la realizzazione delle profezie sul Messia. Poi la raffigurazione di un banchetto eucaristico officiato o celebrato da sette figure uomini e donne.
E poi il cubicolo della velata. Dal punto di vista dei colori e della conservazione era tenuto benissimo. C'era una donna con paramenti liturgici e un tallit sulla testa con le mani alzate. A quel punto sono cominciate le mie domande, ma non tutte hanno avuto risposta. Vi dico ciò che ci è stato detto e poi cercherò di trarre delle conclusioni che mi hanno ispirato per il nostro ministero e la nostra preghiera.
Prima domanda: Chi è Priscilla?
Risposta: "Priscilla è una nobildonna della famiglia degli Acili che ha donato la sua proprietà per seppellire i fratelli cristiani"
Domanda: "Priscilla può essere ebrea?"
Risposta: "Si, ci sono testimonianze che riconoscono in Priscilla un'ebrea convertita al cristianesimo"
Domanda: "La sua casa era una domus ecclesia?"
Risposta: "No. Anche se c'è una testimonianza scritta in cui si dice che Pietro battezzasse sulla Salaria(le catacombe si trovano in via Salaria) La casa aveva un criptoportico con una cisterna d'acqua probabilmente un ninfeo"
Domanda: "C'è un battistero?"
Risposta: "Non si può visitare, ma è del 4/6 secolo. E' nato dalla fama del martire Papa Silvestro. Per cui si sceglieva di praticare il battesimo nel luogo legato all'effusione di sangue di un martire che aveva versato il sangue come Gesù".
Queste sono le domande a cui non ho avuto risposta: "Perché un ninfeo, tradizionalmente legato alla cultura pagana a casa di un'ebrea?" "Non poteva essere una vasca per la mikvah?" "Perché la martire velata ha un tallit sul capo se è cristiana?" "Perché una donna ha paramenti liturgici e capo coperto?"
Vi dico la mia lettura: secondo me, la casa di Priscilla, da quando lei è diventata cristiana, è stata offerta a Pietro o ai cristiani per battezzare. La sua vasca per la mikvah è diventata vasca battesimale. I primi cristiani praticavano il battesimo per cui Priscilla era un diacono al servizio delle donne che si battezzavano. Infine, Priscilla era ebrea per cui quando pregava si metteva sul capo il tallit. Probabilmente la chiesa primitiva assomigliava molto alle comunità di ebrei che hanno riconosciuto Gesù come messia. Ho visto tante donne messianiche indossare il tallit nella preghiera e nell'insegnamento.
Cosa vuol dire questo per noi?
Mi risuonavano stamattina nel cuore le parole del Vangelo di Luca  (Lc. 1, 17) riferite a Giovanni Battista: "Riconciliare il cuore dei padri verso i figli". Dalla chiesa primitiva fino a noi ci sono stati tanti strappi.

Il ministero che noi sentiamo nel cuore è proprio riconciliare questi strappi di cui il primo è quello con Israele. Le mani alzate di quella donna mi fanno pensare ad un invito, una spinta a fare quello che lei fa. Era come se quella donna mi invitasse a pregare e a ridare significato a quella immagine. A proposito di ridare significato, mi hanno colpito molto le parole della guida, una suora, quando le ho detto che significato ha una donna in paramenti liturgici che ha sul capo un tallit. La suora mi ha risposto dovremmo chiederlo a chi le ha dipinte...
Poiché lo Spirito Santo è ispiratore di immagini sacre, io chiederò a lui. Gli chiederò che ci faccia preparare la chiesa riconciliata innanzitutto col suo passato e col suo presente per andare verso un futuro in cui la chiesa battezzata nella misericordia  del suo Sposo possa andargli incontro nell'unità e nella santità dello Spirito Santo.
Maranathà, vieni Signore!