domenica 18 luglio 2010

un Dio che si prende cura, allatta, tiene sulle ginocchia...






Nella Santa Parola emerge l'immagine di un Dio che è, per i suoi figli, padre e madre: nella sua versione paterna, li difende, se ne prende cura, li abbraccia ; nella sua versione materna scalda, allatta, ci eleva alla sua guancia . Grazie alla sua potente misericordia, il Signore sa bene che abbiamo bisogno di sentire queste caratteristiche. Nella stragrande maggioranza dei casi, infatti, ciascuno di noi non solo ha un bisogno di tutte queste azioni da parte di Dio, ma ha anche un bisogno ferito da un padre ed una madre umani e, a volte, imperfetti. Il Nostro Signore Gesù si è incarnato maschio, quindi nasce spontaneo vedere in Lui il volto e le caratteristiche del Padre Misericordioso. Egli stesso dice a Tommaso: "Chi vede me vede il Padre".
Abbiamo quindi bisogno di una madre...
A Giovanni sotto la croce Gesù dona quella mamma che l'umanità attendeva fin dall'errore di Eva. Una mamma incinta fino alla fine dei tempi e che, fino alla fine dei tempi, allatta sulle sue ginocchia coloro che sono uomini, perchè in loro vede suo Figlio. Quella mamma è Maria.
E' lei la mamma che il Signore chiama Gerusalemme e che delizia i figli con la gloria del suo petto (Is.66, 11-13). E' lei che ci fa gustare le consolazioni del suo petto perchè le vive nel paradiso.
Quando ci siamo fermati a riflettere sulle caratteristiche del Cuore di Dio, ci siamo serviti di quella frase del Vangelo di Matteo 11,29 che dice: "Imparate da me che sono mite ed umile di cuore". Dal punto di vista etimologico mite significa morbido, tenero, maturo, cioè dolce al punto giusto.
Durante il ritiro a Scala, ciascuno di noi ha dovuto cercare un simbolo che avesse queste tre caratteristiche. A me è venuta subito questa immagine di Maria che vedete sotto che altro non è che l'icona di questo passo di Isaia...
Il cuore di Dio morbido, tenero e saporito lo sentiamo in modo sensibile nel seno e sulle ginocchia di Maria, ma per far questo bisogna avere lo stesso abbandono di un neonato!
Oggi noi abbiamo concretamente fatto questa esperienza nella nostra vita, l'esperienza palpabile di una mamma che provvede al tuo nutrimento e a tutto ciò che ti fa bene.
Avevamo chiesto a Maria di visitare un faro per capire bene come Maria ci volesse. Abbiamo chiesto aiuto ad un amico, Gaetano, che lavora alla capitaneria di porto. E' stato davvero difficile ottenere i permessi, perchè ai non militari non è consentito l'accesso ai fari.
Finalmente, Gaetano, una domenica pomeriggio arriva in chiesa insieme a sua moglie con il permesso della capitaneria di porto di Ischia per il giorno 19 luglio...
Sia per me che per i Matteo sarebbe stato abbastanza costoso affrontare il viaggio e il noleggio di un'auto ad Ischia (i residenti in Campania non possono accedere all'isola con l'auto). Tuttavia, abbiamo detto sì: era davvero troppo importante capire bene cosa volesse da noi Maria!
La settimana dopo, trovo Gaetano nell'ufficio di Padre Raffaele che dà le indicazioni per la nave e la macchina. Ero convinta che ci avesse fatto fare un permesso per portare la macchina sull'isola...
Mi fermo a salutare e mi spiegano che Gaetano avrebbe provveduto al viaggio di andata e ritorno e al noleggio della macchina. Non finisce qui, naturalmente! Ad Ischia sul faro ci sarebbero stati due faristi ad aspettarci...
Ieri, pieni di gioia nel cuore, siamo partiti sentendoci accompagnati ad ogni passo: Gaetano e sua moglie sono venuti a salutarci al porto di Napoli e ci hanno accompagnati fino all'ingresso del traghetto. Ad Ischia ci aspettava un'auto già noleggiata con la quale siamo andati fin sopra il Faro di Punta Imperatore. E' stata un'impresa piuttosto epica; la strada che si inerpicava fin sul faro era talmente stretta che abbiamo dubitato che l'auto ce la facesse ad arrivare fin lassù! Arrivati proprio in cima, i faristi ci hanno sconsigliato di addentrarci sulla mulattiera per arrivare al faro...
era stato tutto inutile!
Mentre stavamo salutandoci per andare via, uno dei faristi mi dice: "se proprio voi pregate per noi, ci potrebbe essere un'alternativa". Non lo aveva sentito nessuno, ma io insisto: "Il signore ci sta parlando di un'alternativa: io voglio sentire qual'è". "Vi possiamo accompagnare - ci dice- al faro del porto, dove c'è la Madonnina. Lì avrete una stanza per pregare, l'acqua e un bagno". Sorridiamo guardandoci negli occhi, perchè, di nuovo, il Signore ci stava facendo capire che aveva preparato tutto!
Il faro è circondato quasi interamente dal mare. Nella sua superficie esteriore è scolpita una piccola edicola per la Madonnina e dentro c'è una stanza con una cucina ed un bagno...
Ci siamo sentiti nella pancia di Maria e abbiamo capito cosa significa bere al seno della sua gloria. Abbiamo pregato insieme quello splendido passo di Isaia 66 e ci siamo ancora una volta meravigliati di come Maria avesse predisposto tutto...
Ho capito che, innanzitutto, essere fari vuol dire stare tranquilli e fiduciosi nelle acque della donna che partorisce figli per il regno e lasciarci nutrire dalle delizie che fin da questa vita come mamma premurosa ci dona.
Maria vogliamo essere sicuri che il tuo seno ci sazia, vogliamo fidarci di te che hai ,da parte di Dio il ministero di essere Madre, vogliamo lasciarci accarezzare sulle tue ginocchia: ci fidiamo del Signore nostro Redentore e ci fidiamo di te.
E in più, vogliamo estendere la benedizione del suo petto a tutti coloro che passano nella nostra vita. Lo vogliamo fare attraverso dei piccoli segni di amore che aiutano a sentirsi figli amati. Il seno di Maria è a tua disposizione, perchè anche tu come un bambino piccolo ti lasci deliziare e nutrire da quello che lei stessa ha ricevuto dalla Trinità!


domenica 11 luglio 2010

immersi, ardenti, liberati, accuditi: diario di viaggio nei cuori di Gesù e Maria





Come vi avevo annunciato, siamo stati a Scala per il nostro ritiro annuale di una settimana. Userò questo spazio per raccontarvi un pò come abbiamo vissuto questo momento di grazia e cosa abbiamo ricevuto.
Innanzitutto, abbiamo fatto esperienza di vita comune in una casa tutta per noi e ci è sembrato un pò di rivivere l'esperienza dei primi cristiani nel libro degli Atti. Poi lo splendore e la sacralità dei posti in cui siamo stati ci hanno fatto sentire l'importanza di assecondare le richieste dello Spirito Santo e di custodirle.
Il Signore ci ha guidato ogni giorno in maniera sensibile. Ogni giorno sceglieva dove andavamo a pregare, impedendo che andassimo in un posto e conducendoci in un altro. Faccio un esempio ora, ma ne riporterò altri: il primo giorno del nostro ritiro ci eravamo organizzati per andare alla cascata di Acqua Alta, invece non siamo riusciti a raggiungere il posto e grazie ad un'indicazione ci siamo trovati in una pineta, di fronte ad una stalla di pecore. Per non perdere tempo, ci siamo messi a pregare lì. Sempre lì ognuno di noi ha immerso il fratello nell'acqua che dal Cuore di Gesù zampilla per la vita eterna.
Mi sono chiesta cosa ci volesse dire Gesù, portandoci lì. All'inizio avevo sentito che non voleva che raggiungessimo la cascata, perchè la sua bellezza ci avrebbe distratto, ma poi ho compreso che ci stava donando un messaggio più profondo. Lo spiego con due immagini: le pecore senza pastore di quel recinto che avevamo di fronte a noi e il fatto che ciascuno di noi non è stato immerso direttamente nella sorgente, ma un fratello lo ha immerso. Con queste due immagini lo Spirito Santo ci ha fatto interiorizzare una parola che il Signore ci ha donato per il ritiro: io farò di voi un regno di sacerdoti e una nazione santa.
Ognuno di noi nel Battesimo è un consacrato per portare l'amore traboccante del Cuore di Gesù ai poveri, agli oppressi, ai prigionieri e a proclamare la testimonianza della misericordia. Dovevamo dunque cominciare da noi quattro a fare questa esperienza. L'acqua che veniva versata su di me mi ha dato due sensazioni in particolare la meraviglia (era come se quell'acqua mi risvegliasse) e il vigore (ero particolarmente dolorante e dovevo avere la pressione molto bassa; subito dopo che l'acqua è stata versata su di me mi sono sentita forte e nuova).
Il crocifisso della cripta di Scala è una delle immagini più suggestive, soprattutto per la nostra spiritualità, perchè sembra stia danzando. Pieni di entusiasmo, siamo andati nella cattedrale per celebrare la Messa ma abbiamo trovato un cartello dove si diceva CRIPTA IN RISTUTTURAZIONE...
Un pò delusi ci siamo riversati in una cappella dedicata, indovinate a chi? Al Cuore di Gesù e al Cuore di Maria e lì abbiamo celebrato la messa...
Era come se Dio volesse dirci: sono io che guido, voi dovete solo seguire...
E ancora...avevamo pensato ad un momento di preghiera davanti al fuoco e invece abbiamo dovuto farlo a casa. Abbiamo compreso che il cammino della chiesa parte da una casa...dal cenacolo di Gerusalemme e ne espande il fuoco fino agli estremi confini della terra. Noi dobbiamo custodire gelosamente l'obbedienza all'itinerario stabilito dal Signore per la nostra vita. Bisogna prima vivere l'intimità nello Spirito Santo e poi andare...
E infine Casa Anastasio, un luogo di cui avevamo sentito parlare dal proprietario della casa dove abitavamo e che siamo voluti andare ad esplorare. E' la casa dove Alfonso e i primi missionari avevamo cominciato la loro esperienza di apostolato.
Anche noi sentiamo che il Signore ci chiama a qualcosa di nuovo nella Chiesa e ci siamo commossi nel vedere che, dal Cielo, eravamo accompagnati da tanti amici che vegliano su di noi.
E ora comincia il lavoro per portare alla comunità parrocchiale e al mondo tutto il fuoco,l'acqua e la misericordia che abbiamo ricevuto...

venerdì 2 luglio 2010

Dentro i cuori...


Stiamo per partire, anche quest'anno, per il nostro ritiro.
Abbiamo sentito forte, nella preghiera, di approfondire proprio il nome che abbiamo dato a questo blog, che è poi il nome della fraternità: nel Cuore misericordioso di Gesù e nel Cuore Immacolato di Maria...
Sarà il nostro tempo per stare dentro i cuori...
Il Signore ha agito con tutta la sua potenza per farmi capire dove andare, perchè noi volevamo andare a Solofra, un luogo conosciuto e amato e dove ci siamo sentiti amati. Ma il Signore non ha voluto...
Solo 10 giorni fa, un venerdì stavo pregando e ho avuto l'immagine dell'amore di Dio come una cascata...non sapevo che vi fossero cascate nelle nostre zone, ma ho cercato qualcosa su internet che fosse in Campania.
Ho trovato una cascata che si trova a Campidoglio, frazione di Scala, proprio il luogo che il Signore ha scelto per noi per terminare i venerdì di riconciliazione. Ho chiamato subito i Padri Redentoristi a Scala che sono stati così gentili a metterci a disposizione la cripta e la grotta per venerdì 30 luglio.
Pregavo: " Signore se ci vuoi lì apri le porte: dove tu apri, nessuno chiude".
I padri, purtroppo, avevano la loro casa in ristrutturazione e mi hanno detto di chiamare le monache che sicuramente avrebbero potuto ospitarci...
Le mie speranze cominciavano a vacillare...(ho poca fede...)
La superiora del monastero delle redentoriste, Sr. Maria Celina, mi ha detto che proprio nei giorni in cui noi potevamo andare a Scala, dal 5 al 10 luglio, erano ospiti presso di loro dei sacerdoti...ma che potevamo andare in un appartamento di una sua amica a pochi passi da Casa Anastasio, la casa che ha ospitato S. Alfonso...
Fino ad oggi, il Signore ha voluto aprirci le porte per poter pregare in questo luogo pieno di Dio...non ci resta che affidarci anche alle vostre preghiere per questo ritiro...

Se qualcuno, anche dal web, volesse unirsi a noi per il momento conclusivo di venerdì 30 luglio mi contatti!!!