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Visualizzazione dei post da 2024

Inizio dell'anno giubilare, Natale ed Hannukà: scommettere sull'insignificante

L' anno 2024, che sta per terminare ci ha lasciato dei doni importanti su cui, secondo me, è bene riflettere. Innanzitutto, Papa Francesco prima della celebrazione della Veglia di Natale ha aperto la Porta Santa in S. Pietro dando ufficialmente inizio all'anno giubilare ordinario dal tema: Pellegrini di Speranza. Inoltre, una coincidenza bellissima ha fatto in modo che nel giorno di Natale, al tramonto, si accendesse la prima luce di Hannukà, perchè i l 25 dicembre e il 25 del mese ebraico di kislev cadono nello stesso giorno. Partiamo con uno sguardo all'evento di apertura della Porta Santa: i vari media ci hanno dato la possibilità di essere presenti a S. pietro in un momento così suggestivo e ci hanno mostrato una scena singolarissima. Papa Francesco che, per primo, ha bussato perchè quella porta, simbolo dell'Amore Misericordioso di Dio, si aprisse, era in carrozzina. A causa della sua età avanzata, un pò come nella profezia che Gesù ha fatto a Pietro (Gv.21,18),...

Ultima fase del Sinodo sulla sinodalità: verso una moltitudine che è in comunione

Mi vengono in mente due immagini, quando penso alla comunione ecclesiale che accoglie tutti. La prima è la chiesa fresca di Spirito Santo di Atti 4, 32 in cui tutti erano "un cuore solo ed un'anima sola ". La seconda è quella della Gerusalemme nuova dove una moltitudine immensa, diversa sotto tanti aspetti, celebra la salvezza del nostro Dio e dell'Agnello (vedi Ap. 7, 9-10). Lungo il cammino dei secoli, la Salvezza viene incontro a tutti e realizza queste immagini nella storia e nel cielo. Francesco che lo Spirito Santo ci ha donato come papa oggi, ha affermato, nel discorso per la Commemorazione del 50°anno del Sinodo dei Vescovi che "la sinodalità è il cammino che Dio si aspetta dalla chiesa del terzo millennio". Papa Francesco, successore di Pietro, sta chiedendo alla chiesa non solo di seguire i sinodi dei Vescovi, di meditarli, ma di fare un salto di qualità nella vita ecclesiale, in cui tutto nella chiesa prende forma dalla sinodalità come stile d...

L'importanza della relazione. Perfino con gli elementi della natura

Potrebbe sembrarvi che io abbia scelto un titolo piuttosto banale per questo post. Credo, però, che serva a comprendere l'urgenza di sviluppare un atteggiamento fondamentale per la permanenza degli esseri umani su questo pianeta: la capacità di relazione. L'estate ci fa stare molto di più "in contatto" con gli elementi della natura, ma, a mio parere, se questo contatto non diventa relazione , o, ancora meglio, relazione sana , il percorso di crescita verso la comune redenzione, a cui siamo chiamati, diventa difficile. Stiamo molto poco in relazione con gli elementi: tutto è mediato dallo schermo dello smartphone, dalle parole di una guida, dall'esercizio di uno sport. Il tempo personale in relazione con la natura è pochissimo o nullo. Cosa posso capire, dunque, di una realtà se non mi relaziono ad essa? Come ascolterò il grido della mia terra se non ci passo del tempo senza alcuna mediazione di sorta? Io credo che la stagione estiva sia il tempo più importante...

Ha rovesciato i potenti dai troni: uniamo le nostre voci a quella di Maria

Non so se è sempre stato così, ma ho l'impressione che la diffusione di brutte notizie o parlare di guerre o di ingiustizie, ci dia una sorta di giustificazione a lasciare andare, a disaffezionarci al bene, soprattutto al bene comune. Anche nel modo di parlare consueto delle persone, è come se ci fosse una sorta di ripiegamento egoistico per il quale, poichè niente funziona, anche io sono autorizzato a fare male o a non fare. Di conseguenza, le persone oneste, coloro che vogliono fare bene, coloro che hanno fiducia nel cambiamento, non solo si sentono sopraffatte da un sistema disonesto, ma sono anche oggetto di scherno per il fatto che non si adeguano al modus operandi dei più. Quando prego con i Salmi, mi rendo conto che, anche nei tempi degli autori di quei libri, il mondo andava così. Mi piace tanto la strategia che gli autori dei Salmi utilizzano. Essi rimettono a Dio la loro integrità, la loro giustizia, la loro difesa. Sto imparando a fare così: quando recito queste preghi...

Radici

Ho sempre amato tantissimo le storie di fondazione dei popoli. Per questo motivo, mi piace anche leggere e ascoltare i racconti di fondazione delle chiese locali, il popolo di Dio in quella particolare terra. E' come se gli eventi fondativi avessero dato origine a delle specificità nella spiritualità e nei carismi che restano nei secoli, che uniscono, in modo particolare, le persone fra loro, anche se queste stesse appartengono a luoghi e tempi diversi. E'un esercizio che vi propongo di fare e, sono sicura, che vi porterà tanto bene. Le radici riaccendono la voce dello Spirito: fanno riemergere in superficie ciò che si credeva sopito. Ci fanno andare verso la nostra identità più profonda e, contemporaneamente, ci uniscono a luoghi e a persone lontane creando la comunione. In questo momento, in Sicilia sono in eruzione sia l'Etna che lo Stromboli e qui in Campania, i tanti vulcani dei Campi Flegrei stanno facendo tremare la terra moltissime volte. Mi hanno commosso tantissi...

Cuore: ciò che manca oggi alla Chiesa e al mondo

"Sei senza cuore": è un'espressione che nel linguaggio comune,indica il cinismo e la mancanza di umanità, di compassione. L'umanità e,di conseguenza, anche la Chiesa che, di uomini è composta, mi sembra un organismo che sta perdendo il cuore. E' inutile fare l'elenco delle cose che non vanno. Basta camminare per le strade, nei luoghi di lavoro, entrare nelle case, visitare le chiese per rendersi conto che siamo diventati "sepolcri imbiancati". Bellissimi fuori, impeccabili nelle immagini, soprattutto in quelle pubblicate sui social network, ma dentro, nel cuore, non abbiamo più l'elemento che lo fa muovere, l'Amore. In questi giorni, noi cattolici abbiamo celebrato prima il Cuore di Ges ù, poi il Cuore di Maria e, mercoledì, celebreremo il Cuore di Giuseppe . Bellissimo! Bellissime le promesse, bellissimi i riti, le canzoncine, le preghiere.... Poi? Poi ci sono i vescovi che accusano il Papa con i giornalisti, i programmi e i progetti past...

Un sommo Sacerdote grande

La festa di oggi, strettamente correlata con la Pasqua e la Pentecoste, riveste un'importanza grandissima, perchè ci aiuta a entrare più profondamente nel valore dell'offerta di Gesù. Il libro della Bibbia che, secondo me, maggiormente aiuta a comprendere il senso dell'Ascensione, è la Lettera agli Ebrei . In alcuni passaggi chiave, come quello da cui ho estrapolato il titolo del post,(cap.4, 14-16), l'autore collega la festa biblica di Yom Kippur al percorso che Gesù ha fatto dalla Pasqua ad oggi per salvarci. Yom kippur, la Grande Espiazione, è la festa biblica del perdono. Durante questa festa, il sommo sacerdote entrava alla presenza di Dio nel Santo dei Santi del Tempio di Gerusalemme con il sangue del sacrificio dell'agnello e lo offriva per chiedere a Dio il perdono dei peccati di tutto il popolo. Era un rito complesso, perchè esisteva una grossa linea di demarcazione tra il cielo e la terra. A noi umani, dal peccato di Adamo, è stato chiuso l'accesso al...

The Chosen: le meraviglie di Gesù con qualsiasi linguaggio

Nel mondo sta giustamente spopolando una serie tv sulla vita e le vicende di Gesù di Nazaret e dei suoi apostoli, i prescelti in inglese The chosen. Ci ho messo molto tempo per decidermi a guardarla: con l'età che avanza, sono molto poche le cose che mi piacciono e su un argomento così importante sono estremaente selettiva. Un giorno, però, su you toube ho cominciato a vedere degli episodi e mi hanno letteralmente fatto innamorare. Al di là della narrazione libera di alcuni aspetti che non troviamo nelle Scritture, c'è in The Chosen uno studio delle scritture, della storia, uma meditazione della simbologia, un'attenzione alla spiritualità ebraica. Poi ci sono i personaggi!Ciascuno di essi viene raccontato con una maestria psicologica, con un'attenzione alla relazione e alla vita quotidiana dell'epoca minuziosissima. i frutti si vedono: in molte parti del mondo, The Chosen ha avvicinato le persone a Gesù, gli attori stessi, alcuni dei quali non cristiani hanno affe...

E' Risorto per te!

In questo triduo santo ho sentito dire tanto spesso: "Gesù è morto per te!". E' un atto d'amore grande, anche preso così, semplicemente, nel senso di dare la vita per un altro. Se pensate, però, che questo sia il senso, sappiate che non è così. La potenza e la portata del suo gesto non solo degli atti di amore eroico, ma hanno una portata molto più ampia. Io ho trovato il senso completo di questo dono, in una festa che il popolo di Israele celebra. E' la festa di Yom Kippur. In quella festa, il Signore perdona i peccati del suo popolo, aiutandoci ad entrare in modo illuminante nelle profondità del mistero pasquale stesso. Il post diventerebbe davvero troppo lungo, se vi spiegassi tutta la simbologia della festa e la sua correlazione con l'intero mistero della Pasqua cristiana. Voglio solo qui specificare che Gesù, nella Risurrezione, ritorna da una morte avvenuta per aver preso su di sè i miei peccati e ritorna uomo nuovo. E' il segno che il peccato e l...

Benedetto Colui che viene nel nome del Signore

Oggi Gesù entra in maniera trionfante nella città di Gerusalemme, la citta di Dio, dove verrà crocifisso e risorgerà. C'è un grido tra la folla, che ho scelto come titolo di questo post, che mi ha colpito molto, da sempre. E' questo: "Benedetto Colui che viene nel nome del Signore!" Quando ascolto le catechesi degli ebrei messianici, cioè degli ebrei che hanno riconosciuto Gesù come Messia, mi commuove sempre questa spiegazione:" Baruch Haba B'shem Adonai-Benedetto Colui che viene nel nome del Signore "è la frase con la quale Israele si aspetta di accogliere il Messia". Un' altra cosa mi salta agli occhi oggi: le palme sventolate. Anche quello è un segno di accoglienza del Messia o meglio della presenza di Dio che viene a dissetare nel deserto. Lo vediamo nella festa biblica di Sukkot , delle Capanne. Una festa nella quale Israele, insieme a tutti i popoli, fa festa a Gerusalemme per l'acqua che gli viene donata. Oggi questa immagine è ...

Una visione materna della malattia

S. Giovanni Paolo II, il 13 maggio 1992, stabilisce che l'11 febbraio, ricorrenza di Nostra Signora di Lourdes,sarebbe anche stata la Giornata del malato. L'istituzione di questa particolare giornata coincide in qualche modo con la sua esperienza del morbo di Parkinson, che gli era stata diagnosticato l'anno prima, nel 1991. Lo Spirito Santo ha ispirato il Papa su un aspetto molto interessante, secondo me: l'atteggiamento femminile e materno verso la malattia. Istituendo, infatti, questo momento di meditazione sulla malattia, nel giorno in cui si ricorda che Maria a Lourdes è diventata un riferimento per chi soffre, ci invita, invita la chiesa tutta, a guardare come Maria si è posta verso la sofferenza. A me, in particolare quando lavoro con i bambini ammalati, dà forza pensare a Maria. Il pensiero di come si sia comportata riesce a motivarmi quando, davanti alle croci di alcuni o di quelle dei miei cari, mi viene da urlare: "Perchè?", o di scappare via, come...

Diversi non divisi

L'inizio dell'anno è segnato da un tempo molto importante per noi cristiani: la preghiera per l'unità. Questa settimana è preceduta da una giornata di preghiera per il dialogo ebraico-cristiano. Voglio soffermarmi in questo post, sull'importanza di questo tempo e meditare su di esso un pò insieme. Cominciamo dalla prima ferita all'unità. Come il vescovo Etienne Veto ha più volte ribadito nei suoi interventi, Gesù non ha fondato una religione nuova. Egli si è sempre proposto al mondo come il Messia che Israele attendeva e la maggior parte dei cristiani fino al 130-140 d.C. era ebrea, di religione ebraica. Dopo questa data, prima in maniera lenta, poi in modo violento e, purtroppo, anche persecutorio, abbiamo perso di vista la "radice" ebraica della nostra fede. Le divisioni sono sempre una perdita per tutti, ma un grande teologo e biblista italiano, che è Paolo de Benedetti ci ha insegnato: "Personalmente, sono molto contrario che si usi l’espressi...