martedì 30 novembre 2010

1 dicembre: Aprite gli occhi


Mi colpisce molto la parola profetica che Gesù dona al gruppo carismatico di Padre Emiliano: APRITE GLI OCCHI. Facciamolo anche noi in questo giorno...

La gente veniva in gran numero. Tutti cantavano con gioia e lodavano Dio spontaneamente. A causa delle guarigioni prodigiose tutti esplodevano di gioia e raccontavano a tutti quello che succedeva in parrocchia. A causa di questi incontri di preghiera tanto belli e gioiosi alcuni sacerdoti cominciarono a dire in tono sarcastico:

— Il padre Emiliano è guarito dalla tubercolosi ma si è ammalato di testa.

Perché pregavo in lingue e credevo nel potere di Gesù che guarisce, affermavano che ero diventato pazzo.

Il Signore ci disse in una profezia:

"Io lavoro nella pace. Vi do la mia pace. Siate messaggeri di pace. Sto cominciando ad effondere il mio Spirito su di voi. E’ un fuoco divoratore che invaderà l’intera città. Aprite gli occhi. Poiché vedrete segni e prodigi che molti desiderarono vedere e non videro. Io lo dico e io lo faccio".

Stavamo davanti all’opera del Signore. Di questo eravamo sicuri. I miracoli continuarono così numerosi da non poterli contare: coppie che convivevano si sposarono, i giovani furono liberati dalla droga e dall’alcol.

Era lapesca miracolosa: dopo che avevamo passato tanto tempo a gettare le reti, ora il Signore le stava riempiendo così tanto che non potevamo immaginare;sembrava che la barca affondasse (Lc 5,7).

Gesù stava liberando il suo popolo dalle catene della schiavitù. I giovani che non venivano in chiesa e che non avevano fede cominciarono a incontrare e proclamare che Gesù era il loro liberatore.


lunedì 29 novembre 2010

30 novembre: Il principale ostacolo per ricevere i carismi


In questo post, Padre Emiliano ci spiega perchè rifiutiamo la novità della Luce che viene...

Credo che il principale ostacolo nel ricevere i carismi sia la paura di perdere la nostra reputazione. I carismi sono una croce e molti non sono disposti a portarla. L’esercizio di alcuni carismi potrebbe causare che molti ci considerino pazzi, che altri si burlino di noi, ci apprezzino poco o ci perseguitino. Finchè non saremo disposti a morire a noi stessi, anche a costo dei nostri privilegi e della reputazione, non riceveremo questi carismi.

Ricordo molto bene un parroco vicino a me che prendeva in giro i carismátici, e nelle sue omelie domenicali spiegava che quelli che parlano in lingue hanno delle vitamine mancanti… Ci sono molti che hanno problemi. Non danno spazio allo Spirito perché si muova liberamente. Lo vogliono incapsulare in forme prestabilite e non lo lasciano volare con la libertà del vento che soffia dove vuole. Quelli che hanno problemi a parlare al microfono è perché sono troppo attenti a quello che pensano gli altri.

Se fossimo meno gelosi della nostra reputazione, saremmo molto più aperti allo Spirito Santo. La paura di essere ridicoli ci impedisce di aprirci ai carismi dello Spirito. Certamente i carismi portano umiliazioni. Ci portano alla croce.

Per questo molti li temono e altri li rifiutano. I carismi rompono i nostri programmi per riposarci e accorciano le ore di sonno. In effetti, la reputazione non migliora, ma si diventa bersaglio di prese in giro, critiche e sarcasmo… però, in fondo tutto questo innalza, a condizione che non si abbiano problemi con i microfoni.


Allora, siamo pronti a rivoluzionare la nostra vita quando diciamo: "Maranathà"!?

sabato 27 novembre 2010

29 novembre:Come possiamo accorgerci della luce che viene?

In questo commento Padre Emiliano spiega la difficoltà che la grazia carismatica deve fare contro la nostra "voluta disattenzione" al passaggio di Dio...

Il dono della guarigione ci fa interrogare riguardo al centro stesso della nostra esistenza cristiana, là dove esiste un nodo tra la continuità della nostra speranza e la rottura che ha incrinato la nostra fede.
Nell’ambiente culturale e religioso che conosciamo, viviamo e respiriamo sembra inadeguato parlare di dono delle guarigioni. Il nostro spirito razionalista, le nostre reazioni psicologiche, alcune interpretazioni della Scrittura…tutto questo ci porta ad ignorare o a diffidare di tutto quello che il dono delle guarigioni può portare con sé: fideismo, fondamentalismo, sentimentalismo religioso, attrazione, a volte morbosa, per gli eventi straordinari.
Questo ritorno può essere per noi un modo per riflettere prendendo in considerazione il passato della chiesa che ha sempre favorito la distinzione tra fede e credulità ingenua che può generare disturbi spirituali e psicologici.
Tuttavia, ci sono dei fatti.
Non solo si parla di guarigione, che è una cosa degna di attenzione, ma realmente c’è la guarigione, che è un altro fatto: esiste una grande affinità tra i testi del Vangelo che parlano di guarigione e le testimonianze contemporanee; si realizzano gli stessi eventi a livello spirituale centrati sul perdono dei peccati e la fede, l’importanza di gesti concreti, il riconoscimento di Gesù Salvatore, facendo sì che la guarigione sia segno per quelli che credono e segno di contraddizione per quelli che non credono.
Non vogliamo che si istituisca come a Lourdes un apposito ufficio per stabilire la veridicità delle guarigioni, ma non si può mettere in dubbio che ci sono state delle malattie psichiche e fisiche che, immediatamente o gradualmente, sono guarite con l’esercizio di questo carisma. Le guarigioni psichiche sono le più frequenti, ma ci sono molti casi di malattia fisica incurabile che, per il momento, e con la scienza attuale, sono guarite e di cui razionalmente non si può spiegare la guarigione.

L'impossibile entra nella storia: ci crediamo? Oppure commettiamo peccato contro lo Spirito Santo perchè non vediamo e non vogliamo vedere l'intervento di Dio? Chiediamo ogni giorno lo Spirito Santo ma siamo pronti alle sue rivoluzioni?
E' venuto oggi il Signore per te o era troppo scomodo prestargli attenzione?

Accorgersi della Luce che viene


Le parole che fanno da titolo a questo post sono la frase con cui vogliamo cominciare il nostro cammino di Avvento. Attraverso le guide che il Signore ci ha donato per questo tempo (vedi post precedente), vogliamo ricordarci di come, ancora oggi, attraverso lo Spirito Santo, il Signore fa meraviglie per chi confida in Lui.
Lasciamoci aprire il cuore da queste meraviglie, perchè la fiducia in Gesù possa permettere di operare in noi e attraverso di noi allo Spirito Santo perchè il Regno del Cuore di Gesù possa estendersi nei cuori di tutti gli uomini.
Buon Avvento dai Due Cuori! Marana thà, Vieni presto Signore Gesù!!!

Una guarigione che genera un carisma di guarigione (dalla testimonianza di Padre Emiliano Tardif)

Nemmeno a me risultò facile credere che potessi essere guarito. Il 14 giugno 1973, durante una riunione del M.F.C a Los Prados, Santo Domingo, mentre io sostituivo il parroco, che era andato in vacanza nel suo paese natale, il Canada, sentì una difficoltà a respirare normalmente. Alle due di notte fui ricoverato al Centro Medico Nazionale, dove, successivamente, i medici scoprirono che avevo un attacco molto forte di tubercolosi polmonare. Dopo 15 giorni di cura e riposo, potei fare il viaggio verso il Quebec, Canada, dove mi ricoverai all’Ospedale Lava I, centro specializzato per i malati di tubercolosi. Gli specialisti dell’ospedale mi obbligarono innanzitutto al riposo completo per 10 giorni prima di iniziare un check up completo riguardo la mio stato di salute. L’analisi della mia saliva, che misero in incubazione con dei funghi per ottenere un risultato scientifico, diede risultato positivo, il che significa che avevo la tubercolosi. La biopsia che mi fecero al polmone sinistro indicava un tessuto granuloso e, secondo loro, un risultato comunque positivo. Infine, tutte le radiografie davano lo stesso risultato. Il primario mi disse che avevo una tubercolosi polmonare allo stato avanzato, dovuta ad un eccesso di lavoro e ad una cattiva alimentazione.

Poi mi dissero che forse dopo 6 mesi di ricovero all’ospedale, io sarei potuto tornare a casa e speravano, che forse, entro un anno, avrei potuto cominciare a lavorare di nuovo. Questa era la diagnosi medica.

Ma il Signore aveva un progetto diverso.

Quando i medici terminarono di farmi tutti gli esami diagnostici, sono venuti a trovarmi nella mia stanza di ospedale 5 tra familiari ed amici di un gruppo di preghiera carismatica del Quebec. Mi dissero: “Padre, noi siamo venuti a pregare per lei, perché Gesù la guarisca”. Come prete missionario non potevo rifiutare la preghiera.“Lei crede che Gesù può guarire?”. “Certo che sì”: risposi loro. Non potevo dire loro di no, proprio io che ero un prete, che lavorava, ormai da 17 anni, nella Repubblica Domenicana. Ma non pensavo che una semplice preghiera potesse ridarmi la salute. Io credevo che Cristo potesse guarirmi. Ma credere che Gesù possa guarirti oppure credere che Cristo ti stia guarendo sono due cose molto diverse.

Mi dissero molto convinti: “Faremo quello che Gesù dice nel Vangelo: Imporranno le mani ai malati ed essi guariranno.Senza dubbio, essi credevano fermamente che Gesù mi stava guarendo. Si avvicinarono alla sedia a dondolo dove ero seduto, mi imposero le mani e cominciarono a pregare. Non avevo mai visto niente di simile e non mi piaceva. Mi sentivo ridicolo sotto le loro mani e mi infastidiva la gente che passava e guardava in camera sporgendosi dalla porta aperta. Così ho interrotto la preghiera e ho proposto: “Se non vi dispiace possiamo chiudere la porta?”. “Sì, padre, come no!”hanno risposto. Hanno chiuso la porta, ma Gesù era già entrato.

Durante la preghiera ho sentito un forte calore ai polmoni. Pensai che fosse un altro attacco di tubercolosi e che stessi morendo. Era, invece, il calore dell’amore di Gesù che mi stava toccando e stava guarendo i miei polmoni malati. Durante la preghiera c’è stata una profezia. Il Signore mi ha detto: “Io farò di te un testimone del mio amore”. Gesù vivo stava ridando vita non solo ai miei polmoni, ma al mio sacerdozio e a tutto il mio essere.

Pochi giorni dopo, ero perfettamente sano. Dormivo, mangiavo e respiravo perfettamente. Non sentivo più alcun sintomo. I medici cominciarono poi i loro trattamenti e con loro gran sorpresa, tutti i valori erano negativi. Erano stupiti. Mi ripeterono di nuovo tutti gli esami, ma tutti i valori erano negativi. Nessun esame produceva il risultato che avrebbe dovuto produrre in una persona malata di tubercolosi.

Con molto smarrimento, si sono riuniti 7 specialisti dell’ospedale il giorno 29 agosto per farmi delle domande e comprendere lo stato della mia salute negli anni precedenti. Alla fine il primario del gruppo mi disse: “ Padre, ritorni a casa sua, lei sta molto bene. Ma questo va contro tutte le nostre teorie mediche. E’ un caso unico in tutto questo ospedale”. Io risposi sorridendo: “Anche nella mia congregazione”.

Uscii dall’ospedale il 29 agosto, perfettamente sano. Non avevo ricette, né medicine, né raccomandazioni speciali. Arrivai a casa che pesavo solamente cinquanta chili. L’ospedale che mi stava curando la tubercolosi mi stava facendo morire di fame.

Il 15 settembre ho partecipato alla prima riunione carismatica della mia vita. Non sapevo cosa fosse, però ci andai dal momento che ero stato guarito e perché le persone che avevano pregato su di me mi chiesero una testimonianza sulla mia guarigione. Chiesi al mio superiore di concedermi un anno per approfondire la conoscenza del Rinnovamento Carismatico.

Ricordo che ero a Los Angeles, insieme a mia nipote e ad un amico e stavo celebrando una messa. Dopo aver letto il Vangelo volevo commentarlo, ma successe qualcosa di davvero strano: sentì come se mi si fosse addormentata la guancia e dissi qualcosa che non ho capito. Non era francese, né inglese, né spagnolo. Quando ho finito di parlare, ho esclamato sorpreso: “Non ditemi che sto ricevendo il dono delle lingue”. “Credo che tu lo abbia già ricevuto, zio. Tu stai parlando in lingue”: disse mia nipote.

Proprio io che avevo fatto tanta ironia sul dono delle lingue, avevo ricevuto quel dono al momento in cui dovevo predicare. Così ho scoperto questo dono tanto bello del Signore."

Vogliamo proporre a ciascuno di voi un piccolo esercizio per l'anima: ogni giorno registriamo sul nostro quaderno spirituale la venuta del Signore in noi, nelle nostre famiglie, nella nostra chiesa. Impareremo così a vedere che ancora Egli guarisce e libera ancora oggi. E soprattutto che Egli viene ancora oggi...

martedì 23 novembre 2010

Non siamo soli, siamo in comunione!!!





Quando celebriamo la Messa carismatica il venerdì, lo Spirito Santo ci insegna sempre cose nuove e, allo stesso tempo, ci chiede di scommettere sempre di più tutta la nostra esistenza su Gesù. Ogni venerdì mi sembra che il cielo si apra sulla terra e mi fa un enorme effetto pensare che Egli viene sempre e fa sempre cose nuove. Il ministero di guarigione e liberazione a cui il Signore ci ha chiamati è qualcosa di veramente forte, ma anche qualcosa che rivoluziona la tua vita, la scuote...la sensazione esatta è sentire ogni volta che il terreno viene a mancarti sotto i piedi! Povertà e potenza si intrecciano il venerdì, lasciandomi sempre stupefatta, a volte impaurita. Ma ancora oggi, mi sento nel cuore un fuoco che non posso controllare che continua a dire a Gesù: "Eccomi, manda me!".
Quando condivido questa sensazione con gli altri che fanno con me questo itinerario spirituale, scopro che, quasi tutti, vivono questa dimensione forte di croce che, da un lato, costa stravolgimento di ogni tipo alla tua vita, dall'altro, ti fa toccare con mano una potenza di Dio che ti lascia a bocca aperta.
Padre Raffaele ci aveva chiesto di pregare su tutti gli operatori pastorali e sui presenti durante il ritiro parrocchiale di sabato scorso. La cosa non mi aveva fatto per niente piacere: una cosa è pregare il venerdì come gruppo, ben altra cosa è pregare ciascun operatore su ciascuna persona. Sinceramente, proprio non la vedevo realizzabile come cosa. Tuttavia, per motivi di tempo e di numero, erano troppe le persone su cui pregare e ho dovuto, molto a malincuore, accettare.
Mi sono messa a pregare e mi è venuta in mente una cosa: non possiamo avere un fratello accanto, ma un fratello che è in cielo sì! Così ho pensato di presentare al ministero di guarigione due fratelli che sono in Cielo e che sono sicura possano aiutarci in questo ministero. Uno è Padre Emiliano Tardif, l'altro è fra Umile Fidanza. Queste due persone, entrambe in cammino verso il riconoscimento ufficiale della santità da parte della chiesa universale, mi sembrano due fari nell'esperienza in questo ministero che il Signore ci affida. Essi non ci lasceranno soli, perchè nella comunione dei santi, vegliano su di noi e sono interessati a farci godere della stessa gioia che essi godono.
Dopo che abbiamo riconosciuto le meraviglie del Signore in queste due vite, ci siamo riproposti di metterci in ascolto delle loro esperienze soprattutto riguardo a ciò che comporta questo ministero. Così, come ogni anno, in avvento, quest'anno ci lasceremo accompagnare quotidianamente dalla riflessione di questi due fratelli che per noi sono stati di grande esempio in questo ministero attraverso la vita e le opere.
Vi diamo appuntamento, quindi, su questo blog da domenica fino al 24 dicembre per leggere gli insegnamenti che ci vengono da questi due testimoni. Essi ci accompagneranno alla grotta di Betlemme ad adorare la nostra Salvezza, la nostra Liberazione e la nostra Guarigione, Gesù, il Figlio di Dio.

venerdì 12 novembre 2010

Esortazioni profetiche




Ormai le attività parrocchiali sono avviate a tutti i livelli e noi, dei ministeri della danza e della guarigione e liberazione, abbiamo potuto ritagliarci finalmente una sosta per ascoltare cosa il Signore ci chiede, nello specifico del nostro servizio, per questo anno pastorale che abbiamo davanti.
Abbiamo voluto ascoltare cosa lo Spirito Santo suggerisce ad altri danzatori nel mondo e ad altre persone che esercitano il ministero di guarigione. In questo viaggio virtuale che abbiamo compiuto ci hanno colpito particolarmente due testi che voglio condividere con voi...li abbiamo leggermente modificati perchè sentivamo che in alcuni passaggi fosse necessario riferirsi a Maria, a cui abbiamo attribuito delle caratteristiche che in queste esortazioni vengono attribuite alla chiesa.
La prima è liberamente ispirata da una lettera ai danzatori scritta da Pamela Hardy (l'originale potete trovarla sul suo sito www.drpamelahardy.org).Ecco la nostra rilettura cattolica: Danzatori è tempo per noi di avanzare ad un livello superiore. E’ tempo per noi di crescere nei nostri carismi e nella nostra chiamata. E’ tempo per noi di renderci conto che non siamo ballerina e ballerina; noi siamo ministri del Vangelo di Gesù Cristo. E’tempo per noi di trascorrere il tempo in cielo per ascoltarlo. Solo allora saremo in grado di danzare le sue danze – danze che provengono dal Cielo, danze dal suo trono,danze dal suo Cuore, danze che liberano i prigionieri, consolano gli afflitti nel cuore e proclamano la libertà degli schiavi.

Danzatori, è tempo per noi di assumerci la responsabilità che abbiamo ricevuto. Non è il momento per essere inattivi. Non è tempo per farsi attirare dalle seduzioni di questo mondo. Non è il tempo di stare fuori dalle piazza. Non è il tempo di tenere segreti i peccati.

E’ tempo di avvicinarci a lui, di cercarlo con tutto il cuore. E’tempo di vedere la sua presenza, di ascoltarlo, di rialzarsi e di danzare secondo ciò che Egli ci fa sentire. Nell’utero della chiesa c’è una generazione profetica, persone che ascoltano il cielo e lo dichiarano sulla terra. Noi come danzatori dobbiamo essere la dimostrazione profetica di quello che il nostro Padre del Cielo sta dicendo e facendo. Dobbiamo essere coloro che conoscono I propositi di Dio per la nostra generazione quelli che riconoscono I tempi e le stagioni e sanno cosa fare. Noi dobbiamo essere quelli che lasciano una testimonianza alla prossima generazione.

Danzatori, questo è il tempo in cui l’elezione di Dio è su di noi. Questo è il tempo in cui Dio visita la sua gente, ci manda per realizzare i suoi progetti, ci prepara e ci organizza. Questo è il tempo in cui Dio si muove in mezzo a noi come mai prima. E’ il tempo in cui realizza la sua promessa di passare. In alcuni di noi sta piantando semi. In altri, sta mostrando la sua vision per le nostre vite. In molti, Egli realizza una CONSACRAZIONE, il suo progetto per la nostra vita.

Preghiamo per avere la forza di andare avanti, la forza di camminare verso la nostra vocazione. .

Danzatori, è tempo di un rapporto nuovo con l’unzione divina. Per quelli che si rifugiano in Lui, è tempo di nuove danze, le Sue danze. Dio sta cambiando le cose nella sua casa, ci ha scelti per i suoi progetti. Nuovi venti stanno soffiando dal Regno di Dio. Fidiamoci, riceviamoli. E’il nostro tempo.

STIAMO ATTENTI!

L'altra esortazione che abbiamo sentito molto in comunione con ciò che lo Spirito Santo ha suggerito, per questo anno pastorale, al ministero di guarigione e liberazione, è tratta (sempre molto liberamente) dal libro "Catch the fire: a call for revival" di Brenton MacArthur Barnett. Potete trovarlo e scaricarlo in inglese sul sito www.relevantbibleteaching.com

La nostra rivisitazione la riportiamo di seguito:In questo tempo, siamo stati chiamati a rinnovare la chiesa.

Il rinnovamento della chiesa nasce dal tuo incontro intimo con Gesù: stai con lui e ascolta. Prima di essere missionario, il Signore ti chiama ad essere discepolo. Non è necessario che tu capisca o teorizzi su ciò che ascolti. Dio vuole stare con te, nel segreto del tuo cuore, e darti la sua Parola. Tu, come Maria, puoi accoglierla. Lo Spirito Santo poi, ti dirà come viverla.

Sei stato chiamato a guarire non perché tu non abbia ferite, catene o lacrime, ma perché chi ti sta intorno veda come la potenza di Dio agisce nella vita di una persona uguale agli altri, nella vita di un peccatore.

Piuttosto che prendertela con i peccati del mondo e con la tiepidezza della nostra chiesa, comincia a chiedere allo Spirito Santo di trasformarti nel Volto di Gesù, perché la tua chiesa e il mondo in cui vivi siano migliori.

Da oggi in poi, non sprecare il tuo tempo a realizzare quello che tu senti di fare per Dio, ma arrenditi al progetto che Egli ha su di te… Il tuo Dio è con te non per aiutarti nei tuoi progetti, ma perché tu lo aiuti a realizzare i suoi! A Dio serve una persona umile che investa su di Lui tutta la sua anima.

Non aver paura della tua debolezza, la potenza di Gesù è più evidente se tu sei debole. Non aver paura se il tuo ministero si svolge in situazioni di debolezza, Gesù sceglie situazioni di debolezza per compiere la sua volontà. Da qui vediamo che il suo potere non solo è evidente, ma anche perfetto.

Fai attenzione: non viviamo secondo la carne solo quando ci abbandoniamo ai nostri desideri peccaminosi, ma anche quando non riusciamo a confidare, perché facciamo affidamento solo su noi stessi.

Impariamo a fare in modo che Gesù operi in noi e attraverso di noi per compiere la sua opera. Lascia che Dio, attraverso Maria, ti porti in braccio…

La Bibbia ci dice la Verità: le soluzioni dell’uomo non servono per i problemi spirituali. Anche se quelle soluzioni portano dei risultati apparenti, noi non possiamo utilizzarle per la vita spirituale di una persona, di un ministero o di una chiesa.

Per realizzare cose spirituali in modo spirituale, noi abbiamo bisogno del potere spirituale che risiede solo in Gesù! Abbiamo bisogno di Lui! Spetta a noi lasciare che Egli sia la nostra forza per portare il fuoco della fede a quelli che non l’hanno!!!

"Alza la voce, non temere, tu che rechi buone notizie!!!":lo Spirito Santo ci aiuti a seguire fino in fondo le ispirazioni che Lui ci dona...

Amen!!!