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Visualizzazione dei post da gennaio, 2012

Lo Spirito Santo ha fiducia nel Papa...e noi?

Sono seduta al pc per raccontarvi e condividere con voi altri momenti della nostra storia d'amore con Gesù, ma non riesco a trovare il modo per essere lineare. Comincio dalla Parola del Signore che è " il principio " poi lo Spirito Santo mi guiderà... Stavo meditando un conosciutissimo brano di Matteo(16,13-20):  Essendo giunto Gesù nella regione di Cesarèa di Filippo, chiese ai suoi discepoli: «La gente chi dice che sia il Figlio dell'uomo?». Risposero: «Alcuni Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Voi chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».  E Gesù: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli.  E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.  A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legher...

ecco perchè noi preghiamo per Israele

Ieri, 17 gennaio, si è aperto il grande novenario di preghiera per l'unità dei cristiani. Profeticamente la chiesa ci fa pregare, in questo primo giorno, per la prima grande divisione della chiesa di Gesù, quella nata ancora prima della resurrezione del Signore con una parte del suo popolo. Come ho raccontato ieri ad una suora, per me non c'è stato un giorno in cui ho compreso intellettualmente la necessità di questa preghiera, perchè, fin da quando ero bambina, nella mia parrocchia si viveva questa tensione amorosa. Crescendo poi, è cresciuta con me e fa parte del mio modo di vivere la fede in Gesù. Quando siamo arrivati a Ponticelli, io ho notato, invece, un atteggiamento diverso. La comunità parrocchiale ci segue in questo cammino, lo approfondisce, ma non lo vive. Manca l'amore... Per comprendere cosa voglio dire seguitemi un attimo... Provate a ritagliarvi un attimo di tempo oggi per leggere la Parola del signore nella Lettera di Paolo ai Romani dal cap.9 al ca...

Il libro della vita dell'agnello

Sono innamorata del libro dell'Apocalisse. Lo trovo meraviglioso e pieno di " cielo" . Ci siamo soffermati a meditare su un aspetto avvincente di questo libro che si ricollega a Yom Kippur,  la festa del Signore che insieme al sangue e al santuario fa parte del nostro cammino spirituale di quest'anno. Al termine della festa di Yom Kippur ci si rivolge un augurio dalla potente carica profetica: " Possa tu essere scritto nel Libro della vita". Mi fanno venire i brividi le lacrime di Giovanni, che vede questo libro nelle mani di Dio, ma nessuno può aprirlo.  E'una visione complessa e scioccante: questo libro ha in sè qualcosa di vitale per far piangere Giovanni. Ecco, però, quella splendida affermazione dell'angelo che fa fuggire ogni male: "Non piangere più ha vinto il Leone della tribù di Giuda..." (Ap. 5,1-5). Egli aprirà il libro. Se andate più avanti nella lettura, Giovanni ci illustra qualcos'altro di questo libro: chi è scritt...

un re che è Emmanuele...

Con un solo post, oggi meditiamo le ultime 2 antifone di Avvento:   O Re delle genti  e da esse desiderato ,   pietra angolare  che fai dei due uno:   vieni, e salva l’uomo che hai formato dalla terra;     O Emmanuele, re e legislatore nostro,   speranza e salvezza dei popoli:   vieni a salvarci, o Signore nostro Dio.   Fare queste riflessioni è stato davvero complesso. Ho dovuto rubare i ritagli di tempo tra i colloqui per poterle scrivere. Inoltre, il mio collegamento ad internet è tornato solo oggi...  Alla fine di tutto questo periodo, è rimasta scritta nel mio spirito una parola che, per ogni antifona, abbiamo gridato.  "Vieni"!  Pregare queste antifone con Maria ci ha fatto comprendere cosa significa desiderare che Egli venga.  Quando si desidera qualcuno o qualcosa, ogni azione assume significato in funzione di quel desiderio. I pensieri, le emozioni, i comportamenti diventano una tensione meravigl...
Questa è l’altra antifona antica che non viene più pregata nella nostra liturgia: “ O Gabriele, messaggero dei cieli, tu sei entrato da me a porte chiuse e mi hai detto quelle parole: Concepirai e partorirai un figlio e sarà chiamato Emmanuele! ”. Ho letto che, nella cultura ebraica, ha una grossa importanza spirituale la prima notte dopo il parto. E’, infatti, una notte in cui sia la madre sia il bambino sono molto vulnerabili ed è necessario che ci sia una persona che in quella notte vegli in preghiera per tenere il male lontano da loro. Anche da noi a Napoli, esiste la tradizione che qualcuno resti con la mamma e il bambino la notte dopo il parto…purtroppo, però, a causa dell’ospedalizzazione della nascita, una donna è costretta a rimanere tutta la notte per vegliare la mamma e il bambino. Noi di Ain Karim crediamo e sogniamo che i papà debbano restare quella notte a custodire la mamma e il piccolo. Scrivo sogniamo perché ci piacerebbe creare in Italia una struttura specia...