giovedì 26 dicembre 2013

E' proprio così: Gesù vuole nascere nella tua famiglia

Quando non scrivo per tanto tempo è perchè ho bisogno di creare un pò di ordine tra tutte le ispirazioni che sentiamo nei "cuori"...tuttavia questo post lo voglio scrivere per fare a tutti i nostri lettori gli auguri di Natale. mi e vi prometto di essere più chiara a mano a mano che lo Spirito Santo renderà le cose più chiare a me.
L'Avvento di quest'anno ci ha fatto poggiare lo sguardo sulla Santa Famiglia. Abbiamo pregato tanto e lo stiamo facendo ancora per la famiglia. Ci siamo chiesti continuamente cosa fare. L'unica cosa che siamo riusciti a fare è stata stare in adorazione davanti all'Eucarestia per chiedere a Gesù di compiere azioni pastorali secondo la sua volontà.
Per tutto il tempo di Natale, come aveva suggerito nel suo notiziario sr. Emmanuel di Medjugorje, abbiamo meditato su come oggi noi viviamo i 10 comandamenti. Anche durante questo tempo intenso di preghiera, abbiamo pensato che un modo per allontanarci da Dio è distruggere la famiglia.Esistono tante forme latenti, o forse non tanto più latenti, di peccato che fanno pressione contro la famiglia. Inevitabilmente, l'immagine di Dio che è padre e madre si interiorizza in famiglia. Al Centro per la Guarigione della Famiglia e della Coppia, ormai da anni, lavoriamo sulle ferite che vengono inferte alla famiglia.
Ancora il prossimo Sinodo sulla Famiglia. La lettura del "Documento preparatorio e del questionario" hanno in qualche modo confermato che quello che lo Spirito Santo ci stava facendo sentire corrisponde ad una chiamata per tutta la chiesa. La famiglia in questo tempo va messa sotto le ali del Padre perchè la custodisca, va immersa nel Sangue e l'Acqua del Cuore di Gesù perchè la guarisca, va rinnovata dal fuoco dello Spirito Santo.
Cominceremo il 29 in comunione spirituale con il nostro Francesco, unendoci in preghiera con lui per il Sinodo e dando vita da gennaio a momenti di preghiera, di meditazione e di discussione sul questionario del Sinodo.  
Ci piacerebbe sentirci uniti a voi che ci leggete, in qualche modo...chissà. Preghiamo anche per questo.
Buon Natale a tutti!

mercoledì 20 novembre 2013

I vostri nomi sono scritti nei cieli!

La nostra comunità parrocchiale sta dedicando questo mese alla comunione dell'amore di Gesù con i santi. Abbiamo cominciato il 31 ottobre con la festa dei santi, abbiamo continuato con l'apertura dell'itinerario di counseling spirituale in onore dei santi patroni di Napoli e, infine abbiamo voluto portare i santi ad Ain Karim, nel nostro itinerario cristiano di educazione alla nascita.
Come sapete i primi due eventi sono stati una meraviglia: ci teniamo a raccontarvi quindi le meraviglie anche del terzo.
L'incontro ha avuto come tema un elemento importantissimo: la scelta di un nome per il proprio figlio. Da tutti i punti di vista dare un nome ha un significato e un impatto profondo sulla persona che lo riceve, ma ciò che noi abbiamo voluto trasmettere ai genitori è che il senso cristiano del dare un nome ha un valore che supera e ingloba tutte le motivazioni umane.
Non vi voglio raccontare come abbiamo svolto l'incontro o cosa penso a riguardo, mi voglio soffermare su alcune affermazioni che ieri i genitori in attesa hanno condiviso a conclusione dell'incontro. Ci trovavamo nella Cappella dell'Adorazione, dopo il tempo di meditazione sul nome che essi avevano pensato sul proprio bambino.
Innanzitutto voglio condividere questa: è stata una condivisione fatta sia da una mamma Flavia, che da un papà Carlo. "Io ho conosciuto Gesù da grande, mio figlio lo sta conoscendo qui ora!".
Non spieghiamo mai il principio per cui facciamo Ain Karim, ma ogni volta i genitori hanno la capacità di comprenderlo. E' meraviglioso come questi genitori sviluppino la consapevolezza che Ain Karim non sia un corso preparto, ma che sia l'occasione per far incontrare Gesù al proprio figlio dal grembo materno.
Poi c'è la condivisione di Maria, una mamma che ha scelto il nome per il proprio bambino per un senso di riconoscenza verso i nonni. Maria ci ha detto: "E' una prospettiva interessante sapere che nostro figlio attraverso il nome di un santo può sentirsi collegato ad un personaggio grande, importante... Mi fa rivalutare la mia scelta." 
Lo dico per esperienza personale: il santo di cui si porta il nome anche se non lo ricordiamo mai, non lo preghiamo mai, c'è. Ha una predilezione per la persona e la segue. Ne segue il cammino accompagnandola a Gesù. Quando sono stata a S. Domenico nella stanza di Tommaso d' Aquino mi sono sentita così vicina ed onorata di portare il suo nome: ne ho percepito tutte le implicazioni sulla mia scelta di vita, sul mio lavoro, sulle mie passioni, sulla mia vita spirituale...
E infine c'è Fatima: Flavia la mamma di cui ho parlato sopra ci ha raccontato una vicenda commovente. Mi ha detto che da quando si è sposata la Madonna di Fatima la "perseguita". Insieme a suo marito Salvatore, aveva pensato che se avessero avuto una femmina si sarebbe chiamata Fatima. Qualche settimana dopo il nostro ritorno da Fatima, io avevo pubblicato la copertina del nostro quaderno parrocchiale sull'anno pastorale in corso. Titolo del quaderno è. "Ripartiamo da Fatima". Per lei è stato il segno ulteriore che non solo la sua famiglia, ma anche quel bambino dovesse essere legato a quella spiritualità...e se fosse maschio? Si chiamerà Francesco: ieri il Signore le ha fatto meditare che Francesco è uno dei protagonisti dell'apparizione lì a Fatima...
Io di solito, quando conduco un gruppo riesco a restarne fuori...ieri mi sono commossa tanto...
Spero che tutti questi piccoli di Ain Karim siano tanti apostoli degli ultimi tempi per preparare il mondo ad accogliere Gesù che viene.
Maranathà, vieni Signore Gesù!






domenica 10 novembre 2013

In 52 ad intercedere per noi...un privilegio unico!

Come vi sentireste se per la vostra città ci fossero 104 mani alzate davanti al trono di Dio?
Noi ci siamo sentiti felici, privilegiati, ma anche caricati di una nuova grande responsabilità verso la Chiesa di Gesù, verso la nostra città e verso tutto il mondo...
Mi faccio capire meglio...
In questi giorni della festa dei Santi, avevo scoperto che un'associazione aveva messo su un'iniziativa iniziativa che aveva per titolo: Un fantasma per ogni vicolo di Napoli...
Mi sono detta: io devo fare subito qualcosa. La mia città è così ricca di storia sacra che sicuramente i santi si potranno opporre a questa lugubre iniziativa...
Ed ecco che ho scoperto che Napoli è la città che ha più santi protettori in assoluto: 52! E ciascuno di essi, ha lasciato nel corso della storia della nostra città un grande insegnamento di fede ed un grande miracolo dovuto alla sua intercessione.
Ho pensato subito di utilizzare questa intuizione per l'iniziativa di counseling spirituale che abbiamo in parrocchia. L'itinerario alla scoperta di noi stessi, che facciamo attraverso il counseling, si è arricchito dell'itinerario di guarigione dell'albero genealogico del luogo in cui viviamo, attraverso il contatto con i luoghi dove lo Spirito Santo ha manifestato l'amore di Gesù in queste luminose radici della nostra città.
Vi avevo già scritto nel post precedente, che voglio utilizzare questi incontri con i nostri 52 protettori per presentare ai bambini questi santi. Essi saranno infatti i protagonisti della nostra festa dei santi 2014: la festa di tutti i santi che proteggono Napoli!
Ci siamo messi subito al lavoro...
La prima tapppa è stata S. Domenico Maggiore. Abbiamo, infatti, cominciato dai protettori meno conosciuti, perchè tutti sapevamo che Napoli è sotto la protezione della Madonna Assunta in cielo e di S. Gennaro...
Quindi, siamo partiti da S. Tommaso D'Aquino e da S. Domenico. Il segno di entrambi l'abbiamo trovato rispettivamente nella Chiesa di S. Domenico Maggiore e nella Guglia di S. Domenico che è presente nella piazza antistante la chiesa...
Per me è stato meraviglioso poter entrare in relazione con il santo di cui porto il nome e con il santo del Rosario, è stato stupendo vedere la gloria di un angolo della mia città che sapeva di cielo, ma è stato anche doloroso vedere che i nostri tesori preziosi siano tanto sconosciuti e mortificati...
Siamo solo all'inizio di questo itinerario alla scoperta della fede delle origini del nostro popolo, ma sappiamo che questi 52 fratelli che giorno e notte gridano davanti al trono dell'Agnello non si dimenticheranno di Napoli, della sua gloria, della sua fede e soprattutto delle piaghe di chi ci vive. Da parte nostra, in questa comunione d'amore non vogliamo dimenticarci dei talenti che il Signore ha messo nelle nostre mani e vogliamo chiedere allo Spirito Santo di far brillare la gloria del cielo sulla nostra terra per attirare la venuta del nostro Sposo Gesù Cristo.

Maranathà, vieni Signore Gesù!


venerdì 1 novembre 2013

Bambini contro il male: l'inizio di un'idea azzardata nella festa dei santi

A Fatima, lo Spirito Santo mi aveva ispirato di coinvolgere i bambini nell'adorazione contro il male e le sue espressioni nel mondo. Tutto lì mi faceva pensare a questo: la compagnia dei pastorelli a Gesù nascosto, la scelta della diffusione del messaggio attraverso i piccoli e questa offesa del Cuore Immacolato che Maria chiede di riparare: "gli scandali di quanti cercano pubblicamente di infondere nel cuore dei bambini l'indifferenza, il disprezzo e perfino l'odio contro questa loro Madre Immacolata".
In questi giorni in cui anche dalle nostre parti impazza il teatro degli errori della festa di Halloween, mi risuonava continuamente nel cuore e nelle orecchie questa offesa. Naturalmente, lo Spirito Santo mi spingeva: "Per i bambini, non hai ancora fatto quello che ti avevo detto". 
Devo rivelarvi che ho usato una strategia...
Temevo che se avessi detto: "Facciamo venire i bambini perchè possano fare riparazione davanti all'Eucarestia come i pastorelli, gli adulti mi avrebbero trovato obiezioni.Invece, ho chiesto a tutti di mettere su una Festa dei Santi per i nostri bambini in cui ci sarebbero stati preghiera, gioco, e cibo. Ho chiesto di guidare io la preghiera per un tempo di adorazione davanti a Gesù...
Quando sono arrivati i bambini, attraverso un cartone animato e una breve spiegazione su come vivere l'adorazione, ho svelato il segreto a circa 150 bambini effervescenti di ogni età: dai neonati, anzi c'erano mamme in attesa, quindi dal grembo materno, agli adolescenti...
I bambini sono stati non solo entusiasti, ma anche partecipativi: quando Gesù è stato esposto, sono usciti dai banchi, si sono prostrati e come ha insegnato l'angelo a Fatima hanno consolato Gesù da tutte le cose brutte che in questa festa sarebbero potute accadere...
E' stato commovente, soprattutto sentire i genitori dire: "E' stato bello vedere i bambini adorare Gesù così"...
Devo condividere con voi anche un'altra cosa, anzi due: la prima è che non ci saremmo mai aspettati una risposta così. Avevo fatto preparare 100 lettere del testamento spirituale di Gerardo Maiella, perchè sono uno splendido invito alla santità da parte del protettore dei bambini. Non siamo riusciti a distribuirle a tutti perchè i bimbi erano molto di più di 100! E, come ho postato su facebook, da quando frequento a Ponticelli, non mi era mai capitata una risposta così. C'erano bambini da tutta la zona, lo so perchè alcune mamme mi hanno contattata attraverso i social network per chiedermi se potevano venire coi bimbi. E' stato bello sentire gli animatori dell'oratorio che mi dicevano: "Ci siamo uccisi, eravamo pochi". E' stata una pesca miracolosa!!!
La seconda è che realtà diverse della nostra parrocchia hanno lavorato per un unico obiettivo. Non succede spesso, infatti io sto sempre a lamentarmi che ognuno partecipa alle cose sue...
Questa volta no, perchè la santità e la lotta contro il male sono una cosa di tutti...
Questo è solo l'inizio...già durante la festa con i giovani e le mamme ci sono venute tante idee per l'anno prossimo. Non ve le anticipiamo, ma cominciamo già a lavorare sui due binari che vi ho detto: 1) coinvolgere i bambini nella lotta contro il male attraverso l'adorazione eucaristica di riparazione; 2) lavorare intensamente per la comunione dei santi...
Ho visto con i miei occhi che tre bambini stando davanti a Gesù hanno fatto molto per il mondo, spero che anche i nostri 150 possano fare altrettanto. Chiudo questo post con la frase del mio grande amico santo Gerardo Maiella che abbiamo regalato ai piccoli ieri sera: "Non abbiate paura di farvi santi!"
Maranatha, vieni Signore!


lunedì 16 settembre 2013

La Regina ci ha mandato gli angeli !!!

Per cominciare a scrivere questo post, vi devo raccontare un'esperienza che quest'estate è capitata alla nostra piccola fraternità:
Padre Raffaele, negli ultimi giorni di agosto, proponeva di andare a Monte Sant'Angelo in Puglia. Sinceramente, avevo qualche pregiudizio su questo posto, perchè ero a conoscenza delle folle di pellegrini che visitavano il Santuario e i circuiti di pellegrinaggio mi distraggono molto. Tuttavia, mio malgrado, ci siamo andati lo stesso.
Naturalmente, non ci siamo soffermati troppo nella grotta, a causa della folla di pellegrini, ma S. Michele ha cominciato a parlarmi con dei segni:

  1. nella grotta c'è una cappella dell'Adorazione. C'erano due statue accanto all'ostensorio: Giovanni Paolo II e Faustina Kowalska. Faustina per me è un indicatore di strada, la garanzia sicura che il Signore mi sta parlando della mia missione, quindi mi sono già predisposta ad accogliere i doni che arrivavano. 
  2. accanto al Santuario ho trovato un particolarissimo Battistero a spirale...anche questo mi ha parlato nella mia lingua, infatti, chi ci legge, sa del nostro desiderio di realizzare una mikvah in cui ci si può bagnare e fare un percorso di riconciliazione e di riscoperta battesimale...
Non è finita.

Avevo un grandissimo desiderio di andare a visitare la grotta di S. Michele ad Olevano sul Tusciano. Mi incuriosisce la presenza dei 9 monasteri e della grande acquasantiera dove i pellegrini si immergevano per guarire ed essere liberati. Somiglia tanto al percorso che ho in mente. Tuttavia, avevo quasi perso le speranze, perchè, per tutta l'estate, da Olevano non ci avevano chiamati...ma il 12 settembre arriva da Olevano il permessso. Agli inizi di ottobre potrò andare lì accompagnata dalla protezione civile a visitare la grotta!!!

E ancora:

Chi mi conosce sa che sono refrattaria alla routine, odio fare sempre le stesse cose. Quest'anno volevo eliminare la danza durante la festa dei Tabernacoli che facciamo in parrocchia. Non avevo la voglia, nè ho chiesto allo Spirito Santo di ispirarmi.
Un pomeriggio, ero sul mio letto e mi è passata davanti agli occhi una danza con la spada che avevo visto fare da una danzatrice. Era stupenda! Continuava a ricordarmi S. Michele...
Ho detto: "S. Michele se tu vuoi la danza, donamela; ma accanto alla danza mi devi donare le spade, perchè io in cassa ho 60 euro e ne devo comprare 7..."
Ho fatto qualche indagine e mi sono messa in attesa. Il 12 settembre, dopo l'adorazione, mi chiama Luigi, un nostro amico, a cui avevo chiesto il favore di chiedere per le spade. Luigi mi dice che la cosa si può fare...e che non mi devo preoccupare dei costi, perchè ci costeranno molto meno di 60 euro...

Ho pensato: "Eccola lì, la Regina degli Angeli, nel suo giorno, ci ha fatto i regali che ci servivano, silenziosamente. Come è suo solito...

P. Raff. ha studiato che S. Michele è l'angelo degli ultimi tempi: avevamo pensato di mettere già da tempo una piastrella di S. Giuseppe e una di S. Michele davanti al Centro. A questo aggiungiamo che il 29 settembre ci consacreremo a S. Michele per gli ultimi tempi. Tutti insieme. 
Se volete, unitevi a noi...!

domenica 18 agosto 2013

anche Francesco ha proposte da Fatima!!!

Chi ha letto il post precedente sa il terremoto spirituale che a Fatima è avvenuto per me. Non so spiegarlo, ma mi sentivo come se una rivoluzione copernicana della fede stesse per avvenire in parrocchia...
Ogni giorno i temi di Fatima mi risuonano, in particolare le parole del parroco della parrocchia del Rosario, la parrocchia dei bambini: "Il messaggio di Fatima è un messaggio profondamente eucaristico". 

In questi giorni di relativo riposo per le ferie mi sono messa, anche spinta dal video di cui parlo nel post precedente, a cercare cosa avessero da dire i miracoli eucaristici riguardo a questo...
I miracoli eucaristici mi portano a Maria e Maria all'Eucarestia: sto visitando i miracoli eucaristici qui in Italia e, in particolare nella mia Campania e faccio approfondimenti. In questi approfondimenti, scopro due persone che mi guidano: il piccolo Carlo Acutis e Alexandrina da Costa. Se guardate bene, oltre ad essere morti uno il 12, l'altra il 13 ottobre (il giorno del grande segno a Fatima), essi vivono l'Eucarestia e Maria in modo speciale...
In questi itinerari, ho scoperto ciò che Carlo mette benissimo in evidenza nella sua mostra sui miracoli eucaristici: dietro il mistero dell'Eucarestia non c'è una grazia sola, ma tante grazie che neppure immaginiamo. Ciò che l'eucarestia è, non ci limita a far stare Gesù con noi, ma guarisce, salva, libera, crea legami fisici con il cielo, fa vivere chi non potrebbe vivere. Tutta la potenza di Gesù Risorto è là in quel pane e vino consacrati e quella potenza coinvolge e sconvolge cielo e terra. Rimando alla mostra di Carlo per tutti gli approfondimenti, perchè voglio parlarvi di Alexandrina.
Alexandrina è, un pò come Marthe ed Anna Katharina, segno della strordinaria potenza dell'Eucarestia, ma ciò che mi ha colpito di lei è stato questo invito che Gesù le rivolge : «Ti dirò Io come verrà fatta la Consacrazione del Mondo alla Mamma degli uomini e Madre Mia Santissima. La amo molto! Avverrà a Roma, dal Santo Padre consacrato a Lei il mondo intero, e dopo da tutti i sacerdoti in tutte le chiese del mondo, col titolo di regina del Cielo e della terra, Signora della Vittoria. Se il mondo corrotto si converte e cambia rotta, Lei regnerà e la vittoria sarà Sua.»
E' vero che Papa Pio XII ha ascoltato l'invito di Alexandrina, ma oggi, dopo l'annuncio che il Santuario di Fatima ha fatto al mondo, mi sembra che questo invito sia stato accolto anche da Papa Francesco. 
Non vi racconto la mia commozione quando ho saputo che, nell'anno pastorale in cui noi abbiamo scelto di guardare di nuovo agli inviti di Fatima, tutto il mondo dovrà farlo grazie alla consacrazione di ottobre. 
E chiudo elevando il mio canto di lode allo Spirito Santo, che prepara il mondo al trionfo del Cuore Immacolato di Maria e alla salvezza degli uomini. 
Grazie Spirito Santo, perchè anche noi a Fatima abbiamo potuto sentire che Tu vuoi che tutti guardino al messaggio di Vittoria che Maria ci ha portato a Fatima! Grazie Spirito Santo, perchè ci coinvolgi in prima persona nell'apostolato per questo Trionfo! Grazie Spirito Santo per l'Eucarestia che ogni giorno prepara il mondo alla Vittoria del Cuore Immacolato e al Regno del Cuore di Gesù!

domenica 21 luglio 2013

al di là delle mie forze e...della mia fede: le nuove proposte da Fatima

La settimana a Fatima è stata per me un momento di lotta interiore profonda, perchè io ero andata lì per riposare, Dio, invece, aveva completamente altri progetti. Nuove spinte, come ho scritto sopra al di là delle mie forze e della mia fede, mi giungevano al cuore. Ho provato a ripetere come Pietro: "Signore, abbiamo lavorato tutta la notte...", ma è impossibile fermare Dio.
Per cui siamo tornati a casa con una serie di ulteriori canti nuovi da cantare...
Li riassumo così:

  1. L'eucarestia, il cuore di Gesù: il parroco di Fatima ci ha aiutato a leggere tra le righe del messaggio di Fatima, in particolare, come lo hanno vissuto i pastorelli. Una sua frase mi è rimasta impressa: "In realtà, il messaggio di Fatima è un messaggio eucaristico". Se ci riflettiamo profondamente è proprio così: fin dall'inizio della apparizioni l'angelo facilita i bambini perchè sviluppino una relazione intima con Gesù Eucarestia. Ciascuno con la sua particolarità realizza la sua vocazione proprio in virtù di questo profondo amore verso "Gesù nascosto". Molti notiziari cattolici, in questo periodo, hanno raccontato del miracolo eucaristico di Buenos Aires. Noi abbiamo trovato il video in cui il dr. Ricardo Castanon descrive nel dettaglio le analisi fatte sull'ostia sanguinante...  Queste ricerche ci hanno ricordato "gli oltraggi, i sacrilegi e le indifferenze con cui Gesù è offeso". Lo stimolo che i bambini di Fatima ci hanno dato è: consolare Gesù nascosto. Sia nella liturgia eucaristica che nell'adorazione questo ci chiama a gettare ancora le reti e a cambiare rotta. Il dr. Castanon finisce la sua relazione dicendo parliamo troppo di eucarestia, è necessario mettersi in ginocchio e tornare alla sorgente della misericordia, perchè il mondo abbia pace, citando Faustina Kowalska. Noi stiamo troppo poco e troppo superficialmente davanti a Gesù nascosto...
  2. Il sabato nel cuore di Maria: "Gesu’ vuole servirsi di te per farmi conoscere e amare. Egli vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato”. Queste sono le parole che Maria affida alla piccola Lucia il 13 giugno 1917. Poi successivamente, in altre apparizioni, Maria chiede che le sia dedicato in particolare il primo sabato, attraverso la comunione riparatrice nei primi 5 sabati.  Accanto a Lucia, altre rivelazioni come quella della Fiamma del Cuore Immacolato di Maria concessa ad Elisabeth Szanto, mostrano come Maria associ al sabato delle grazie particolari legate al suo Cuore, che affondano i segni e la spiritualità nella liturgia ebraica del sabato. Anche questo stimolo ci spinge sempre di più in due direzioni: la prima è scoprire le radici ebraiche del sabato dedicato a Maria; la seconda è vivere, arricchiti da questa spiritualità il sabato, in particolare il primo sabato del mese.
  3. I giovani, i prediletti dai Due Cuori: i bambini e i giovani sono i prediletti da Dio, ma non per stare lì in bella mostra o per essere gli "utenti" della nostre iniziative pastorali. Gesù e Maria scelgono i giovani per evangelizzare! Papa Francesco ha fatto loro da eco fin dall'inizio del suo pontificato.  Nell'omelia della domenica delle Palme ci ha detto: I giovani devono dire al mondo: è buono seguire Gesù; è buono andare con Gesù; è buono il messaggio di Gesù; è buono uscire da se stessi, alle periferie del mondo e dell’esistenza per portare Gesù!" . A Fatima, i bambini diventano intercessori per il mondo. A me personalmente, questa è la richiesta che costa di più. Sento che è necessario fare troppi sforzi, perchè è diffusa ormai anche nella chiesa, una strategia educativa troppo banalizzante dove, a mio avviso, la spiritualità non c'è. Ma chi può fermare il Signore? Giovedì abbiamo provato a mostrare il video di cui ho scritto sopra ai giovani. E' stato entusiasmante, perchè a quel video è seguito un tempo di fraternità e l'adorazione in cui i ragazzi hanno pregato gli uni sugli altri. Durante la cena, uno degli animatori, mi dice: "Tomma, noi abbiamo deciso di vederci ogni giovedì per fare momenti simili". E così ora ci siamo dentro...pregate per noi!





domenica 7 luglio 2013

...abbracci e nodi...

Domani, se Dio vuole, partiremo per Fatima, ma prima di andare in ritiro, voglio condividere con voi qualche riflessione che può tenerci uniti nella comunione della Chiesa.
Da ieri, abbiamo scelto di cominciare l'ormai famosissima "Novena a Maria che scioglie i nodi" unita alla preghiera di riparazione sull'Eucarestia che l'angelo ha insegnato ai piccoli pastorelli.
La riflessione sui "nodi" della mia vita, mi ha fatto pensare alla stretta soffocante che essi esercitano sul mio cuore.
Quando Lucia, a Pontevedra vede il Cuore di Maria circondato da spine, afferma: "Mi sembrava che scoppiasse". Penso che i nodi che stringono il cuore di ciascuno di noi producano lo stesso effetto.
Un evento,però,stasera, mi ha fatto venire in mente quella consolazione fatta di comunione riparatrice e di compagnia che noi possiamo fare al Cuore di Maria. Mi esprimo più chiaramente: Gesù chiede a Lucia di riparare le offese contro il Cuore Immacolato attraverso la comunione riparatrice, la confessione, il rosario e un quarto d'ora di compagnia alla Madonna. 
Noi non abbiamo il potere di eliminare le spine dal Cuore della Madre o i nodi dal nostro, ma questi elementi ci fanno pensare a due cose:

  1. che dobbiamo rivolgerci a Dio quando sembra che la situazione precipiti, scoppi, imploda.
  2. che dobbiamo imparare a "tenere compagnia"a Maria, ma anche a chi ha il cuore stretto in una morsa.
Ritorno all'evento accaduto stasera. Ogni volta che parto per il ritiro, non so perchè, entro in una fase piuttosto angosciosa e misantropa. Praticamente, non riesco a stare con nessuno e tutte le mie paure soprattutto quelle più profonde emergono facendomi sentire completamente in balia dell'angoscia. 
Oggi alcuni ragazzi della parrocchia sono venuti a salutarmi. Il loro abbraccio era così vero, era così sentito,
che mi ha fatto sentire completamente tranquilla, rilassata e, mi ha fatto dimenticare, tutte le angosce che mi avvolgevano. Nessuno di loro era lì per consolarmi. Erano solo lì per me, per salutarmi. 
Penso che questo sia utile: stare in compagnia del Cuore di Maria e dei cuori dei nostri fratelli. Stare semplicemente lì e, probabilmente, da quel canale poi passeranno l'olio e il vino della Grazia.
Pregate per noi! 
Porteremo con noi anche gli amici del blog e li mettermo nel Cuore di Gesù e di Maria...

martedì 21 maggio 2013

Il fine settimana santo nei Due Cuori: riparare, santificare, risorgere

Da quando mi è stato affidato il compito di coordinare la preghiera carismatica in parrocchia, ho lottato perchè il giorno della preghiera fosse il venerdì. Volevo, in questo giorno, sentire su di noi l'ultimo respiro di Gesù e la grazia del Sangue e dell'Acqua.Ormai, sono circa sette anni, che la preghiera carismatica si svolge di venerdì, ma il Cuore Misericordioso di Gesù non ha smesso di regalarci tesori. Tante sono le grazie che sperimento tra la battaglie del venerdì, ma penso che il Signore ci stia dando un programma di conversione del nostro cuore attraverso la santificazione della settimana. 
C'è una frase  di Gesù che mi risuona in questo momento molto forte nel cuore: "ogni scriba divenuto discepolo del regno dei cieli è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche" (Mt. 13,52).
Dal Cuore Misericordioso è venuta la richiesta di dedicare il sabato a Maria: nella parrocchia dove abito, tutti i venerdì, la Comunità delle Beatitudini pregava il rito di accoglienza del Sabato, lo Shabbat. Questo rito mi piace tanto, ma mi sembrava una preghiera che noi facevamo per sentirci in comunione con il popolo d'Israele.Quando, per tutto quest'anno, ho approfondito in maniera parallela la richiesta di Lucia di Fatima di dedicare il sabato a Maria e lo shabbat ebraico, ho compreso che il Signore stava tirando fuori dal Tesoro del Suo Cuore questa cosa, per me, antica e nuova.
Gesù, nel Venerdì Santo, apre il suo Cuore e va a riposarsi nella terra, proprio come il Padre ha fatto dopo aver creato il mondo. Quando, come dice Giovanni, "era notte", nel Cenacolo, come racconta la tradizione e come ci racconta la nostra cara Anna Katharina, Maria accende le luci del sabato. Quella luce, che ha brillato nelle tenebre, quando termina il giorno di sabato,attira il Risorto, lo Sposo che si mostra ai suoi vivo.
Credo che alla fine della storia, durante la grande tribolazione, sarà questa luce, quella del Cuore di Maria ad attirare lo Sposo, perchè la sua Sposa, la chiesa risorga diventando come lo Sposo...
Ecco, perchè questa liturgia così antica e così nuova del Sabato mi ha attirato: questo è il motivo per cui noi preghiamo secondo il rito antico di Shabbat e lo associamo alla riparazione delle offese al Cuore Immacolato. E' per la riparazione della Sposa- Chiesa, per la sua santificazione e per la sua resurrezione. 
Le apparizioni e la spiritualità dei "Due Cuori" che la chiesa ha ricevuto in questo nostro tempo, secondo me, sono la preparazione della Sposa che il Cuore Misericordioso di Gesù e il Cuore Immacolato di Maria intendono fare.
Se meditiamo attentamente su questa spiritualità del Cuore comprendiamo che essa rappresenta, per usare le parole dell'Angelo della Pace, il disegno di misericordia di Dio per la chiesa di questo nostro tempo. Inoltre, la richiesta di dedicare rispettivamente il Venerdì al Cuore di Gesù e il Sabato al Cuore di Maria non provengono da una riflessione umana, dagli scritti di un santo, ma dalla richiesta stessa di Gesù e Maria. Essi, in numerosissime apparizioni, chiedono e ispirano questa santificazione. Al di la di questo, c'è la Parola di Dio che non cambia: il Signore ordina di osservare il Sabato.
Nei giorni 7 e 8 giugno, ci sarà il nostro onomastico: la festa del Cuore di Gesù e del Cuore di Maria. Da questo giorno cominceremo ad apportare modifiche al fine settimana santo per far comprendere sempre di più a tutti il ruolo chiave di questa richiesta del Cielo affinchè lo Sposo venga presto. Vi aspettiamo...
Maranathà, vieni Signore!













lunedì 6 maggio 2013

preghiera per Israele

intervista a padre raffaele
Ci tengo tanto a condividere con voi che leggete il nostro blog questa bella intervista a Padre Raffaele sul ministero di preghiera per il popolo di Israele affinchè Gesù venga...

giovedì 2 maggio 2013

Da Fatima un canto nuovo

Tutti ormai conoscete la notizia che annuncia la consacrazione del pontificato di Papa Francesco a Nostra Signora di Fatima. Questa notizia così splendida mi ha fatto rimeditare non solo il messaggio, ma tutti gli interventi del beato Giovanni Paolo II e di papa Benedetto XVI riguardo a Fatima. Io credo che lo Spirito Santo abbia aperto a Fatima la "sua"Era che con tanto fervore i santi dei nostri tempi hanno invocato.
Non mi piace l'apocalittica sul messaggio di Fatima che i media tendono a creare, perchè, a mio parere ne occulta i significati spirituali ed operativi. Questi ultimi, invece, sono da considerare attentamente oggi.
Noi lo faremo così, e, come sempre, vi condividiamo la proposta che lo Spirito Santo ci fa:
l'angelo della pace e Nostra Signora hanno insegnato delle cose precise ai bambini. Proprio quelle cose sono il modo di entrare in quella luce che è Dio e che come diceva il piccolo Francesco arde senza bruciare...
La prima è la preghiera:
A Fatima, l'angelo insegna ai bambini come si prega. I bambini imparano alla sua scuola una preghiera totale che coinvolge spirito, mente e corpo. Quando ascolto questo racconto io lodo il Signore, perchè da questi bambini si eleva una preghiera sacerdotale, che ci fa popolo di sacerdoti come il Signore ci ha promesso.
La seconda è la riparazione:
la festa biblica di Yom Kippur mi ha fatto comprendere profondamente cosa sia la riparazione. Provo a dirvelo: è un rispecchiare la misericordia che si riceve da Dio. Questo ci fa dei riparatori:  Noi come membri del popolo santo invochiamo la misericordia su tutti diventando noi stessi misericordiosi con tutti...Maria ci ha donato il sabato, il primo sabato, in particolare, per imparare ad accendere le luci della riparazione dal suo Cuore.
La terza sono i "due Cuori": il beato Giovanni Paolo II mi ha istruito su come la consacrazione al Cuore Immacolato che Maria chiede a Fatima diventa una porta per accedere nel Cuore di Gesù (vedi Omelia per la beatificazione dei pastorelli). E' riduttivo dire che a Fatima, Maria ci chiede la consacrazione al suo Cuore. Maria a Fatima ci fa entrare dal suo cuore nel Cuore di Gesù. In realtà, i cuori che consentono questa rinascita nel Cuore di Gesù sono due: quello di Maria e quello di Giuseppe, ma lo Spirito Santo mi ha fatto sentire che il loro cuore è uno solo, quindi non è sbagliato parlare di Due Cuori anche se le persone sono tre...

Allora che cosa faremo nello specifico?
Pregheremo e mediteremo una doppia novena al Cuore Immacolato di Maria e allo Spirito Santo che comincerà il 4 maggio e terminerà il 18. E' il tempo che ingloba la novena a Nostra Signora e allo Spirito Santo.
Durante questo tempo, oltre a pregare in maniera fissa una corona del Rosario e il canto in lingue, pregheremo le preghiere insegnate dall'Angelo e da Maria e da Gesù ai bambini di Fatima e a Lucia.
Ogni giorno chiederemo allo Spirito Santo di illuminarci su una frase di queste preghiere cercando il suo legame con l'intero messaggio di Fatima e con la nostra vita di chiesa oggi.
Noi teniamo moltissimo al corpo nella preghiera, perchè, come ho scritto prima, proprio a Fatima l'angelo non insegna formule, ma ci fa "vedere come adora Dio". Quel suo "pregate così", secondo me, è un invito ad imitarlo proprio come hanno fatto i piccoli pastorelli. Quindi ogni volta che si recitano le preghiere dell'Angelo noi vi invitiamo a prostrarvi come ha fatto lui...
Per facilitare l'unione di preghiera vi proponiamo qui di seguito le preghiere:
(Lucia dice parlando dell'angelo..."inginocchiandosi per terra, piegò la testa fino a toccare il suolo e ci fece ripetere tre volte queste parole"): Dio mio, io credo, adoro, spero e ti amo. Io ti domando perdono per coloro che non credono, non adorano,  non sperano, non ti amano. 
(...sempre Lucia riferendosi all'angelo..."prostrandosi di nuovo a terra, ripetè con noi altre tre volte"):Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, io ti adoro profondamente e ti offro il preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli del mondo, in riparazione degli oltraggi, dei sacrilegi, delle indifferenze da cui Egli medesimo è offeso. Per i meriti infiniti del suo Sacro Cuore e del Cuore Immacolato di Maria io ti domando la conversione dei poveri peccatori.

(...per un impulso intimo cademmo in ginocchio e ripetevamo intimamente): "Santissima Trinità, io ti adoro. Mio Dio, io ti amo nel Santissimo Sacramento".
(Dite molte volte, specialmente ogni volta che fate qualche sacrificio): O Gesù è per amor tuo, per la conversione dei peccatori e in riparazione dei peccati commessi contro il cuore immacolato  di  Maria"!
(Maria a Sr. Lucia...Quando reciterete il Rosario, do­po ogni decina dite: Gesù mio, perdona le nostre colpe; preservaci dal fuoco dell'inferno; porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua misericordia!"

(Gesù a Lucia: 'Tu Mi consoli molto domandandomi la conversione di queste povere nazioni. Domandala anche a Mia Madre dicendole sovente: Dolce Cuore di Maria siate la salvezza della Russia, della Spagna e del Portogallo, dell'Europa e del mondo intero.
E altre volte Gesù: Per la Vostra concezione pura ed immacolata, o Maria, ottenetemi la conversione della Russia, della Spagna, del Portogallo, dell'Europa e del mondo intero.
Sono sicura che cose meravigliose accadranno a noi e al mondo con questa doppia novena. 
Maria e lo Spirito Santo stanno preparando la vittoria delle nozze dell'Agnello. Unisciti a noi, perchè la sposa sia stupenda!
Maranathà, vieni Signore!




domenica 31 marzo 2013

Adesso sì che possiamo parlare della Messa!

Per condividere con voi l'ultimo elemento che Anna Katharina ha usato con noi per avvicinarci a Gesù durante questa quaresima ho voluto aspettare questo giorno santo e nuovo.
La Pasqua è la conclusione del rito terreno di Grande Espiazione che Gesù e il Padre hanno ideato per santificarci. Ora abbiamo la Via al Cielo, possiamo entrare nel Santo dei Santi ed essere adornati delle preziosità dello Sposo.
Ecco perchè oggi guardiamo alla Messa. In questi giorni, i santi, in maniera speciale ci hanno parlato di questo evento eccezionale, con loro lo ha fatto Papa Francesco e, ormai dall'inizio dell'anno, in parrocchia stiamo approfondendo la riforma liturgica avvenuta durante il Concilio Vaticano II attraverso gli scritti di Papa Benedetto.
Credo di aver capito una cosa da tutte queste spiegazioni: la Messa è un mistero. E' necessario che lo Spirito Santo ci riveli il senso sacro delle azioni, dei gesti, dei paramenti per poter entrare in questo mistero. Senza la rivelazione del senso, i significati ci sembrano vuoti e opinabili. 
La mia Anna Katharina, nella descrizione dell'ultima Messa della Madonna, racconta:" Quando gli Apostoli volevano celebrare il rito religioso, questo tavolo veniva trasportato alla destra del focolare ed appoggiato al muro; allorché la cerimonia era conclusa, il tavolo veniva riposto al suo posto d'origine. Dinanzi all'altare vi era un piedistallo ricoperto su cui stavano i rotoli dei Sacri Scritti. I lumi ardevano al di sopra dell'altare sul quale si trovava un vaso a forma di croce, fatto di
materia brillante, simile alla madreperla: era largo appena un palmo di larghezza e di
lunghezza, conteneva cinque scatole chiuse da coperchi d'argento. La scatola centrale
racchiudeva il Santissimo Sacramento; le altre contenevano crisma, olio, sale ed altri
oggetti benedetti...quando essi offrivano il sacrificio della nuova Alleanza, avevano sempre con loro le Ossa di profeti o di martiri.Infatti questa santa tradizione era legata a quella degli antichi Patriarchi che, quando offrivano sacrifici, portavano con loro le ossa di Adamo o di qualche altro antenato sul quale era scesa la Promessa. Il Salvatore, durante l'ultima Cena, aveva insegnato agli
Apostoli a fare così".
A questo voglio aggiungere una piccola parte dell'omelia che Papa Francesco ha rivolto ai sacerdoti durante la sua prima Messa crismale dopo l'elezione: Le vesti sacre del Sommo Sacerdote sono ricche di simbolismi; uno di essi è quello dei nomi dei figli di Israele impressi sopra le pietre di onice che adornavano le spalle dell’efod dal quale proviene la nostra attuale casula: sei sopra la pietra della spalla destra e sei sopra quella della spalla sinistra (cfr Es 28, 6-14). Anche nel pettorale erano incisi i nomi delle dodici tribù d’Israele (cfr Es 28,21). Ciò significa che il sacerdote celebra caricandosi sulle spalle il popolo a lui affidato e portando i suoi nomi incisi nel cuore. Quando ci rivestiamo con la nostra umile casula può farci bene sentire sopra le spalle e nel cuore il peso e il volto del nostro popolo fedele, dei nostri santi e dei nostri martiri, che in questo tempo sono tanti!Dalla bellezza di quanto è liturgico, che non è semplice ornamento e gusto per i drappi, bensì presenza della gloria del nostro Dio che risplende nel suo popolo vivo e confortato, passiamo adesso a guardare all’azione. L’olio prezioso che unge il capo di Aronne non si limita a profumare la sua persona, ma si sparge e raggiunge “le periferie”. Il Signore lo dirà chiaramente: la sua unzione è per i poveri, per i prigionieri, per i malati e per quelli che sono tristi e soli. L’unzione, cari fratelli, non è per profumare noi stessi e tanto meno perché la conserviamo in un’ampolla, perché l’olio diventerebbe rancido … e il cuore amaro.Il buon sacerdote si riconosce da come viene unto il suo popolo; questa è una prova chiara. Quando la nostra gente viene unta con olio di gioia lo si nota: per esempio, quando esce dalla Messa con il volto di chi ha ricevuto una buona notizia.
Io credo che se durante la Messa cominciassimo ad aprire il cuore alla potenza dello Spirito Santo e alla voce dei suoi santi potremmo sperimentare che, ogni giorno, si realizza per noi un miracolo misterioso che ci fa rivivere tutto Gesù, dall'Incarnazione al dono dello Spirito Santo, ci porta nella casa del Padre e ci consente di vedere Dio, perchè noi saremo come Egli è...
Che possiate vivere con questi occhi speciali dei santi le Messe sante a cui in questi giorni di vittoria e di novità partecipiamo!
Auguri!

giovedì 7 marzo 2013

Seguire il Crocifisso con Anna Katharina



Il post che oggi voglio condividere con voi mi viene dettato dal lavoro di scelta di brani sulla Passione e Morte di Gesù che sto facendo per la Via Crucis di venerdì 15 marzo. Quel giorno, infatti, abbiamo stabilito di pregare una "via Crucis"diversa dalle solite. Non andremo nelle zone, ma staremo nel campetto della nostra parrocchia e, inoltre, useremo le meditazioni di Anna Katharina Emmerick. Immergendomi nella meditazione delle visioni di Anna Katharina, comprendo quanto sia concreta la salvezza da parte del Signore che comincia proprio con la Passione.
Quando ho letto il libro di p. F.X. Durwell sulla resurrezione, mi ha colpito molto lo spazio dato al concetto di espiazione e i richiami a Yom Kippur. Leggendo Anna Katharina, ho compreso che quei legami Gesù li ha vissuti, perchè Anna Katharina ne parla dettagliatamente ed è chiaro che, nel tempo in cui è vissuta la sua conoscenza di Yom Kippur per una cattolica non poteva essere la stessa della nostra.

Vi descrivo alcuni elementi che mi hanno fatto notare questo aspetto:



  • la scelta del legno della croce: "Gli operai non riuscivano a terminarla; dovevano continuamente portare dell'altro legno,perché il tale e tal altro pezzo non serviva o si fendeva. Questo capitò affinché le diverse qualità di legno fossero combinate nel modo in cui Iddio voleva. Tra l'altro vidi che gli Angeli spingevano gli operai a ricominciare sempre di nuovo finché si compisse quanto era stato prestabilito". Se la sera della Passione, la festa di Pesach è stata la chiave di lettura dei gesti di Gesù, ora emerge profeticamente la festa di Yom Kippur e la meticolosa preparazione del rito per la grande espiazione. Perfino il legno della croce, viene strettamente stabilito da Dio. Dal gesto che vedremo dopo, possiamo paragonare la croce all'altare su cui l'agnello per Adonai veniva sgozzato per l'offerta e quello su cui il capro per Azazel riceve i peccati di tutti. 

  • l'inchino e il bacio alla croce di Gesù:"Nel momento in cui i carnefici condussero Gesù al centro del foro, parecchi schiavi entrarono dalla porta occidentale portando il legno della croce. Avvicinandosi ai Signore, essi lo gettarono ai suoi piedi con gran fracasso.Il Signore s'inginocchiò accanto alla sua croce e l'abbracciò tre volte. Contemporaneamente lo udii supplicare il Padre suo per la redenzione del genere umano. Infine il Salvatore baciò la croce, divenuta altare del suo cruento sacrificio". Quando il Sommo sacerdote offriva il capro per Azazel, il capro su cui erano trasferiti tutti i peccati, lo metteva sull'altare e lì pregava. In questo gesto Gesù è il Sommo Sacerdote che si avvicina all'altare, ma è anche il capro per l'espiazione(veramente è entrambi i capri!). Egli sale sull'altare che è la croce. Nella festa di Yom Kippur c'è una grande sacralità, ma al tempo del tempio, secondo quanto ho potuto conoscere dalle mie letture, ci doveva anche essere un clima grave ed impressionante. Ed è proprio questa la sensazione che suscita la lettura di questo brano dalle visioni di Anna Katharina. 
  • "L'agnello di Dio": "Appena la Croce fu piantata in mezzo alla terra, perfino molti cuori pietrificati si commossero e tacquero, ricordando le parole del Battista: "Guardate l'Agnello di Dio che ha preso sopra di sé tutti i peccati del mondo!". Quando la Croce fu infissa nella buca, i piedi adorabili di Cristo vennero a trovarsi ad altezza d'uomo per cui gli amici poterono baciarli ed abbracciarli. Quando la Croce venne rizzata, stando alla posizione del 
  • sole potevano essere le dodici e un quarto. Dal tempio si udì un suono di tromba: 
  • l'Agnello Pasquale era stato sacrificato. 
  • Mentre il sangue scorre dalla croce, così come il sangue viene versato sugli altari del tempio a Yom Kippur, la tromba suona . Questo suono di tromba è abbastanza inusuale, perchè non è a Pesach, ma a Yom Kippur che la tromba viene suonata.Tuttavia, a questo suono, a cui sono collegate molte profezie sull'epifania del Messia, gli occhi di molti si aprono e possono vedere quello che Giovanni Battista aveva profetizzato sul Giordano. Io credo che, meditando le visioni di Anna Katharina, gli occhi di chiunque si possano aprire sul grande mistero di espiazione per il mondo intero che Gesù ha fatto morendo e risorgendo per noi.Questo post è anche il mio modo di invitarvi venerdì 15 marzo alle 20 a seguire Gesù con noi in ascolto di Anna Katharina...per chi è geograficamente lontano e volesse la via crucis che abbiamo preparato con le sue visioni ci scriva. Saremo contentissimi di inviargliela...Non dimenticate che i piedi di Gesù si trovano ad altezza d'uomo. Chi vuole vada a baciare l'Agnello: egli è degno di ricevere gloria e lode!

lunedì 18 febbraio 2013

Dentro il Battesimo: il primo insegnamento quaresimale di Anna Katharina

Oggi vogliamo addentrarci insieme ad Anna Katharina nel grande dono del Battesimo. Nel post precedente, infatti, il primo degli impegni che ci siamo presi per piacere al nostro Sposo che viene è vivere consapevolmente questo dono.
L'8 settembre 1821 nel giorno del suo compleanno, Anna Katharina riceve un dono splendido,quello di rivivere l'esperienza della sua nascita e del suo Battesimo. Le visioni di Anna Katharina non sono un suo dono personale, sono dei carismi. In quanto tali, i carismi servono per l'edificazione di tutta la chiesa in tutti i tempi e in ogni luogo. Proprio per questo la riconosciamo beata. Con questo voglio dire che quello che Anna Kahtarina ha visto del suo Battesimo, serve anche a noi che non vediamo per poter capire ciò che, durante il nostro Battesimo, è accaduto nel mondo spirituale.
Allora lasciamoci condurre indietro nel tempo prima nella sua storia e poi guidati dallo Spirito e dalla comunione dei santi anche nella nostra: “Oggi ho visto in estasi la mia nascita e il mio battesimo in questo giorno tanto noto: io ero lì presente e provavo alcuni sentimenti particolari. Mi percepivo neonata tra le braccia delle donne che mi portarono a  Koesfeld per essere battezzata. Mi causava vergogna vedermi così piccola e così bisognosa  di aiuto e, allo stesso tempo, tanto vecchia; infatti, tutto quello che sentivo allora, come neonata, lo vedevo e lo sperimentavo di nuovo in quel momento, mescolato alle impressioni presenti. Ero molto fragile e non potevo difendermi. Le tre donne anziane, che mi portarono in chiesa, mi erano antipatiche, così come l’ostetrica, non così mia madre, che mi allattava. Vedevo tutto ciò che mi circondava: la vecchia fattoria dove vivevamo e tutto quello che c’era, così come poi non ho più rivisto, perché molte cose sono cambiate.
Vedevo in tutta chiarezza il percorso che va dalla nostra capanna di Flamske fino alla parrocchia di San Giacomo, a Koesfeld; sentivo e vedevo quello che accadeva intorno a me. Ho visto tutta la cerimonia del mio Santo Battesimo e i miei occhi e il mio cuore si sono aperti in un modo ammirabile. Vidi che quando fui battezzata, erano lì presenti il mio angelo custode e le mie sante patrone santa  Anna e santa Caterina. Vidi la Madre di Dio con il Bambino Gesù.
Fui promessa sposa a Gesù attraverso il dono di un anello. Vidi tutti i miei antenati, fino al primo di essi che fu battezzato e conobbi, in una larga serie di simboli tutti i pericoli della mia vita futura. In tutto questo sentivo la singolare impressione che mi causavano i miei padrini e i miei parenti che stavano lì e le tre donne che mi stavano antipatiche. Ho visto i miei antenati in una successione di immagini che copriva molte regioni, dal primo che è stato battezzato che aveva edificato una chiesa, nel secolo settimo o ottavo. Tra di loro vi erano varie suore e, due di esse erano stigmatizzate, ma nessuno lo sapeva, e un eremita, che era stato un uomo importante, padre di molti figli che si era ritirato dal mondo e aveva vissuto santamente.
Concentriamoci, per un attimo sulle informazioni che Anna Katharina ci dà: innanzitutto, il fatto che i sentimenti di un neonato sono vivissimi e, secondo me (e noi di Ain Kaim) estremamente intensi. La persona che ci tiene in braccio e che ci sfama fa una differenza affettiva enorme rispetto alle altre...Questa immagine mi fa pensare, tra l'altro, alla scelta dei padrini e delle madrine per un Battesimo. Qual è il criterio che ci muove in questa scelta? 
Anna Katharina ci fa capire che chi tiene tra le braccia un bambino deve essere nutriente, deve, cioè avere la capacità di nutrire la sua necessità di amore.
Alla cerimonia di un Battesimo ci sono tutta una serie di invitati invisibili. In realtà ad ogni Battesimo invochiamo i santi, ma mentre noi pensiamo di pregare gente di un'altra dimensione, essi sono lì, intorno alla vasca battesimale, a pregare con noi!


Ancora, l'albero genealogico: tutta la nostra genealogia di battezzati, dal primo che ha incontrato il Signore, è in chiesa con noi. Immaginate quanta importanza ha avere famiglie sante! Più santi avremo nel nostro albero genealogico, più ricchezze potremo godere dal cielo...
E poi l'immagine sponsale. Ho studiato che, negli anni passati in Campania, c'era l'abitudine di vestire un bambino da battezzare con un abitino cucito dall'abito da sposa di sua madre. Oggi, abbiamo completamente perso ogni legame sponsale con i sacramenti. Essi invece, a mio parere, possono essere valorizzati solo ritornando alla grazia dell'anticipazione sponsale che ciascuno di essi comunica.
Ed ora, nel silenzio della tua camera, invoca lo Spirito Santo ed Anna Katharina ti accompagnerà nella parrocchia dove hai ricevuto il Battesimo, perchè la sua visione diventi anche tua. 

mercoledì 13 febbraio 2013

Generare ed educare i santi: il nostro impegno per la quaresima

Eccoci! Siamo entrati oggi nel deserto del fidanzamento, in questo tempo speciale di intimità e di lotta prima della manifestazione del trionfo della vittoria del nostro Signore Gesù. Il tempo di quaresima, come il fidanzamento, è tempo di rinuncia e di conquista insieme.
La prima cosa a cui noi, oggi, decidiamo di rinunciare è la mediocrità di una fede che si accontenta della preghierina (superstiziosa...), del frequentare la parrocchia quando si deve, dell'immagine di "buoni"che ci serve per fare un pò di lifting alla nostra visione di noi stessi...
La beata Anna Katharina ci insegna che le mezze misure non appartengono allo Spirito Santo. Nella "Vita della Madonna"che abbiamo la grazia di meditare ormai dall'Avvento, Anna Katharina ci parla di santi, di persone sante che, grazie alla loro intimità con lo Spirito Santo, generano e formano santi. Vi ho già parlato nei mesi precedenti degli antenati di Gesù, di Elisabetta e Zaccaria, di Maria e Giuseppe. Da Abramo fino a noi, lo Spirito viene a sposarsi con i nostri desideri e sogni e non con le nostre mezze misure di vita anonima!
Il nostro Sposo ci vuole santi, altrimenti ci allontanerà...
"Allora come fare?"-vi starete sicuramente chiedendo.
La nostra proposta è questa e ve la presentiamo usando degli esempi presi dalla vita di coloro che noi vediamo già davanti al trono dell'Agnello con la veste candida del popolo sacerdotale-nuova Gerusalemme: 1. il Battesimo e la consapevolezza di esso: dal grande Elia-Giovanni fino ad oggi, i nostri fratelli e Maria, la Madre ci invitano a "stare dentro"la grazia battesimale. Grazie a questa grazia, io sono santo e se invoco lo Spirito questa santità, questo matrimonio io lo sperimenterò e lo mostrerò generando ed educando altri santi.
La seconda cosa a cui decidiamo di rinunciare è vivere fuori dalla Chiesa e dal sacerdozio. Viviamo come se queste due realtà fossero di altri e noi fossimo i supervisori di una chiesa e di un sacerdozio altrui. Perfino chi ha un ruolo della chiesa, si calcola il tempo da donare al Signore. Che visione anticristica! Tu non doni niente, ma sei il povero che entra nella reggia per ricevere e il destino di quella reggia dipende da te.
Ecco la proposta per "vivere"questa altra rinuncia e conquistare lo Sposo :
2. la Messa: il papà di Anna Katharina, un altro uomo che ha aiutato lo Spirito Santo a generare una santa, quando lavorava nei campi e sentiva le campane della Messa si toglieva il cappello, faceva silenzio e cominciava a pregare e cantare sintonizzandosi col cuore sulla Messa. La domenica a casa rileggeva il brano del Vangelo dopo il pranzo e aggiungeva una sua riflessione per stimolare la sua famiglia...non credo servano commenti o proposte concrete da aggiungere.
La terza rinuncia è costosa: rinunciare alla paura. Abbiamo paura di mostrare i segni della nostra fede, di annunciarli. Paolo diceva: "Io annuncio Cristo e Cristo crocifisso". Quanta paura abbiamo di mostrare il segno della nostra vittoria, di portarlo addosso, di segnarci profondamente. La croce ci fa vincere!
Concludiamo con questo altro piccolo segno di conquista:
3. la croce: Mostrare la croce, farla bene e insegnare ai nostri figli a farla bene e a valorizzarla. I bambini di Fatima a cui oggi guardiamo con amore particolare nel giorno della nascita al cielo di Lucia ci raccontano un gioco che possiamo fare grandi e piccoli. E' il classico gioco dei pegni, ma la variante che i nostri piccoli angeli avevano inventato è un modo per amare Gesù sulla croce. Quando, infatti, a Giacinta toccava di pagare un pegno, lei sceglieva sempre di baciare le piaghe di Gesù.
Ecco ciò che noi viviamo in questo tempo e ci piacerebbe che tanti di voi potessero unirsi a noi!
 Buona Quaresima!