venerdì 24 luglio 2009

Nove giorni per i progetti di Maria: la novena dell'Assunta


Il 6 agosto comincia ufficialmente in tutta la chiesa la novena per prepararsi alla Festa dell'Assunzione di Maria in cielo in anima e corpo.
Da noi in Campania, la Festa dell'Assunta è molto diffusa ed ogni paese, ha il suo modo e le sue tradizioni per mostrare il suo amore a Colei che non ha conosciuto la corruzione del sepolcro.
Da moltissimi anni, durante la Novena dell'Assunta, al mio paese, Ercolano, i ritmi quotidiani cambiano completamente e, in qualche modo, tutti si sentono coinvolti nel pellegrinaggio mattutino che, all'alba, dagli scavi, raggiunge la Basilica di Santa Maria a Pugliano.
Dal punto di vista affettivo, la novena dell'Assunta è il tempo di preghiera mariano che più mi coinvolge, probabilmente, però, questo tempo è anche quello spiritualmente più forte per la battaglia contro le forze del male.
Un messaggio di Maria a Medjugorje mi colpisce molto in questo senso: "Cari figli! Oggi vi invito ad entrare in lotta contro Satana per mezzo della preghiera, particolarmente in questo periodo (Novena dell'Assunta). Adesso Satana vuole agire di più, dato che voi siete a conoscenza della sua attività. Cari figli, rivestitevi dell'armatura contro Satana e vincetelo con il Rosario in mano. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!" (Messaggio di Medjugorje 8.8.1985).
Maria ci dice di lottare contro l'azione di Satana con la preghiera...
Noi vogliamo lottare per lei in questa novena con la preghiera e unirci alle intenzioni del Suo Cuore Immacolato.
E'molto bella la proposta di preghiere che le Radio Maria nel mondo hanno fatto per la Novena secondo le intenzioni di Maria in occasione della Festa del S. Curato d'Ars:
  1. Partecipazione alla Santa Messa
  2. Recita del Rosario
  3. Coroncina della Divina Misericordia
  4. Meditazione della Parola di Dio
  5. Una preghiera all'Assunta
  6. Digiuno mercoledì e venerdì
a cui aggiungerei anche un settimo punto:
  • Confessione
Rendiamo le nostre vacanze un momento pieno di amore per Gesù e Maria: "Voi siete il sale della terra e la luce del mondo".

domenica 19 luglio 2009

...il cuore: la vocazione a cui Dio ci chiama

L'ormai imminente festa di S.Giovanni Maria Vianney mi ha portato a cercare qualcosa che mi parlasse di lui in maniera profonda. Nelle mie lunghe ricerche sul web, mi sono imbattuta in un video molto suggestivo che metteva in evidenza due aspetti del Santo Curato: il combattimento spirituale e il suo cuore. Sull'altare del Santuario di Ars si conserva intatto il cuore del patrono dei sacerdoti.

Il Cuore intatto di Giovanni Maria mi ha fatto pensare che il logorio della morte non ha avuto forza sul suo cuore, perchè Egli si è sforzato per tutta la sua vita terrena di far assomigliare il suo Cuore al Cuore di Gesù...

Di certo una persona che afferma che "il sacerdozio è l'amore del Cuore di Gesù", si sforza di studiare il Cuore del suo Signore!

La mia fantasia ha associato subito questi pensieri al nome della fraternità. Da quando ho cominciato a sentire, insieme a Silvana e a Ciro, questa chiamata ho sempre pensato alla fraternità pensando al Cuore di Gesù da cui escono i raggi della Misericordia e al Cuore Immacolato di Maria che avrebbe trionfato nel mondo. Ma ho avuto bisogno in questi anni di capire bene, perchè non mi fidavo...

Quando ancora non pensavamo al nome, ma
lottavamo per la sopravvivenza come un bambino, che lotta per vivere nel grembo di sua madre, abbiamo scritto un piccolo programma di intenti intitolato" la fraternità: il cuore della parrocchia". Avevamo dato quel titolo senza la consapevolezza della vocazione ad essere cuore, ma soprattutto per esprimere la profondità del servizio alla chiesa. Credo, però, che lo Spirito Santo pensasse già alla nostra chiamata ad essere Cuore.
Se leggiamo il Vangelo, Gesù ci istruisce in molti passi sullo stato del "Cuore". Egli intende il cuore non solo come il muscolo fisico, ma anche e soprattutto come il luogo dove può abitare il bene e il male per sempre: "Dov'è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore"(Mt.6,21).

Il Signore non parla del suo cuore che in una sola espressione: "Imparate da me che sono mite ed umile di cuore"(Mt11,29). Se, però, leggiamo con attenzione il Vangelo, ci accorgiamo che, nel momento più intenso e profondo della sua vita, gli uomini cominciano a godere le meraviglie del Cuore di Gesù.

Andiamo al Cenacolo di Gerusalemme, mentre il Signore dona sè stesso nella festa in cui il pane e il vino simboleggiano la liberazione dall'oppressore, la festa di Pesach. Giovanni, all'udire l'annuncio del tradimento, poggia la sua testa sul Cuore di Gesù: è il primo accesso alla misericordia per gli apostoli. Poi il giorno dopo, una lancia gli spezza il Cuore da cui escono Sangue e Acqua. Giovanni vede e diventa il primo apostolo degli ultimi tempi...non è un caso che Gesù gli abbia donato Maria e gli abbia rivelato la lotta e la vittoria finale!

Il nostro essere Cuore comincia così in una stanza al piano superiore con tappeti dove abbiamo posato il nostro capo sul Cuore di Gesù, l'amore e la misericordia in persona. Poi
abbiamo ricevuto in dono di poter stare sotto la Croce e di essere bagnati dal Sangue e l'acqua, tutti i venerdì.
Maria, al cui Cuore Immacolato, ci siamo consacrati ci ha fatto intravedere una spiritualità del Cuore. Le parole pronunciate a Fatima: "Alla
fine il mio Cuore Immacolato trionferà" ci hanno fatto ripensare alla Parola di Gesù che abbiamo citato sopra "dove sarà il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore". Il Cuore di Maria trionfa, perchè il suo tesoro Gesù trionfa.

Abbiamo ricordato le parole di S. Luigi Maria Grignion da Monfort...:

"Saranno dei veri apostoli degli ultimi tempi, ai quali i

l Signore dei forti darà la parola e il vigore per operare meraviglie e riportare gloriose spoglie sui suoi nemici; riposeranno senza oro né argento e soprattutto senza preoccupazione, tra gli altri preti, religiosi e chierici; e tuttavia avranno le ali argentate della colomba, per volare al solo scopo di cercare la gloria di Dio e la salvezza delle anime, dove lo Spirito Santo li chiamerà; e nei luoghi dove avranno predicato, lasceranno dietro di essi unicamente l'oro della carità, che è il compimento di tutta la legge.

Infine dobbiamo sapere che saranno dei veri discepoli di Gesù Cristo, che camminano sulle orme della sua povertà, dell'umiltà, del

disprezzo del mondo e della carità, insegnando la via stretta di Dio nella pura verità, seguendo il santo vangelo e non le massime del mondo, senza vivere in ansia né avere soggezione per nessuno, senza risparmiare, o farsi condizionare, o temere nessun mortale per potente che sia. Avranno nella loro bocca la spada a due tagli della parola di Dio; sulle loro spalle porteranno lo stendardo della Croce, segnato dal sangue, il crocifisso nella mano destra e la corona del Rosario nella sinistra, sul loro cuore i santi nomi di Gesù e di Maria, e in tutta la loro condotta si ispireranno alla semplicità e alla mortifi

cazione di Gesù Cristo. Ecco i grandi uomini che verranno, ma che Maria farà sorgere per ordine dell'Altissimo, per estendere il suo impero su quello dei non credenti, dei pagani, dei musulmani. Ma quando e come avverrà questo? Dio solo lo sa, noi dobbiamo tacere, pregare, desiderare e attendere: "Ho sperato, ho sperato nel Signore".


..E le parole che Maria ci dice a Medjugorje: "Pregate con il cuore, Adorate con il cuore, digiunate con il Cuore".


Ma manca il terzo testimone che poi, sempre Giovanni, ci aiuta a scoprire: lo Spirito Santo. Giovanni si definisce testimone perchè Gesù gli fa il particolare dono di rivestirsi di tutti e tre i testimoni: lo Spirito, l'Acqua e il Sangue.


Lo Spirito comincia la sua manifestazione personale quando Gesù muore. Lo possiamo anche vedere in azione proprio in quel momento come Signore che dà la vita: i morti risorgono dai loro sepolcri.

Poi nella Domenica di Pasqua, lo Spirito viene effuso perchè la misericordia di Gesù possa raggiungere tutti. Gesù soffia lo Spirito Santo, perchè gli apostoli divenitino per il mondo quello che fino a quel momento Lui era stato per Israele: misericordia.

Infine, la grande, potente e continua effusione della Pentecoste attraverso cui Gesù" donò ai suoi una nuova unità, più forte di prima, invincibile, perché fondata non sulle risorse umane, ma sulla divina misericordia, che li fece sentire tutti amati e perdonati da Lui. E’ dunque l’amore misericordioso di Dio ad unire saldamente, oggi come ieri, la Chiesa e a fare dell’umanità una sola famiglia; l’amore divino, che mediante Gesù crocifisso e risorto ci perdona i peccati e ci rinnova interiormente"(Angelus di Benedetto XVI nella Festa della Divina Misericordia 2009).
...C'è ancora una cosa...la nostra speranza. Lo Spirito Santo oggi prepara la Sposa per la venuta dello Sposa e con lei grida in ogni angolo della terra: "Marana thà, Vieni Signore!".

Ritorno al nome e alla vocazione del nostro piccolo gruppo di preghiera: essere cuore per noi significa immergersi nel mistero dei Cuori di Gesù e Maria, mettere, come dice Santa Faustina, le mani, gli occhi, il cuore, la vita al servizio della misericordia nel grande cenacolo della Chiesa universale, portare al mondo che dubita dell'amore il messaggio che ha cambiato la storia degli uomini: Gesù è il Signore e gridare con lo Spirito finchè l'Agnello venga a rapire la sua Sposa !

Signore Gesù rendi il nostro cuore simile al tuo!

Amen!!! Amen!!!

P.S. : Il 4 agosto alle 18.30 celebreremo la Messa per festeggiare il Santo Curato e durante la celebrazione affideremo a Gesù tutti i sacerdoti.


domenica 12 luglio 2009

Il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo!

















Martedì 7 luglio siamo partiti per Solofra. Lì avevamo programmato un ritiro per preparare i nostri cuori all'effusione che Silvana e Ciro dovranno ricevere a settembre e per prepararci al "Battesimo della fraternità" una celebrazione in cui daremo il nome e un volto al gruppo che, ormai da cinque anni, ci vede impegnati nel cammino spirituale.

Il titolo che leggete sopra è tratto dal libro della Genesi, in particolare dal brano del sogno di Giacobbe. E' la presa di coscienza da parte del patriarca che Dio si era manifestato a lui nel luogo che poi ribattezzerà "Betel". Al sopraggiungere della notte, egli si ferma, si addormenta e sogna Dio.


Anche noi siamo partiti con la notte nel cuore: ognuno di noi aveva avuto, fino all'ultimo momento, forti ripensamenti sul ritiro, ma abbiamo imparato da S. Ignazio che, nella desolazione non si prendono decisioni e abbiamo deciso di partire lo stesso.


Fin dal primo momento, una cosa ci ha colpito profondamente: la capacità di accoglienza dei frati che abitano il Convento di San Francesco di Solofra. L'ospitalità che ci è stata riservata è stata profonda e fraterna, abbiamo sentito la potenza d'amore della parola del ritorno del Re: "ero forestiero e mi avete ospitato".


In più ci siamo anche sentiti accuditi: il nostro giovane gruppo, forse per la prima volta al di fuori della nostra parrocchia, veniva preso sul serio da dei frati ricchi dell'esperienza secolare della vocazione francescana.

Padre Angelo, Padre Giampiero, Padre Gianluca (li vedete così nella foto partendo da sinistra; quello in fondo a sinistra è P. Raffaele), questi i loro nomi, ci hanno ascoltato, ci hanno aiutato a fare discernimento, ci hanno illuminato col loro carisma e la loro profonda umiltà.







...Ma non immaginateli troppo lontani e asceti!



Come gli angeli della scala di Giacobbe salivano e scendevano dal cospetto di Dio così abbiamo visto i frati con le ginocchia piegate in profondo dialogo con Dio, ma anche come dei ragazzi simpaticissimi che sanno far ridere di cuore. Il momento del pasto è stato sempre divertententissimo per la giovialità dei frati, anche quando a tavola con noi erano seduti il Provinciale e il segretario dell'ordine francescano della Campania!

Ogni giorno del ritiro è stato una grazia, anzi ogni momento anche la più piccola condivisione è stato per noi un momento sacro in cui lo Spirito Santo parlava e ci confermava. Dalle lodi alla Messa del mattino fino alla sera dopo cena, sentivamo continue sollecitazioni che ci spingevano, in maniera sempre più forte a seguire Gesù.




Un momento davvero particolare è stata l'adorazione di venerdì sera in cui abbiamo vissuto un momento di preghiera speciale grazie anche a Padre Angelo che con la sua chitarra ha animato il canto. Abbiamo sentito che il Sangue e l'Acqua effusi dal Cuore di Gesù scendevano soprattutto sulle persone che, nel momento di intercessione, abbiamo presentato davanti al Signore.




Un ultima cosa: abbiamo festeggiato sempre venerdì l'onomastico di Silvana. La vedete qui con 5 frati e il primicerio della Collegiata di Solofra...

Credo che una foto del genere sia abbastanza rara. A proposito ognuno augurava una benedizione al suo bambino: i frati hanno detto che in questa foto ci sono 6 frati uno è nel grembo di sua mamma...ma questo lo riveleremo al bambino solo se la profezia si avvererà, per non influenzarlo.

Di una cosa però siamo certi del progetto di santità di Dio per una persona fin dal concepimento: "Fin dal grembo materno il Signore mi ha chiamato".


Continuerei all'infinito ma devo fermarmi...


Una sola cosa: per l'anno sacerdotale, avevamo sentito di adottare ognuno un sacerdote nella preghiera. Abbiamo pensato di adottare i frati di Solofra, perchè il Signore li mantenga sempre così umili e freschi davanti a Lui e li faccia crescere nella santità come ha fatto fino ad oggi.


Grazie ai frati francescani di Solofra!!!

Che Dio vi benedica!