sabato 20 giugno 2015

Per una spiritualità "apocalittica"

Lo stupendo rimprovero che papa Francesco ha rivolto a noi cristiani in una delle sue omelie mattutine mi ha confermato su ciò che io sento rispetto agli ultimi tempi e a quello che deve accadere.
Io, che sono cattiva, nell'atteggiamento di alcuni cristiani non vedo solo "l'andare dietro ai veggenti", ma anche una curiosità morbosa, la stessa che vedo in chi si reca dai cartomanti, angelologi, medium e visionari vari.
Ve la dico tutta: molte volte anche persone che frequentano gli incontri carismatici ( ed è noto il mio amore per la realtà carismatica) finiscono per idolatrare i carismatici piuttosto che adorare Dio; oppure, per dirne un'altra, c'è chi usa la Bibbia come i tarocchi per vedere che cosa esce; oppure- e finisco- c'è chi durante gli incontri di preghiera viene e dice: " Il Signore mi ha donato questa parola ma che significa?". Mi accorgo che se ne vanno sempre con una certa irritazione quando io dico: "Non lo so. Prega, medita, stai in adorazione sulla parola e vedi che ti vuole dire". Sperimento divertita che vanno quasi sempre da un'altra persona per farsi tradurre in vaticinio la Parola di Dio!!!
Mi è piaciuto che il papa abbia ricentrato l'attenzione su Gesù, il Signore della storia, l'ultima Parola, l'Omega.
In realtà, pur avendo io tante altre paure, trovo che l'Apocalisse, l'ultimo libro della Bibbia, sia tra i più belli di tutta la Bibbia. Esercita su di me un'attrazione pazzesca. L'ho sempre letto per la mia vita, mi sentivo dentro quelle vicende e, allo stesso tempo, quando lo leggo, mi viene ogni volta di impegnare tutta la mia vita per quella vittoria dell'Agnello che sprizza Misericordia e Potere da tutti i pori.
Il mio pensiero è questo: a volte noi cristiani usiamo anche la Parola di Dio in modo sbagliato. Forse è il diavolo che fa questo, perché quando cerca di tentare Gesù usa in modo sbagliato la Parola di Dio.
Gli ebrei mi hanno insegnato molto riguardo al loro rapporto con la Parola. La toccano, la legano al corpo, la baciano, la celebrano, danzano dopo che la Parola è stata letta. Voglio dire che la Parola di Dio è in relazione intima con chi la riceve.
Difficilmente noi ci poniamo davanti ad un brano o ad un libro della Parola di Dio con intimità. Se quell'Apocalisse, quella rivelazione, io la tocco, la celebro, la medito scopro che Dio ha promesse per me, per la Chiesa, per la storia.
A mio avviso, se ci mettiamo innanzitutto a leggere la rivelazione sugli ultimi tempi, scopriamo che in essa ci sono tutti i tempi, ci sono tutte le lotte, tutti i dolori e le vittorie. E' la storia di tutti fino alla fine.
In questo, però, c'è un'azione di misericordia e di vittoria che attraversa tutto il libro e che dà forza. Una forza che non proviene da noi, ma dallo Spirito Santo.
Sono sicura che se le nostre comunità cominciassero a leggere e a meditare la parola dell'Apocalisse, preparerebbero il suo abito per le nozze dell'Agnello e un nuovo impulso spirituale ci spingerebbe a realizzare quei profumi, quegli ornamenti di cui parla il libro.
Sarebbe davvero bello se ognuno di noi spendesse la sua vita, come il Signore chiede nel libro, per la Vittoria di Colui che ha precipitato l'Accusatore dei nostri fratelli, che ci permetterà di vedere Dio, che asciugherà le lacrime dai nostri occhi.
Nell'intimità con l'Apocalisse, non avremmo bisogno di conoscere cosa ci riserva il futuro, ma di leggere ogni storia e ogni vocazione come una protagonista con Gesù della sua vittoria.
Intanto, una rivelazione ve l'ho fatta anch'io...
Stiamo pensando per il nuovo anno pastorale di meditare il libro dell'Apocalisse, per prepararci all'incontro con il Re dei re e Signore dei Signore nella Gerusalemme Nuova.
Maranathà, vieni Signore!!!