domenica 28 febbraio 2010

...vi invito ad essere un faro...





Scrivo questo post per continuare ad aggiornarvi sulla nostra meditazione riguardo al messaggio che Maria ci ha lasciato a Ponticelli il 2 febbraio 2010.
Abbiamo svolto l'incontro nella nostra cappella dell'adorazione per tenere Gesù, con il suo corpo, in mezzo a noi durante questo tempo di preghiera e di riflessione.
Innanzitutto, abbiamo chiesto al Signore di inviarci il suo Santo Spirito per poter entrare con il cuore in questa meditazione e il Signore ci ha donato una potente parola di liberazione dalle tenebre (Sl29).
Poi abbiamo riletto il messaggio e abbiamo preso in considerazione altri tre preziosissimi passaggi che Maria ci ha donato.
  • "vi invìto ad essere un faro...": abbiamo scoperto che da sempre lo spirito umano è stato ispirato da questa fonte di luce ad entrare nel mistero. La stessa definizione che da l'enciclopedia sembra fornire spunti importantissimi per la spiritualità. Cliccando sul link sotto il titolo troverete un filmato fatto con diverse immagini di fari nel mondo e scoprirete come è spirituale l'immagine che Maria ha scelto per noi. Siamo stati colpiti dal fatto che i fari da un lato, trasmettono potenza, luce, attirano dall'altra stanno un luoghi oscuri, pericolosi, isolati. E'come se si trovassero direttamente coinvolti nella lotta tra luce e tenebre. Ci siamo rivisti: da un lato noi vogliamo seguire la Potenza dello Spirito Santo e vogliamo mettere la nostra vita nelle mani di Dio, dall'altra avvertiamo le lotte, la solitudine, la nostra vulnerabilità.
  • "per tutti": ci ha colpito molto questa frase, perchè ci ha richiamato alla mente due passi del Vangelo (Mt4,23 e Lc4,40). In questi due passi c'è un attenzione particolare al ruolo di Gesù come Colui che ci insegna e ci guarisce. E'una conferma per noi, riguardo al ministero di guarigione nella chiesa, per essere, come il faro, un aiuto e un riferimento per chi non riesce a trovare la luce. Un altro aspetto è il termine "tutti". Quando abbiamo scelto di essere una fraternità per noi è stato un importante passo rispetto all'identità della nostra vocazione. Volevamo essere "cuore", perchè il cuore non è un organo a sè ma serve a tutto il corpo. Volevamo essere di tutti e per tutti. Ancora oggi le parole di Maria ce lo hanno ribadito: non vogliamo specializzarci in un aspetto particolare, ma vogliamo farci tutto a tutti, perchè Tutto è lo Spirito Santo, il Signore che guida la chiesa.
  • "quelli che vagano nella tenebra della non conoscenza dell'amore di Dio": Gesù è la luce del mondo (Gv8,12) e, solo il cammino con lui, porta alla luce della vita. Mi viene in mente il finale della grande storia d'amore che il Signore ci ha promesso: il giorno in cui la notte non ci sarà più e non ci saranno più luci, nè sole, perchè il Signore sarà la Luce...(Ap.22,5)
Vogliamo annunciare al mondo questa speranza, questa promessa d'amore a tutti coloro che vagano nel deserto, nella notte, nel mare in burrasca.
La stella del mare sia per tutti segno della Vittoria promessa.
Amen! Vieni Signore!

lunedì 22 febbraio 2010

"La donna invece fuggì nel deserto"(Ap.12,6)






Il 2 febbraio 2010 a Ponticelli abbiamo ricevuto una visita molto importante. Mirijana di Medjugorje ha avuto la sua apparizione mensile di Maria proprio al Palavesuvio, a pochi passi dalla nostra parrocchia. Il palazzetto si è riempito in una maniera impressionante: quando guardavo quel fiume di gente mi veniva da piangere, perchè nel mio cuore sentivo la parabola del paralitico che, a causa della folla, veniva calato dal tetto.
Naturalmente, noi della fraternità eravamo lì. Abbiamo voluto, fino ad oggi, assorbire ciò che è accaduto quel giorno. Solo ora dopo aver pregato ed esserci confrontati con la Parola, abbiamo pensato di riprendere tra le mani il messaggio per poter comprendere profondamente cosa Maria è venuta a dirci.
Scrivo questo post solo dopo che, ieri, ci siamo incontrati come gruppo per meditare e condividere cosa, in questi 20 giorni, abbiamo vissuto nel cuore rispetto agli input che ci venivano dal messaggio. Lo faremo per ogni settimana della quaresima e vi aspettiamo su questo blog per condividere.
Ho voluto "imitare"lo stesso metodo di lettura delle rivelazioni private che ha fornito Joseph Ratzinger quando, da Prefetto per la Congregazione della Dottrina delle Fede, ha commentato il terzo segreto di Fatima. Due sono le piste che emergono dal suo commento: il confronto del Messaggio con la Parola di Dio e la descrizione del contenuto del messaggio decifrandone le singole immagini e confrontandole con la storia presente. Ecco il contenuto del messaggio che Maria ha dato attraverso Mirijana: "Cari figli, con amore materno oggi vi invito ad essere un faro per tutte quelle anime che vagano nella non conoscenza dell'amore di Dio. Per poter illuminare più fortemente possibile ed attirare quante più anime possibili, non permettete che le falsità che escono dalle vostre bocche facciano tacere la vostra coscienza. Siate perfetti! Io vi guido con mano materna, con mano d'amore. Vi ringrazio".
Ieri, in particolare ci siamo soffermati su tre elementi del messaggio:
  1. Con amore materno: questa espressione presa isolatamente indica sollecitudine e attenzione di una madre verso i figli. Ma se si legge attentamente la prima frase del messaggio, ci accorgiamo che in questa espressione c'è molto di più. C'è un cammino in un luogo pericoloso. L'immagine del faro ci fa pensare al mare, ma anche al deserto che come il mare non fornisce possibilità per orientarsi. Questa espressione ci fa venire in mente, nella preghiera, il capitolo 12 del libro dell'Apocalisse. In quel passo si susseguono le immagini della mamma che partorisce, del drago, dell'acqua, del deserto. La donna che fugge nel deserto e il drago che lotta contro la sua discendenza appostato sulla sabbia del mare, come se facesse concorrenza ai fari... Questo amore di cui parla Maria non è tenerezza romantica o almeno non è solo quello. E' forza di chi difende la discendenza che proviene dalle sue viscere. E' la forza dello Spirito Santo che esprime in Maria la sua immagine di Madre, dell'utero di misericordia (in ebraico utero e misericordia hanno la stessa radice rahamim) che difende i figli per partorirli nella vita eterna. E'la lotta che avviene nel momento del parto, è una lotta cruciale di cui solo l'amore è la spinta.
  2. Oggi: naturalmente Maria si riferisce al giorno in cui si è rivolta a noi, al giorno che stavamo vivendo. Ma il Signore ci ha fatto comprendere, nel suo Vangelo, che l'oggi è il tempo dell'incontro, il tempo del sì, il tempo di riconoscerlo vivo e presente. Un altro passo ricco delle stesse immagini evocative ci viene in mente a questo punto: la Lettera agli Ebrei 3,8. In questo passo ritorna l'immagine del deserto, il cammino, il cuore che definisce il percorso da intraprendere. Come i profeti, l'autore della lettera agli Ebrei accosta il primo fidanzamento, l'antica alleanza, con il nuovo fidanzamento, l'alleanza nel Sangue di Gesù e invita la Sposa a non ripetere lo stesso errore: "Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori". Nel tempo del deserto, ci sono delle situazioni cruciali, decisive. La Sposa deve fidarsi...
  3. Vi invito: nella Parola di Dio questo termine richiama ancora una volta l'impegno dell'adesione. Dio manda i suoi servi ad invitare al banchetto di nozze dell'agnello. Dietro l'invito di Maria c'è l'invito ad essere protagonisti e contemporaneamente, un compito, una missione. Ci sono due inviti da accogliere l'adesione e la missione, per entrambi bisogna camminare nel deserto, nel mare come preferite... Nel Vangelo di Matteo al capitolo 22, 1-13, leggiamo proprio che Dio manda i suoi servi ad invitare, ma manda nelle tenebre chi non ha la veste. E ancora nel capitolo 19 dell'Apocalisse, leggiamo una bellissima frase di beatitudine che ci riguarda e di cui ci onoriamo: "Beati gli invitati al banchetto di nozze dell'Agnello". Il Signore ha mandato per noi la numero uno dei suoi servi, la prima a dire sì all'invito, colei che tutte le generazioni chiamano beata...
COSA SI PUO' RISPONDERE AD UN INVITO DEL GENERE?
Noi abbiamo risposto con una preghiera:
Aiutaci Spirito Santo a dire sì a Maria per questo potente invito e sii tu la fonte di luce per il nostro faro...
Maranathà vieni Signore!

sabato 20 febbraio 2010

Fireproof "A prova di fuoco"



Durante le mie ricerche sulla famiglia e sulla coppia, mi sono imbattuta in un articolo apparso su zenit il 19 gennaio, in cui si parlava di un film e di un libro che avrebbero potuto essere di aiuto alle coppie in crisi. Poichè le coppie in crisi sono il mio campo di missione e di lavoro, abbiamo insieme con Padre Raffaele e la fraternità, deciso di comprare la versione home video del film FIREPROOF e il libro "La sfida dell'amore" su cui l'intero film si basa.
Lo abbiamo visto separatamente, poi ci siamo confrontati...
La prima cosa che tutti abbiamo detto è stata: "Tutti dovrebbero vedere questo film". Quindi siamo partiti con una diffusione capillare dapprima al ritiro e poi nei vari gruppi di spiritualità e di iniziazione cristiana della nostra parrocchia.
Oggi abbiamo fatto il ritiro parrocchiale e, anche se lunedì ci sarà la condivisione, sappiate che molte lacrime sono già state versate...
All'uscita dalla sala video ho sentito vari commenti, soprattutto dei mariti che mi dicevano che a loro succede ogni giorno quello che hanno visto nel film e che ogni giorno è una sfida dell'amore...
So, per esperienza, che è così. Ogni giorno il nostro amore passa atraverso la prova del fuoco...
Quando ho visto il film e ho cominciato a leggere "la sfida dell'amore" mi sono sentita spinta a mettere giù un percorso di guarigione per la coppia ispirato al libro, ma che in più si potesse avvalere delle tecniche del counseling e dell'esperienza di preghiera che la fraternità ha accumulato in questi anni. Ne ho parlato con i fratelli e con il padre e mi hanno dato la loro approvazione per questa esperienza...
Ha cominciato a prendere forma un cammino di 40 giorni "La condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore". E' un cammino di guarigione carismatica della coppia, un percorso di counseling e una sosta per lasciarsi ristorare dalla Chiesa di Gesù.
Vi invito a pregare perchè tra pochi giorni cominceremo con una coppia a sperimentare il percorso e anche perchè un sacerdote della nostra zona ha accettato di mostrare il film alla sua comunità durante un ritiro.
Se foste interessati al film o al libro fateci sapere, saremmo lieti di aiutarvi...
Ci è molto piaciuto iniziare la quaresima entrando come coppie insieme allo Sposo nel deserto per lottare contro colui che vorrebbe allontanare la Sposa dallo Sposo. Ma Gesù ha vinto!!!
Buona Quaresima!!!

sabato 13 febbraio 2010

Buon San Valentino!



La teologia dei fratelli messianici mi ha davvero illuminato sul senso del matrimonio cristiano.
Fin ad oggi (perdonate la schiettezza), mi è sempre sembrato un impegno vocazionale "minore" o addirittura un sacramento-cenerentola rispetto agli altri. Invece, nella mia ricerca sui manti per danza, di cui vi parlavo nel post precedente, ho trovato uno splendido articolo sul matrimonio tra Dio ed Israele avvenuto sotto il manto, la chùppà della nube(salmo105,39).
La relazione matrimoniale tra Dio e il popolo ebraico ha inizio durante il cammino del deserto all'uscita dall'Egitto. Il Signore stesso, nella sua Parola, definisce l'antica alleanza con Israele un matrimonio. Egli, infatti, rispetta tutte le carattristiche del rito matrimoniale ebraico.
Successivamente, il Nostro Signore Gesù, il Messia di Israele con le stesse modalità si presenta al mondo come lo Sposo che viene nel perdono dei peccati a stipulare col popolo un'allenza nuova.
Vediamo nel dettaglio le caratteristiche del matrimonio ebraico per poter entrare nel grande mistero a cui sempre di più ci stiamo avvicinando: il banchetto di nozze dell'agnello.
La chuppà

Gli ebrei celebrano il matrimonio sotto una tenda che ha molteplici significati.
Nel salmo 105 al verso 29 ne vediamo in particolare 2: uno è la protezione, l'altro è la cura. Questi stessi significati li leggiamo anche nel libro del profeta Ezechiele 15, verso 8 e 9.
Il nostro Signore Gesù ha ripreso questi significati. Egli infatti al capitolo 14 del Vangelo di Giovanni ci dice che va dal Padre a preparaci una dimora proprio come uno sposo fa con la sua promessa sposa dopo il tena'im, la promessa di matrimonio. Inoltre, sia nella parabola del Buon Samaritano sia nel libro dell'Apocalisse leggiamo della cura che Gesù mostra nei confronti dei suoi eletti.
Il bianco
La Parola di Dio è piena di simbologie di colori.
Spesso l'oro rappresenta la gloria, il rosso l'amore e la misericordia, il bianco la purezza, la divinità, la liberazione dal peccato. Durante la festa ebraica di Yom Kippur, il giorno dell'espiazione, gli ebrei si vestono di bianco. Il matrimonio, proprio come Yom Kippur, è un nuovo inizio per gli ebrei, i due sposi festeggiano la remissione delle loro colpe quel giorno. Essi vengono immersi nella gloria di Dio.
Da qui, possiamo capire il significato che Giovanni nell'Apocalisse dà alle vesti bianche dei salvati (Ap7,13-14). Essi, dicendo sì al loro Sposo, hanno reso le loro vesti candide come fanno gli sposi nel giorno del Matrimonio. Probabilmente, la simbologia sponsale che Gesù usa spesso nelle sue parabole era molto chiara ai discepoli che a Cana credettero in lui mentre offriva il vino alla sua sposa. Di solito, infatti, nell'antico Israele la promessa sposa se accettava la richiesta di matrimonio accettava di bere dal calice del suo sposo.
Baruch haba B'shem Adonai: Benedetto Colui che viene nel nome del Signore!
Siamo molto abituati a ripetere questa frase perchè, ad ogni celebrazione eucaristica, durante il Santo, la sposa, la chiesa ripete questa frase allo Sposo, Gesù subito prima della Consacrazione. D'altra parte, Gesù aveva detto rivolto proprio a Gerusalemme, immagine della sposa anche nell'Apocalisse: "Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono inviati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una gallina raccoglie i pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto! Ecco: la vostra casa vi sarà lasciata deserta! Vi dico infatti che non mi vedrete più finché non direte: Benedetto colui che viene nel nome del Signore!»" (Lc13,34-35).
Questa frase così enigmatica per noi è chiara per gli ebrei: infatti, la sposa ebrea quando lo sposo si presenta a lei per toglierle il velo, e il rabbino quando lo sposo arriva alla chuppà, dicono allo sposo questa frase. Gesù sta dicendo a Gerusalemme che lo rivedrà quando il velo sarà alzato dai suoi occhi e lo riconoscerà come lo sposo che le mostra la verità del cielo senza ombra alcuna.
Il matrimonio tra un uomo e una donna è quindi l'immagine della nostra speranza, l'immagine del mistero di cui Paolo parla nel libro degli Efesini (Ef5,32), il grande mistero del Corpo di Cristo che si unirà al Corpo della sua Chiesa nel grande matrimonio finale.
Forse, con questa immagine, la festa degli innamorati diventerà molto speciale, dal momento che siamo stati scelti per rappresentare nel mondo la potenza dell'amore dello Sposo Gesù e della sposa la Chiesa in attesa della pienezza della loro unione.
Buon San Valentino nell'amore dello Sposo!!!