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Visualizzazione dei post da 2025

Ponte, come Andrea

Oggi inizia il cammino di Avvento e quest’anno, in modo del tutto particolare, coincide con la festa di sant’Andrea apostolo. Di Andrea i Vangeli dicono poco, ma quelle poche righe bastano per delinearne la personalità e la vocazione. Andrea è discepolo di Giovanni Battista: un uomo in ricerca, animato dall’attesa ardente del Messia che il Battista accendeva nei cuori con la sua predicazione sulla Venuta. Un giorno, mentre Andrea è con il Battista, vede passare un uomo. Giovanni lo indica come il Messia. L’attesa che Andrea porta dentro è così viva che immediatamente si mette a seguire Gesù, desideroso di rimanere con Lui. Fa, inoltre, una cosa ancora più bella: incontra suo fratello Simone e gli comunica che l'attesa del popolo ha avuto un compimento. Mi ha colpito molto che proprio ieri, da Istanbul, papa Leone abbia invitato i cristiani a essere come Andrea. Non è un caso: Andrea è patrono e Padre della fede di quella terra. E in questo Avvento sembra essere lì, sulla soglia ...

Anime abbandonate

In questo periodo dell’anno, mi piace soffermarmi a meditare sul grande patrimonio religioso e culturale napoletano che riguarda le anime dei morti. È un culto che amo profondamente: una forma di comunione tra i vivi e i defunti che nessuno è mai riuscito a interrompere. Tra le anime che riposano negli ipogei di Napoli, ci sono le anime abbandonate , quelle dimenticate, senza nome, senza preghiere. Eppure, proprio verso di loro, il popolo napoletano ha sviluppato una delle forme più intelligenti e misericordiose di spiritualità: l’adozione dell’anima abbandonata. Nella tradizione partenopea, un’anima abbandonata può essere “adottata” da un vivente, che si prende cura di lei con preghiere e gesti d’amore, senza giudicarne la vita o i peccati. È un atto rivoluzionario, soprattutto se pensiamo che, in alcuni periodi della storia, la Chiesa cattolica proibiva di pregare o seppellire certe categorie di morti. Il popolo napoletano, però, ha scelto la misericordia , superando...

Guardare il mondo con gli occhi della profezia-Sessant'anni di Nostra aetate

Il 28 ottobre la Chiesa cattolica ha ricordato i sessant’anni della Dichiarazione conciliare Nostra Aetate, il documento che ha aperto un dialogo nuovo e fecondo tra la Chiesa e le altre religioni. Questo anniversario è stato per me un’occasione preziosa per approfondire un testo che, fino a poco tempo fa, conoscevo solo attraverso il celebre paragrafo 4, quello dedicato ai rapporti tra cristianesimo ed ebraismo. Rileggere l’intera dichiarazione, meditarla e scoprire i suoi retroscena, illuminati anche dalle recenti riflessioni di Papa Leone, mi ha fatto cogliere la sua portata profetica. Si percepisce in ogni riga l’opera discreta ma potente dello Spirito Santo, vero “regista” di questa dichiarazione conciliare. Il cuore pulsante di Nostra Aetate è il desiderio di rivedere radicalmente la visione cristiana dell’ebraismo: il documento riconosce le radici ebraiche del cristianesimo e, partendo da questa consapevolezza, apre lo sguardo verso tutte le religioni. È un invito non solo teol...

Semi che portano frutti di giustizia e di pace

Il titolo di questo post riprende le parole di Papa Leone nel Messaggio per la X Giornata per la cura del Creato, dove ha definito il Borgo Laudato Sì un “seme che porta frutti di giustizia e di pace”. Venerdì 5, in maniera ufficiale, il Papa ha inaugurato a Castelgandolfo, nella residenza estiva dei papi, un Borgo dove i principi dell'Enciclica Laudato sì possano essere applicati, studiati e diffusi. Dieci anni fa, nel 2015, con la pubblicazione della Laudato Sì, Papa Francesco ci ha invitati a cambiare sguardo sul creato. Non più un bene da sfruttare, ma una casa comune da custodire. La trascuratezza di questa casa comune sta infatti generando ferite profonde: crisi ecologiche, povertà, ingiustizie sociali e rischi concreti per la stessa sopravvivenza dell’umanità. Con quella Enciclica, Francesco ha unito la voce cattolica a quella di altri cristiani di diverse confessioni, tutti mossi dallo stesso richiamo dello Spirito: prendersi cura della creazione. In questo decennio sono...

Una novena all'Assunta per chiedere la Pace

In questi giorni ci troviamo a fare l'esperiemza diretta della mancanza di pace. E' un'assenza tangibile nel cuore delle persone, nelle famiglie, nelle realtà ecclesiali e sociali. Poi ci sono le guerre che non solo rappresentano la mancanza di pace, ma proprio la degenrazione dell'umano, il punto più basso in cui può cadere l'umanità. Dal dopoguerra in poi, le società occidentali hanno cercato di "organizzare" la pace come fosse una strategia umana, a volte anche imponendola. Papa Francesco ha più volte sottolineato che la pace non è semplicemente assenza di guerra e Leone ci ha detto, proprio poco dopo la sua elezione, che la pace è il primo dono del Risorto. Non è qualcosa di umano. Eppure, dobbiamo riconoscerlo: abbiamo fallito nell’educare alla pace. Al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa sede il papa ha detto che la pace si costruisce nei cuori e a partire dai cuori. E noi? Abbiamo costruito tanto, investito tanto… ma troppo spesso in t...

Guardarsi nel cuore

In questi giorni sono stati pubblicati due articoli molto interessanti sulla spiritualità che Papa Leone sta offrendo alla chiesa. Per me sono stati molto illuminanti, soprattutto per confermarmi rispetto a ciò che lo Spirito Santo sta suggerendo anche a me, e ho pensato di suggerirveli, cosicche, magari, possano ispirare anche voi. E forse, come è stato per me, potranno anche per voi diventare lampade sul sentiero. Il primo di essi è stato pubblicato su Avvenire, l'8 luglio. E' stato scritto dalla professoressa di filosofia medievale dell'Università Cattolica di Milano, Paola Muller. Si intitola "Chi sono io?". Seguendo Agostino nel cammino verso Dio.Il titolo già dischiude una domanda che ci accompagna per tutta la vita: “Chi sono io?”. È un viaggio interiore sulle orme di Agostino, alla ricerca di Dio che sempre ci abita, anche quando ci crediamo soli. Puoi leggerlo al link: Il secondo è uscito ieri sul sito "Vatican News". E' della giornalista T...

Se ti accorgi di non essere un terreno fecondo non scoraggiarti!

Questa Pentecoste è stata, per me, un momento spiritualmente molto faticoso. Sono arrivata a viverla con un forte senso di infecondità interiore. Qualsiasi cosa facessi, ovunque andassi, mi sentivo soffocata, inadatta, persa. Eppure, proprio in questo momento arido, mi ha profondamente ispirata la prima udienza di Papa Leone, incentrata sulla parabola del seminatore. Un passaggio, in particolare, mi ha fatto pensare a una pratica contemplativa che ultimamente molte persone stanno riscoprendo: la visio divina . La visio divina è una forma di preghiera che riprende i passaggi classici della lectio divina – lettura, meditazione, preghiera, contemplazione – ma li applica non a un testo, bensì a un’immagine. È una pratica ecumenica, che unisce cristiani di diverse confessioni. Pensate che io l’ho conosciuta proprio grazie a fratelli e sorelle non cattolici! Durante l’udienza, Papa Leone ha citato un'opera di Van Gogh: Il seminatore al tramonto. Ecco le sue parole: "Ho in mente qu...

"Andiamo avanti"

Il lunedì di Pasqua abbiamo appreso una notizia che ci ha lasciati sgomenti: Francesco, il papa che ha segnato profondamente i cuori e la vita di molti di noi, era morto. Io sapevo che il Papa fosse malato, che, in qualche modo, gli restava poco da vivere, ma apprendere che il papa non era più tra noi, mi ha lasciata smarrita. Francesco mi ha fatto sentire profondamente "dentro" la chiesa cattolica. Fino alla sua elezione, mi ero sempre sentita in qualche modo in dissenso, non ascoltata e neppure vista da una chiesa che dice di essere di tutti, ma, di fatto, ascolta poco i suoi figli e soprattutto le sue figlie. Francesco era molto importante per me. Era vero, non costruito, era in ascolto, sempre e di tutti, ed era una persona che sapeva cambiare idea. La sua morte mi ha lasciata proprio smarrita. Inoltre, dal tempo che è intercorso tra la morte del papa ed i suoi funerali, ho sentito affermazioni e dichiarazioni che mi hanno spaventata. Nei discorsi di persone comuni c...

Incredibilmente risorto e vivo!

Il senso di vuoto e di smarrimento di questo Sabato Santo, per me, è stato fortissimo. Vuoto e smarrimento che stanotte, nella grande veglia pasquale, è diventato più forte. Pensavo alle donne: l'unica cosa che gli restava del loro amico, del loro Maestro era quel corpo morto. Neppure più quello era loro concesso di toccare. "Ci mancava solo questo! "- ho immaginato che esse avranno pensato. Come lo penso io, davanti alle tante fatiche e ingiustizie che vivo e vedo vivere ogni giorno da chi incontro. Chiedono aiuto a Pietro. Avevano sentito che Gesù, quella sera, durante quelo strano e scioccante Seder di Pesach, gli aveva detto: "Conferma i tuoi fratelli" (Lc 22,32). Esse sperano che Pietro possa fare qualcosa per riavere almeno il corpo del Signore. Anche Pietro, però, si limita a vedere che i teli e il sudario erano stati sistemati in luoghi diversi. Giovanni, che va con Pietro, fa un'esperienza diversa: vede e crede . Qui comincia l'esperienza d...

Quaresima 2025 in pellegrinaggio verso la tua Gerusalemme

Nel suo Messaggio per la Quaresima 2025 , papa Francesco si riferisce a questo tempo del cammino ecclesiale come ad un " pellegrinaggio " . E' un pellegrinaggio, dice il papa, che facciamo sui passi del popolo d'Israele che va verso la terra promessa, Gerusalemme. Anche noi, da oggi, mercoledì delle ceneri, saremo chiamati dallo Spirito Santo ad andare spiritualmente verso il luogo dell'incontro con il Signore, che per noi cristiani è Gesù, il Risorto.Questo è il senso profondo di questo tempo quaresimale. Tanti sono i motivi che ci spingono a muoverci quando facciamo un pellegrinaggio: la liberazione, la crescita, l'incontro con Dio, la guarigione, la comunione, il ringraziamento. Credo che la prima grazia che possiamo chiedere allo Spirito Santo sia quella di capire il senso del nostro pellegrinaggio quaresimale, cioè, cosa in quest'anno giubilare ci sta spingendo ad andare per incontrare il Risorto. Ciascuno di noi, nel segreto, come dice il Vangelo, ...

"Andare": un verbo che, in quest'anno giubilare, ha molto da insegnarci. Ancor più di prima

Noi cattolici siamo, ormai, quasi al secondo mese dell'anno giubilare, che ha come tema "Pellegrini di speranza". E' il terzo post che dedico al Giubileo, momento prezioso per la vita di ciascuna persona, non solo per i credenti a causa del forte impatto di cambiamento sociale che esso provoca. Lo stimolo a riflettere sul verbo "andare" , me lo ha dato un evento che sta vivendo la parrocchia che frequento in questo periodo, che è la mia parrocchia di origine. Il giovane viceparroco, neppure a metà anno pastorale, è stato spostato in un'altra parrocchia. Non sono per niente d'accordo con questa scelta, che, per quanto possa essere dettata da "urgenze pastorali", non è rispettosa nè del popolo di Dio nè della pastorale sinodale a cui Francesco sta cercando di farci convertire. Voglio trovare, tuttavia, in questo evento degli stimoli spirituali attraverso i quali lo Spirito Santo ci parla. Il grande pellegrinaggio del nostro padre Abramo c...

Resoconto del mio primo pellegrinaggio di speranza dell'anno giubilare 2025

Quado papa Francesco, nella notte di Natale, ha aperto la Porta Santa in S. Pietro, come segno di inizio dell'anno giubilare, ha voluto in Vaticano la statua di S. Maria della Speranza , patrona di Battipaglia. A pochi giorni, dal rientro del simulacro a Battipaglia, ho deciso di recarmi in pellegrinaggio proprio, lì a Battipaglia, al Santuario dove Maria viene venerata con questo titolo. La chiesa ha origini antiche, così come la devozione mariana ad essa associata. Nel 1800, venne realizzata su commissione dei Borbone, la statua che oggi si venera nel Santuario, sopravvissuta a due terremoti devastanti, di cui il primo nel 1857, ha completamente distrutto la chiesa, ricostruita poi nel 1908. Il santuario è davvero suggestivo, arredato con gusto, pieno di elementi di arredo greci, come le lampade, i lampadari e un'icona della deposizione di Gesù dalla croce. Quando mi sono soffermata a meditare sull'immagine di Maria, rappresentata nell'icona, mi colpiva tantissimo l...