sabato 23 gennaio 2010

Stesi il lembo del mio mantello su di te (Ez16,8)





La preghiera e l'approfondimento del ministero della danza mi hanno fatto prendere consapevolezza di un'azione potente di Dio nei confronti del suo popolo che è quella di avvolgerlo, di rivestirlo, di ricoprirlo.Sia durante la settimana di preparazione dei cresimandi sia durante la festa di Sukkot, avevamo sperimentato la potenza di accompagnare col segno del manto che ricopre i fedeli la preghiera di invocazione allo Spirito Santo. Avevamo, inoltre, letto e visto in coreografie di altri danzatori quanto efficace fosse questa esperienza, ma oggi abbiamo raggiunto e sperimentato una nuova consapevolezza rispetto
a questo strumento. Gli strumenti di chi danza servono, infatti, a far vedere Dio con gli occhi del cuore e il manto ci fa vedere e anche sentire sulla pelle il contatto con Dio che,come il Padre Misericordioso, ancora, nella sua misericordia ci corre incontro, ci abbraccia e ci bacia.
Nel passo del profeta Ezechiele che ho usato come titolo, come in
moltissimi passi da Genesi ad Apocalisse, la Parola di Dio è piena di riferimenti all'amore di Dio per il suo popolo come ad un'amore sponsale. Sono sicura nella fede, che
questa metafora non è casuale e non è esclusivamente un metafora, perchè Gesù stesso parla di sè come dello Sposo.
Il matrimonio, pertanto, è un sacramento che è chiamato ad essere immagine e segno dell'amore tra lo Sposo e la Sposa nella Gerusalemme celeste, un mistero grande! Ho letto che, nel matrimonio ebraico, la cerimonia si svolge all'interno di un baldacchino, la chuppa, che simboleggia proprio il rivestimento di Dio sulla coppia, la provvisorietà dell'amore umano e, per i fratelli messianici in particolare, simboleggia il sangue dell'agnello nel quale siamo immersi per la nostra salvezza.
Gli eventi della mia vita personale e professionale mi fanno capire
che esiste un vero e proprio accanimento da parte delle forze
del male nei confronti dell'amore tra l'uomo e la donna. Le coppie oggi sono sole, senza preghiera e senza Gesù. Fiumi di odio si sviluppano tra le persone, nelle famiglie e purtroppo, tra le generazioni.
Quando le coppie si fanno accompagnare da noi nel percorso prematrimoniale, matrimoniale o di guarigione del matrimonio, succede spesso che preghiamo per loro mettendoli sotto un manto.
Oggi, però, nella festa liturgica del matrimonio di
Maria e Giuseppe, abbiamo voluto farlo per tutti gli sposi presenti a Messa. Il matrimonio di Giuseppe e Maria, come i nostri matrimoni, ha dovuto subire tante prove, il loro amore è stato ed è più volte
messo in discussione, a tal punto che, come dice uno studioso di S. Giuseppe, si fa difficoltà a definire Maria sposa di Giuseppe; difficoltà, peraltro che l'angelo, apparso in sogno a Giuseppe, non
ha avuto (Lc,1,20)...
Abbiamo allora, con semplici passi di danza, voluto mettere sotto la chuppa che, in questo giorno ha avvolto i
santi sposi, tutti gli sposi
presenti a Messa. Due scene hanno riscaldato i nostri cuori (e anche i nostri corpi,
con i piedi scalzi sul pavimento gelido della nostra parrocchia!): la prima è stata vedere la commozione degli sposi presenti che si sono sciolti in lacrime
durante questo bellissimo momento; la seconda è stato poter poggiare il manto di protezione poggiandolo direttamente sulle loro teste. Per ciascuna di noi è stata un'esperienza fortissima che è venuta fuori spontaneamente mentre danzavamo durante il canto.



Voglio continuare a riflettere sul matrimonio in questo blog, ma voglio ora chiudere questo post dicendo con forza: "Non abbiate paura di chiedere aiuto!"
Il nostro ritiro parrocchiale di oggi aveva come tema il combattimento spirituale di Israele contro Amalek. Sappiamo bene che, spesso nella vita di coppia, bisogna lottare, ma, la fraternità vi garantisce che ci saranno dei Mosè, Aronne e Cur che pregheranno perchè la vostra lotta possa essere vittoriosa nel nome potente di Gesù, lo Sposo!

Non esitate a chiederci preghiere anche attraverso il blog!
I Santi Sposi dal cielo ci portino la benedizione del Signore...

martedì 5 gennaio 2010

Ho danzato davanti al Signore (2 Sam 6,21)





Per questo tempo santo del Natale del Signore abbiamo sentito forte nella preghiera di coinvolgere per un tempo di ritiro tutto il ministero della danza.
Ci siamo resi conto, infatti, della preziosità di questo ministero
nella nostra fraternità e in tutta la chiesa di Dio.
Il mio legame personale con la danza è stato molto forte, fin da quando la Comunità delle Beatitudini, ha portato questa splendida forma di preghiera nella mia parrocchia ad Ercolano. Da quando abbiamo cominciato il cammino verso la fraternità a Ponticelli, abbiamo sempre cercato di valorizzare la danza. Oggi dopo circa 6 anni nei quali abbiamo danzato solo in occasioni particolari, abbiamo sentito il bisogno di fermarci e di comprendere cosa lo Spirito Santo ci volesse comunicare per questo servizi
o di preghiera nella chiesa.
In questo impegno ministeriale per la danza, oltre a Silvana e Ciro, stiamo camminando insieme ad Anna, Clara e Linda che già collaborano in parrocchia a diversi livelli.
Nel passo del Libro di Samuele che ho usato come titolo si dice che Davide danzava davanti al Signore con tutta la forza. Questo passo sembra fare eco al comandamento dell'amore che Gesù da nel Vangelo di Marco: "Amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e tutte le tue forze". Ciò che spingeva Davide a danzare era un cuore innamorato del suo Signore. E noi come Davide abbiamo voluto impegnarci innanzitutto ad avere un cuore che ama: da lì verrà poi fuori l'offerta dei nostri corpi attraverso la danza.
Gesù Bambino ci ha poi guidato in una potente danza di liberazione in cui abbiamo chiesto al piccolo Bambino Gesù che ci guidasse come nella profezia del profeta Isaia (11,6). Abbiamo messo nelle sue mani le nostre paure, le difficoltà riguardo al corpo, la paura dei giudizi (Mical è sempre presente! ,vedi 1 Cr15,29) e anche la forte spinta che lo Spirito Santo ci suggerisce rispetto alla valorizzazione della danza nella chiesa cattolica e per l'evangelizzazione.
Durante la danza, Gesù ci ha aiutati a schiacciare la testa del serpente nella nostra vita passando tra le braccia di ciascuno di noi.
Il confronto pomeridiano e il prezioso discernimento del nostro Padre Raffaele hanno fatto emergere i molti talenti che il Signore ha messo nelle nostre mani con questo ministero. Per brevità ne elenco solo alcuni:
  1. la potenza di guarigione e di liberazione della preghiera attraverso la danza;
  2. l'adorazione
  3. la catechesi per i sacramenti rivolta soprattutto ai giovani
  4. la celebrazione dei sacramenti
Ci siamo poi lasciati innanzitutto con la consapevolezza che chi danza, come scrive nel suo Manuale di danza cristiana Maria pia Flamini, sta davanti all'esercito. E' quindi il primo ad essere attaccato (vedi 2 Cr 20,21) ed è il primo ad avere bisogno di speciale protezione dal discernimento della chiesa.
Poi siamo andati via con una parola di speranza che abbiamo sempre tratto dai preziosi consigli del Manuale di danza cristiana : "Noi siamo più che vincitori in virtù di colui che ci ha amati" (Rm 8,37).

P.S. Cliccando sul titolo potrete come sempre vedere le foto e i video del nostro ritiro.
P.S.1: Dimenticavo...se qualcuno volesse danzare con noi, due volte al mese faremo degli incontri specifici di danza, di preghiera e di formazione. Gesù ti aspetta per danzare...


venerdì 1 gennaio 2010

1 gennaio: “Ecco la serva del Signore”


Con Sant’Alfonso medito
Per l'amore che portava alla virtù dell'ubbidienza, quando l'arcangelo Gabriele le annunziò la nascita di Gesù, Maria non volle chiamarsi con altro nome che quello di serva: « Ecco la serva del Signore ». « Vera ancella, dice san Tommaso da Villanova, che né con le parole, né con le né con il pensiero si oppose mai all'Altissimo ma opere, spogliandosi di ogni volontà propria visse sempre e in tutto ubbidiente alla divina volontà ». Ella stessa dichiarò che Dio si era compiaciuto di questa sua ubbidienza: « Ha guardato l'umiltà della sua serva » (Lc 1,48). Questa è l'umiltà propria di una serva: essere sempre pronta a ubbidire. Sant'Agostino dice che la divina Madre con la sua ubbidienza rimediò al danno che aveva fatto Eva con la sua disubbidienza: « Come Eva disubbidendo divenne causa di morte per sé e per tutto il genere umano, così Maria Vergine ubbidendo divenne causa di salvezza per sé e per tutto il genere umano ». L'ubbidienza di Maria fu molto più perfetta di quella di tutti gli altri santi. Inclini al male per il peccato originale, gli uomini provano difficoltà nel bene operare; ma non così la beata Vergine. San Bernardino scrive: esente dal peccato originale, « Maria non aveva impedimenti nell'ubbidire a Dio, ma fu come una ruota che si muoveva prontamente ad ogni ispirazione dello Spirito Santo ». Lo stesso santo aggiunge: « La Vergine tenne sempre gli occhi fissi su ciò che piace a Dio e lo esegui con fervido consenso ». Di lei fu detto: « L'anima mia si è liquefatta, quando (il mio diletto) ha parlato » (Ct 5,6). Riccardo di san Lorenzo commenta: « L'anima della Vergine era come uù metallo liquefatto per un incendio d'amore, pronta a prendere tutte le forme della divina volontà ». Maria dimostrò quanto era pronta all'ubbidienza in primo luogo quando per piacere a Dio volle ubbidire anche all'imperatore romano facendo alla volta di Betlemme un viaggio di novanta miglia, in pieno inverno, incinta e povera, tanto che fu costretta a partorire in una stalla. Fu ugualmente pronta quando, avvertita da san Giuseppe, si mise subito in cammino la notte stessa per il lungo e penoso viaggio verso l'Egitto. Perché, si domanda il Silveìra, la rivelazione di fuggire in Egitto fu fatta a san Giuseppe e non alla beata Vergine che più doveva sentirne la fatica? E risponde: « Perché non le fosse tolta l'occasione di esercitare un atto di ubbidienza alla quale era prontissima ». Ma soprattutto Maria dimostrò la sua eroica ubbidienza quando, per ubbidire alla divina volontà, offrì alla morte il Figlio suo con tanta fermezza che, come dice sant'Ildefonso, sarebbe stata pronta a crocifiggere il Figlio, se fossero mancati i carnefici a Quando la donna del Vangelo esclamò: « Beato il ventre che ti ha portato! », Gesù rispose: « Beati piuttosto quelli che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica » (Lc 11,27-28). Commentando queste parole, il venerabile Beda scrive che Maria fu più felice per l'ubbidienza alla volontà divina che per essere stata costituita Madre di Dio stesso. Quindi sono molto graditi alla Vergine quelli che amano l'ubbidienza. Una volta ella apparve nella sua cella a un religioso francescano, chiamato Accorso. Ma questi, chiamato ad andare a confessare un infermo, si allontanò come gli ordinava l'ubbidienza. Ritornato, trovò Maria che lo stava aspettando e che lodò molto la sua ubbidienza io. Al contrario, la Vergine rimproverò vivamente un altro religioso che, quando suonò la campanella del refettorio, si trattenne a terminare le sue devozioni. Parlando a santa Brigida della sicurezza che vi è nel-l'ubbidire al padre spirituale, Maria le disse: « L'ubbidienza conduce tutti alla gloria ». San Filippo Neri affermava che Dio non chiede conto delle cose fatte per ubbidienza, poiché egli stesso ha detto: « Chi ascolta voi ascolta me. Chi disprezza voi disprezza me » (Lc 10,16). La Madre di Dio rivelò poi a santa Brigida che per merito della sua ubbidienza ha ottenuto dal Signore che tutti i peccatori che ricorrono a lei pentiti, per quanto gravi siano le loro colpe, saranno perdonati. Regina e madre nostra, prega Gesù per noi, ottenendoci per merito della tua ubbidienza di essere fedeli nell'ubbidire alla sua volontà e agli ordini dei padri spirituali. Amen.

Maria ha messo la sua vita, i suoi sogni, il suo amore totalmente nelle mani di Dio…
Se oggi Gabriele, l’angelo del Signore, venisse da me e mi chiedesse di mettere la mia vita completamente nelle mani di Dio cosa farei? Dio si farebbe carne?

Medito e prego ripetendo la frase di Maria nel Vangelo di Luca: “Ecco la serva del Signore”, la ripeterò per tutta la giornata.