domenica 8 settembre 2019

E' il tempo del creato!

Questo 1°settembre, con la Giornata dedicata alla preghiera per il Creato, è cominciata la "stagione del Creato" che durerà fino al 4 ottobre, festa di S. Francesco d'Assisi.
Per noi che quest'anno abbiamo ricevuto dallo Spirito Santo l'intuizione di approfondire il tema della fratellanza umana, dell'unità tra i cristiani e che, già da tempo, preghiamo per sanare la ferita della prima rottura della chiesa col mondo ebraico, la stagione del creato è un vero e proprio momento propizio per la conversione.
La stagione del creato, infatti, è un tempo durante il quale tutte le chiese cristiane sono impegnate insieme per realizzare uno dei primi compiti affidati dal Padre Creatore all'uomo: custodire la terra.
Questo arco di tempo è anche il periodo in cui gli ebrei si preparano a festeggiare Rosh ha shanah vivendo un momento di conversione in cui ci si lascia guardare da Colui che ha creato il mondo e in cui Colui che ha creato il mondo poggia lo sguardo su tutte le creature della terra.
E' quindi un momento favorevole per vivere in maniera diretta l'unità che lo Spirito Santo ci ha chiesto di vivere!
L'estate che sta volgendo al termine ci ha fatto guardare alla natura in tutta la sua meravigliosa bellezza: le giornate lunghe e luminose, i mari e le spiagge, le montagna, i vulcani, i laghi, i fiumi, i tramonti e le notti stellate. Ci ha fatto entrare in relazione in maniera più forte con la natura che ci circonda. E' proprio questa relazione che noi abbiamo bisogno bisogno di approfondire,  di ritrovare e di guarire, perchè stiamo pagando molto caro l'esserci disconnessi dalla profonda armonia che Dio ha creato ed è profondamente insita nell'universo.
Io credo che i santi a cui la chiesa ci fa guardare in questo arco di tempo possano essere delle valide guide per condurci per mano in questo tempo di conversione. Sicuramente ce ne saranno altri, tuttavia, io qui ne ricorderò solamente tre che mi sono particolarmente cari.
Il 17 settembre festeggeremo S. Ildegarda di Bingen, uno dei più grandi geni dell'umanità. Ildegarda ha saputo leggere ciò che Dio aveva scritto nel cosmo e ha saputo istruirci profondamente sull'armonia del Creato e su come vivere in armonia sia salutare per l'essere umano.
Il 29 settembre festeggeremo i santi Arcangeli. La tradizione cristiana antica rappresentava S. Michele nel punto che il Sole attraversava per l'equinozio per far comprendere che l'Arcangelo è a protezione di questo tempo di buio che avanza e che la sua forza avrebbe permesso "alla donna che deve partorire" di farlo e di arrivare quindi al Solstizio d'inverno che si verifica proprio in prossimità del Natale.
Il 4 ottobre, infine, a chiudere la stagione del creato avremo S. Francesco. Io credo che Francesco in questo tempo ci stia insegnando a meravigliarci. La lode del Cantico delle Creature può venire solo dalla bocca di chi sa scorgere quanto sia "miracoloso" questo universo nel quale abitiamo.
L'ho già scritto qui, ma mi piace pensare, con la tradizione ebraica, che questo universo sia l'utero nel quale ci prepariamo all Vita, quella che ci porterà a nascere tutti a vita Vera nel Regno che il Padre ha preparato per Gesù e la sua Sposa.
Maranathà, Vieni Signore!

domenica 21 luglio 2019

"Fratres sumus": san Giovanni XXIII e l'invito alla fratellanza universale

Il 21 giugno di quest'anno, papa Francesco è venuto al Seminario S. Luigi Gonzaga per avviare, da Napoli, un itinerario di fratellanza universale tra i popoli del Mediterraneo. Siamo contenti che lo Spirito Santo, attraverso il papa, abbia sottolineato questo carisma che, fin dalle sue antichissime, questa nostra città possiede.
A me piace molto trovare le radici spiritualidi quello che i papi fanno; mi piace scendere nel profondo delle loro ispirazioni.  Ho provato, quindi, a cercare le possibili ispirazioni che può aver avuto il Papa, mosso dallo Spirito Santo.
Penso che la radice santa su cui il papa stia innestando questo itinerario di fratellanza tra gli uomini e i popoli sia l'ispirazione del santo papa Giovanni XXIII.
Non ho vissuto l'epoca in cui questo grande profeta è vissuto tra gli uomini, ma, ascoltando alcuni dei suoi discorsi e leggendo qualche stralcio del suo "Giornale dell'anima", ho capito la portata carismatica che questo papa ha avuto per l'unità tra i cristiani e la fratellanza tra i popoli.
Mi piace pensare che Francesco si senta ispirato da questo grande profeta che ha saputo commuovere e convertire tanti cuori. La frase che spesso fa incidere sui regali che fa ai leader religiosi - :"Cerca ciò che unisce, supera ciò che divide"- è una delle espressioni che, in diversi discorsi, abbiamo sentito sulla bocca del papa santo.
In un articolo, apparso sul quotidiano Avvenire, nell'anno della sua canonizzazione,  https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/papa-giovanni-vero-patrono-dellunit-di-tutti-i-cristiani, il patriarca Bartolomeo I dice che, dal mondo ortodosso già, durante il concilio, fu fatta la proposta di proclamare papa Giovanni XXIII patrono dell'unità tra i cristiani.
Di fatto, sarebbe bello che in questo tempo in cui lo Spirito Santo ci invita a lavorare all'unità tra i cristiani e all'amicizia tra i popoli, ci facessimo guidare da questo grande papa. Come egli è stato una sorpresa per il rinnovamento della Chiesa negli anni in cui è vissuto sulla terra, così lo sarà sicuramente molto di più dal cielo.


Così verrà finalmente la nuova Pentecoste da lui profetizzata che accompagnerà la Chiesa all'incontro con il suo Messia.
Maranathà, vieni Signore!

domenica 23 giugno 2019

I miracoli dell' Eucarestia insegnano più di mille catechesi!

Nel mese che ha preceduto la festa del Corpus Domini, la nostra parrocchia ha ospitato la mostra dei miracoli eucaristici realizzata da Carlo Acutis.
Ho già parlato di Carlo su questo blog e non potete immaginare quanto piacere mi abbia fatto la presenza in parrocchia di questa sua meravigliosa opera.
Al di là della mia felicità, ho potuto sperimentare i grandi frutti spirituali che la mostra di Carlo ha portato. Quasi tutte le realtà parrocchiali si sono fermate ad approfondire i miracoli eucaristici, in particolare, io sono stata testimone di quanto i giovani siano rimasti fortemente colpiti da quanto un miracolo eucaristico, accaduto magari lontano, nel tempo e nello spazio, possa parlare alla nostra vita personale e riaccendere i carismi della Chiesa che, a tutti i costi, il Maligno, in questo periodo, tenta di spegnere.
Carlo, con questa sua mostra, ha lasciato parlare l'Eucarestia e questo suo insegnamento ha dato molto anche a me personalmente.
Da molti anni, conosco la mostra di Carlo attraverso il libro e il sito web che sono stati tratti da questo suo prezioso ministero nella chiesa, tuttavia non mi ero mai soffermata sugli insegnamenti personali ed ecclesiali che i miracoli eucaristici potevano fornirmi. Riflettendo su questo argomento, mi sono imbattuta in un "prodigio" eucaristico (non lo chiamo miracolo perchè la chiesa non si è ancor pronunciata sull'argomento), accaduto a Lourdes nel 1999. Avevo visto il video di questo prodigio diverse volte, ma non mi ero mai soffermata sui significati che quel prodigio potesse suggerire.
In questi giorni, invece, ho avuto modo di approfondire un commento molto interessante del monaco trappista Lino Colosio, il quale dà una spiegazione ecumenica del prodigio di Lourdes, facendo emergere tantissimi significati spirituali della "levitazione" dell'ostia che, a mio avviso, sono da meditare profondamente. Soprattutto, due elementi ho trovato molto interessanti: la dimensione ecumenica del prodigio e la sottolineatura dell'intervento dello Spirito Santo nel grande miracolo della transustanziazione. Vi rimando al commento e allo studio che il P. Lino ha fatto sul sitohttp://www.ilpanevivo.org/scherzo.htm e dove potrete anche vedere direttamente il video sul prodigio eucaristico di Lourdes.
Credo profondamente che in qu
esto tempo storico in cui tutti si sentono in diritto di parlare su ogni cosa, sia importante imparare ad ascoltare gli insegnamenti che provengono da ciò che avviene più che da ciò che si dice. Questo vale ancora di più nel caso di Dio: è importante concentrarsi di più su cosa Dio vuole dirci piuttosto che su ciò che il mondo e gli uomini ci dicono di Dio. Così sarà semplice riconoscere la voce dello Sposo quando egli arriverà nella gloria.
Maranathà, vieni Signore!

sabato 18 maggio 2019

Il messaggio di Kibeho per questo tempo di odio

La cronaca di questi ultimi tempi ci mette a conoscenza di tante notizie dolorose che ci fanno registrare un aumento dell'odio nel mondo in cui viviamo: l'aumento di una criminalità spietata, l'aggressività, verbale e non nei confronti  del diverso e del più debole, la crescente persecuzione verso i cristiani.
Questo clima di odio non fa che moltiplicare l'odio e, anche chi non condivide questi atteggiamenti, comincia a diffidare di tutto e di tutti. La conseguenza di tutto ciò è che ognuno di noi si relaziona di meno con gli altri, è meno aperto, ci si barrica tutti dietro le poche sicurezze che questo tempo mutevolissimo tende a lasciarci.
Io ho sempre provato un fascino fortissimo per le il messaggio che la Madonna ha dato a Kibeho in Rwanda. Quel messaggio di preghiera e di cambiamento ha aiutato un popolo diviso dall'odio a cercare la riconciliazione e a vivere in maniera pacifica diventando esempio per altri popoli dell'Africa.
L'ho già scritto in questo blog,  e ora lo ripeto, credo che, come ha detto la Madre del Verbo quello che ha annunciato a Kibeho come "terapia contro l'odio", valga per l'umanità intera.
A me piacerebbe, affrontare su questo blog, i grandi temi del messaggio spirituale di Kibeho, perchè tutti quelli che leggono possano guarire da tutte le ferite che la mancanza di amore causa a ciascuno di noi e che diventa sede di proliferazione dei semi di odio.
In questo mese di maggio, ho cominciato pregando il Rosario dei 7 dolori, che la Madre del Verbo ha chiesto di recitare, in aggiunta al Rosario tradizionale. Avevo già sperimentato in un momento personale di enorme mancanza d'amore il potere consolante e di guarigione di questo rosario e, anche in questo mese, lo sto offrendo a Maria che piange a causa dell'odio contro l'Amore.
La "terapia contro l'odio" che la Madre del Verbo ha fornito in Rwanda è stata di un'efficacia inaspettata, perchè nel 1994 lì, l'uomo ha perso completamente l'umanità.
Mi sono rimaste impresse a proposito del genocidio ruandese le parole di uno dei fotografi e artisti che più ammiro, Sebastião Salgado: "Quello che ho visto durante il genocidio ruandese mi ha fatto perdere la fede nell'uomo e nel mondo". 
Eppure per quel popolo immerso nell'odio, la Madre del Verbo ha saputo ricreare spazi di conversione, di riconciliazione e di unità! Se lei stessa ha detto che il messaggio che portava in Rwanda era valido per l'umanità intera, credo che valga veramente la pena sperimentarlo. 
Maranathà, vieni signore Gesù!


domenica 3 marzo 2019

Un mese a san Giuseppe in un anno da dedicare a lui


All'inizio di quest'anno 2019, mi sono unita all'iniziativa lanciata da un sito colombiano cristiano che invitava a dedicare il nuovo anno a S. Giuseppe. E' il 2019 e 19 è il numero che è associato alla festa in cui la chiesa cattolica onora il suo Patrono Universale. Questo marzo, pertanto, mese in cui cade la sua festa, ho deciso di onorarlo in modo particolare dedicando alla meditazione delle sue virtù ogni giorno del mese.


Vi unite a me? Anche se il mese è già cominciato non è mai troppo tardi...
Credo che il momento storico-sociale ed ecclesiale che stiamo vivendo debba essere necessariamente dotato di una figura che ha autorità, che sia padre. Quindi, se Gesù, che è Dio, si è scelto S. Giuseppe come padre, è perchè lo ha ritenuto il migliore che ci potesse essere.
Come ho già scritto precedentemente, l'anno pastorale che stiamo vivendo, noi lo abbiamo dedicato alla meditazione sulla santità nella vita quotidiana. Poiché nel Vangelo di S. Giuseppe è scritto veramente poco, io volevo che una persona santa mi accompagnasse per mano in questo mese. Volevo l'aiuto profetico di un personaggio legato a Dio per armi accesso al cuore di padre di S. Giuseppe. Dopo qualche piccola ricerca, ho finalmente scelto!Negli anni passati, avevo letto qualche meditazione di un sacerdote salesiano che si chiama Giuseppe Tommaselli, morto nell'anno 1989. Non conoscevo la sua fama di santità, ma mi era piaciuto moltissimo. Così ho scaricato dal sito internet don-giuseppe-tomaselli.htm il suo libretto di meditazioni su S. Giuseppe e mi ritengo veramente contenta.
Provate anche voi!
Siamo solo al 3 marzo, ma per ogni giorno di meditazione c'è qualcosa di profondo che è rimasto impresso nel mio cuore. Se devo scegliere una cosa da dirvi in particolare c'è un commento bellissimo all'ultima apparizione di Fatima in cui anche S. Giuseppe viene a benedire il mondo e Gesù che ha tra le braccia ripete lo stesso gesto di suo padre.
Che sia una benedizione che si estende anche a noi, alle nostre vite, alle nostre relazioni, alla nostra storia e a tutto l'universo.
Maranathà, vieni Signore!

domenica 13 gennaio 2019

"Spiritualizzare le cose comuni e la vita quotidiana"

Il titolo che dò a questo post è la parafrasi di una frase usata da S. Josè Maria Escrivà. 
S. Josè è un grande profeta dei tempi moderni molto poco conosciuto dai più nella chiesa. Le sue intuizioni, però, sono di grande aiuto per la vita di fede in questo nostro tempo e, in più, hanno tutta la carica geniale e profetica di una persona che aveva una lente speciale per guardare la realtà.
A proposito della santità, San Josè Maria ci fa un invito che riecheggia quello di Papa Francesco nella "Gaudete et Exsultate":"...Dio vi chiama a servirlo nei compiti e attraverso i compiti civili, materiali, temporali della vita umana...Sappiatelo bene: c'è un qualcosa di santo, di divino, nascosto nelle situazioni più comuni, qualcosa che tocca ad ognuno di voi scoprire".
(Qui trovate uno stralcio di questa sua omelia dalla sua voce diretta)  https://youtu.be/8Hcj9BCIfwo.
E' un invito affascinante.
Noi a questo invito abbiamo voluto rispondere conoscendo i santi in maniera più profonda, coloro che la chiesa ci mostra come testimoni dell'amore per Gesù.
Ieri, durante il nostro ritiro, abbiamo conosciuto una figura che ci ha letteralmente sedotto. E'un giovane che, come tutti i grandi santi napoletani, Napoli ha adottato. Si chiama Nunzio Sulprizio.


Le innumerevoli e commoventi testimonianze che il postulatore della causa ci ha raccontato ci hanno fatto vedere in questo ragazzo, morto a soli 19 anni, una persona capace di amare. Credo che proprio questa sia la sua caratteristica più santa, perchè Nunzio è riuscito ad amare, pur avendo vissuto un lungo periodo della sua vita in cui è stato maltrattato e schiavizzato. Questa sua grande capacità gli ha permesso di essere tanto amato nel suo soggiorno a Napoli e lo ha reso uno dei santi più amati della nostra città.
Nunzio ha fatto proprio quello che S. Josè dirà qualche anno dopo: ha portato l'amore di Dio nelle situazioni in cui la vita lo ha condotto: nel lavoro, alla corte di Napoli, nell'ospedale, in tutte le relazioni che ha avuto.
Mi ha ricordato la descrizione di santità che Pierluigi ha usato per sua madre, un'altra grande santa/donna normale della nostra epoca che è S. Gianna Beretta: "La figura di mia madre è una figura eccezionale di esempio per la gente, però è anche un esempio di semplicità e di normalità, infatti nella vita quotidiana era una donna come tutte le altre. Il messaggio è questo: anche attraverso una vita con problemi, fatta di paure si può comunque arrivare alla santità. Mia madre non ha fatto cose straordinarie, non ha fondato conventi, ha soltanto  vissuto in pienezza il suo ruolo di mamma, medico e moglie".
Io penso che questa eccezionale semplicità sia la chiamata profetica per gli uomini del nostro tempo, quella che preparerà la Sposa per la venuta del Re: Maranathà, Vieni Signore!