domenica 31 marzo 2013

Adesso sì che possiamo parlare della Messa!

Per condividere con voi l'ultimo elemento che Anna Katharina ha usato con noi per avvicinarci a Gesù durante questa quaresima ho voluto aspettare questo giorno santo e nuovo.
La Pasqua è la conclusione del rito terreno di Grande Espiazione che Gesù e il Padre hanno ideato per santificarci. Ora abbiamo la Via al Cielo, possiamo entrare nel Santo dei Santi ed essere adornati delle preziosità dello Sposo.
Ecco perchè oggi guardiamo alla Messa. In questi giorni, i santi, in maniera speciale ci hanno parlato di questo evento eccezionale, con loro lo ha fatto Papa Francesco e, ormai dall'inizio dell'anno, in parrocchia stiamo approfondendo la riforma liturgica avvenuta durante il Concilio Vaticano II attraverso gli scritti di Papa Benedetto.
Credo di aver capito una cosa da tutte queste spiegazioni: la Messa è un mistero. E' necessario che lo Spirito Santo ci riveli il senso sacro delle azioni, dei gesti, dei paramenti per poter entrare in questo mistero. Senza la rivelazione del senso, i significati ci sembrano vuoti e opinabili. 
La mia Anna Katharina, nella descrizione dell'ultima Messa della Madonna, racconta:" Quando gli Apostoli volevano celebrare il rito religioso, questo tavolo veniva trasportato alla destra del focolare ed appoggiato al muro; allorché la cerimonia era conclusa, il tavolo veniva riposto al suo posto d'origine. Dinanzi all'altare vi era un piedistallo ricoperto su cui stavano i rotoli dei Sacri Scritti. I lumi ardevano al di sopra dell'altare sul quale si trovava un vaso a forma di croce, fatto di
materia brillante, simile alla madreperla: era largo appena un palmo di larghezza e di
lunghezza, conteneva cinque scatole chiuse da coperchi d'argento. La scatola centrale
racchiudeva il Santissimo Sacramento; le altre contenevano crisma, olio, sale ed altri
oggetti benedetti...quando essi offrivano il sacrificio della nuova Alleanza, avevano sempre con loro le Ossa di profeti o di martiri.Infatti questa santa tradizione era legata a quella degli antichi Patriarchi che, quando offrivano sacrifici, portavano con loro le ossa di Adamo o di qualche altro antenato sul quale era scesa la Promessa. Il Salvatore, durante l'ultima Cena, aveva insegnato agli
Apostoli a fare così".
A questo voglio aggiungere una piccola parte dell'omelia che Papa Francesco ha rivolto ai sacerdoti durante la sua prima Messa crismale dopo l'elezione: Le vesti sacre del Sommo Sacerdote sono ricche di simbolismi; uno di essi è quello dei nomi dei figli di Israele impressi sopra le pietre di onice che adornavano le spalle dell’efod dal quale proviene la nostra attuale casula: sei sopra la pietra della spalla destra e sei sopra quella della spalla sinistra (cfr Es 28, 6-14). Anche nel pettorale erano incisi i nomi delle dodici tribù d’Israele (cfr Es 28,21). Ciò significa che il sacerdote celebra caricandosi sulle spalle il popolo a lui affidato e portando i suoi nomi incisi nel cuore. Quando ci rivestiamo con la nostra umile casula può farci bene sentire sopra le spalle e nel cuore il peso e il volto del nostro popolo fedele, dei nostri santi e dei nostri martiri, che in questo tempo sono tanti!Dalla bellezza di quanto è liturgico, che non è semplice ornamento e gusto per i drappi, bensì presenza della gloria del nostro Dio che risplende nel suo popolo vivo e confortato, passiamo adesso a guardare all’azione. L’olio prezioso che unge il capo di Aronne non si limita a profumare la sua persona, ma si sparge e raggiunge “le periferie”. Il Signore lo dirà chiaramente: la sua unzione è per i poveri, per i prigionieri, per i malati e per quelli che sono tristi e soli. L’unzione, cari fratelli, non è per profumare noi stessi e tanto meno perché la conserviamo in un’ampolla, perché l’olio diventerebbe rancido … e il cuore amaro.Il buon sacerdote si riconosce da come viene unto il suo popolo; questa è una prova chiara. Quando la nostra gente viene unta con olio di gioia lo si nota: per esempio, quando esce dalla Messa con il volto di chi ha ricevuto una buona notizia.
Io credo che se durante la Messa cominciassimo ad aprire il cuore alla potenza dello Spirito Santo e alla voce dei suoi santi potremmo sperimentare che, ogni giorno, si realizza per noi un miracolo misterioso che ci fa rivivere tutto Gesù, dall'Incarnazione al dono dello Spirito Santo, ci porta nella casa del Padre e ci consente di vedere Dio, perchè noi saremo come Egli è...
Che possiate vivere con questi occhi speciali dei santi le Messe sante a cui in questi giorni di vittoria e di novità partecipiamo!
Auguri!

giovedì 7 marzo 2013

Seguire il Crocifisso con Anna Katharina



Il post che oggi voglio condividere con voi mi viene dettato dal lavoro di scelta di brani sulla Passione e Morte di Gesù che sto facendo per la Via Crucis di venerdì 15 marzo. Quel giorno, infatti, abbiamo stabilito di pregare una "via Crucis"diversa dalle solite. Non andremo nelle zone, ma staremo nel campetto della nostra parrocchia e, inoltre, useremo le meditazioni di Anna Katharina Emmerick. Immergendomi nella meditazione delle visioni di Anna Katharina, comprendo quanto sia concreta la salvezza da parte del Signore che comincia proprio con la Passione.
Quando ho letto il libro di p. F.X. Durwell sulla resurrezione, mi ha colpito molto lo spazio dato al concetto di espiazione e i richiami a Yom Kippur. Leggendo Anna Katharina, ho compreso che quei legami Gesù li ha vissuti, perchè Anna Katharina ne parla dettagliatamente ed è chiaro che, nel tempo in cui è vissuta la sua conoscenza di Yom Kippur per una cattolica non poteva essere la stessa della nostra.

Vi descrivo alcuni elementi che mi hanno fatto notare questo aspetto:



  • la scelta del legno della croce: "Gli operai non riuscivano a terminarla; dovevano continuamente portare dell'altro legno,perché il tale e tal altro pezzo non serviva o si fendeva. Questo capitò affinché le diverse qualità di legno fossero combinate nel modo in cui Iddio voleva. Tra l'altro vidi che gli Angeli spingevano gli operai a ricominciare sempre di nuovo finché si compisse quanto era stato prestabilito". Se la sera della Passione, la festa di Pesach è stata la chiave di lettura dei gesti di Gesù, ora emerge profeticamente la festa di Yom Kippur e la meticolosa preparazione del rito per la grande espiazione. Perfino il legno della croce, viene strettamente stabilito da Dio. Dal gesto che vedremo dopo, possiamo paragonare la croce all'altare su cui l'agnello per Adonai veniva sgozzato per l'offerta e quello su cui il capro per Azazel riceve i peccati di tutti. 

  • l'inchino e il bacio alla croce di Gesù:"Nel momento in cui i carnefici condussero Gesù al centro del foro, parecchi schiavi entrarono dalla porta occidentale portando il legno della croce. Avvicinandosi ai Signore, essi lo gettarono ai suoi piedi con gran fracasso.Il Signore s'inginocchiò accanto alla sua croce e l'abbracciò tre volte. Contemporaneamente lo udii supplicare il Padre suo per la redenzione del genere umano. Infine il Salvatore baciò la croce, divenuta altare del suo cruento sacrificio". Quando il Sommo sacerdote offriva il capro per Azazel, il capro su cui erano trasferiti tutti i peccati, lo metteva sull'altare e lì pregava. In questo gesto Gesù è il Sommo Sacerdote che si avvicina all'altare, ma è anche il capro per l'espiazione(veramente è entrambi i capri!). Egli sale sull'altare che è la croce. Nella festa di Yom Kippur c'è una grande sacralità, ma al tempo del tempio, secondo quanto ho potuto conoscere dalle mie letture, ci doveva anche essere un clima grave ed impressionante. Ed è proprio questa la sensazione che suscita la lettura di questo brano dalle visioni di Anna Katharina. 
  • "L'agnello di Dio": "Appena la Croce fu piantata in mezzo alla terra, perfino molti cuori pietrificati si commossero e tacquero, ricordando le parole del Battista: "Guardate l'Agnello di Dio che ha preso sopra di sé tutti i peccati del mondo!". Quando la Croce fu infissa nella buca, i piedi adorabili di Cristo vennero a trovarsi ad altezza d'uomo per cui gli amici poterono baciarli ed abbracciarli. Quando la Croce venne rizzata, stando alla posizione del 
  • sole potevano essere le dodici e un quarto. Dal tempio si udì un suono di tromba: 
  • l'Agnello Pasquale era stato sacrificato. 
  • Mentre il sangue scorre dalla croce, così come il sangue viene versato sugli altari del tempio a Yom Kippur, la tromba suona . Questo suono di tromba è abbastanza inusuale, perchè non è a Pesach, ma a Yom Kippur che la tromba viene suonata.Tuttavia, a questo suono, a cui sono collegate molte profezie sull'epifania del Messia, gli occhi di molti si aprono e possono vedere quello che Giovanni Battista aveva profetizzato sul Giordano. Io credo che, meditando le visioni di Anna Katharina, gli occhi di chiunque si possano aprire sul grande mistero di espiazione per il mondo intero che Gesù ha fatto morendo e risorgendo per noi.Questo post è anche il mio modo di invitarvi venerdì 15 marzo alle 20 a seguire Gesù con noi in ascolto di Anna Katharina...per chi è geograficamente lontano e volesse la via crucis che abbiamo preparato con le sue visioni ci scriva. Saremo contentissimi di inviargliela...Non dimenticate che i piedi di Gesù si trovano ad altezza d'uomo. Chi vuole vada a baciare l'Agnello: egli è degno di ricevere gloria e lode!