venerdì 30 settembre 2016

Un modo nuovo (o forse no) di vivere il tempo

Probabilmente, la sapienza spirituale cristiana ha sempre considerato questo aspetto di cui sto per scrivere, ma i ritmi frenetici e "l'artificializzazione" degli ambienti in cui viviamo, ci hanno fatto perdere di vista l'armonia, o meglio, la terapia che la santificazione del tempo porta in sé.
Avete mai riflettuto sul fatto che le feste tradizionali di alcuni santi e le feste bibliche d'Israele abbiano in sé lo scopo di valorizzare il cambiamento che viene dai cicli della natura e di armonizzare corpo, mente e spirito?
Noi, quest'anno, come già vi avevo anticipato, ci stiamo muovendo in questa direzione, spinti soprattutto dal dono nuovo che lo Spirito Santo ci ha fatto nel Giubileo della Misericordia: le due nuove opere di misericordia verso il creato.
A questo proposito, voglio raccontarvi due momenti significativi che abbiamo vissuto: la festa biblica di Sukkot e l'affidamento dell'autunno a S. Michele. 
Ogni anno celebriamo le feste bibliche in versione cristiana, nel senso che viviamo le feste del popolo di Israele adattandole al significato che esse possono avere nella valorizzazione del tempo liturgico che stiamo vivendo. In particolare, quest'anno abbiamo sottolineato in maniera più forte l'originale dimensione agricola di questa festa. Abbiamo portato a Dio ciò che la natura ci ha dato e abbiamo anche messo nelle Sue mani il frutto del nostro lavoro pastorale ringraziandolo per tutto ciò che ci  ha dato. Abbiamo benedetto l'acqua con la consapevolezza che è Dio che provvede dal cielo ciò che ci è necessario per la nostra vita. Abbiamo pregato nella tenda per vivere il cammino che Dio ci fa fare attraverso lo scorrere del tempo per realizzare con noi la tenda nuziale nel giorno della venuta del Messia.
Ieri, inoltre, abbiamo avuto il nostro gruppo di counseling spirituale per affidare a S. Michele l'autunno che stiamo vivendo. L'equinozio di autunno, il movimento del sole che rende uguali il giorno e la notte, avviene proprio in corrispondenza della festa di S. Michele ed è proprio stato lui il primo a combattere contro le tenebre che avanzavano nell'armonia della creazione. Attraverso i cinque sensi, abbiamo esplorato la luce e il buio, il dolce e il pungente, l'aggressività e l'armonia.
Insieme a S. Michele abbiamo capito che non è nostro compito eliminare il nemico. Il nostro compito è non mescolarci a lui, perché il l'obiettivo del diavolo è farci perdere noi stesse. Abbiamo pianto, riso e condiviso vissuti tra donne di età e realtà veramente diverse e siamo tornate a casa con un olio per prenderci cura di noi e un incenso per pregare per la liberazione dalle tensioni.
Abbiamo scoperto,infine, di essere brave combattenti, quindi di poter far parte di quella battaglia nella schiera di Michele che vedrà la vittoria del Signore e il suo ritorno per rapirci.
Maranathà, vieni Signore!

venerdì 9 settembre 2016

Un giorno per nascere ancora

Il mio modo di fare pedagogia e counseling è strettamente legato a quello che avviene o è avvenuto nel nostro percorso di nascita.
L'ingresso nella vita, dal concepimento ai primi anni, sono, secondo me, talmente importanti da condizionare il modo di vivere successivamente e anche quello di relazionarsi.
Oggi, anche le neuroscienze, sostengono la grande importanza di questa fase della vita e la visione "ecologica"della nascita, da parte di molti esperti del settore,  ci fa capire che dobbiamo riprenderci l'aspetto naturale e umano di molte dimensioni del vivere. Quindi,  per farla breve la stessa scienza ci aiuta a comprendere che stiamo delegando molti processi umani alla eccessiva medicalizzazione e alla tecnica.
Questo mi ha spinto a sentirmi chiamata in causa in quel processo, anche per me di conversione,  che Papa Francesco definisce "educazione ecologica".
Da quest'anno, il nostro Centro aggiungerà alle sue attività tradizionali, anche dei gruppi di "educazione ecologica". Poiché ogni cosa comincia con una nascita, ieri abbiamo avuto un gruppo proprio sulla nascita/rinascita ecologica.
Sono venuti fuori in maniera esperienziale gli elementi chiave della childbirth education: il contatto con il volto del genitore, la fatica di nascere, il dolore, l'abbraccio, il ruolo del padre, il distacco, la freddezza...
Abbiamo imparato l'ecologia della nascita partendo dalla nostra esperienza, dalla condivisione protetta del nostro vissuto interiore riguardo alla nascita.
Ci siamo riappropriate degli elementi naturali che la nostra tradizione culturale europea e non solo lega alla nascita. E questo ci ha riportato alla nostra grande tradizione spirituale cristiana: è stata con noi Ildegarda e la forza del verde, la "viriditas"; sono stati con noi Maria, Gioacchino e Anna che ci hanno fatto sperimentare "la Grazia"che il cielo apre sul miracolo dell'amore e della vita; è stato con noi Giovanni Damasceno che ci ha regalato una sua frase da portare a casa dai suoi  Sermoni" sulla Natività di Maria". 



Avevamo pensato che questo incontro sulla nascita dovesse essere aperto a tutti, ma come vi ho annunciato questa estate Dio voleva uno spazio per le donne. Ed è stato così. Inoltre, con mia grande gioia eravamo tutte di zone diverse della provincia e di Napoli...
A me piacerebbe aprire al mondo tutto questo. Lo faccio condividendolo e aspettando tutti voi...
Maranathà, Vieni Signore Gesù!



Un giorno per nascere ancora

Il mio modo di fare pedagogia e counseling è strettamente legato a quello che avviene o è avvenuto nel nostro percorso di nascita.
L'ingresso nella vita, dal concepimento ai primi anni, sono, secondo me, talmente importanti da condizionare il modo di vivere successivamente e anche quello di relazionarsi.
Oggi, anche le neuroscienze, sostengono la grande importanza di questa fase della vita e la visione "ecologica"della nascita, da parte di molti esperti del settore,  ci fa capire che dobbiamo riprenderci l'aspetto naturale e umano di molte dimensioni del vivere. Quindi,  per farla breve la stessa scienza ci aiuta a comprendere che stiamo delegando molti processi umani alla eccessiva medicalizzazione e alla tecnica.
Questo mi ha spinto a sentirmi chiamata in causa in quel processo, anche per me di conversione,  che Papa Francesco definisce "educazione ecologica".
Da quest'anno, il nostro Centro aggiungerà alle sue attività tradizionali, anche dei gruppi di "educazione ecologica". Poiché ogni cosa comincia con una nascita, ieri abbiamo avuto un gruppo proprio sulla nascita/rinascita ecologica.
Sono venuti fuori in maniera esperienziale gli elementi chiave della childbirth education: il contatto con il volto del genitore, la fatica di nascere, il dolore, l'abbraccio, il ruolo del padre, il distacco, la freddezza...
Abbiamo imparato l'ecologia della nascita partendo dalla nostra esperienza, dalla condivisione protetta del nostro vissuto interiore riguardo alla nascita.
Ci siamo riappropriate degli elementi naturali che la nostra tradizione culturale europea e non solo lega alla nascita. E questo ci ha riportato alla nostra grande tradizione spirituale cristiana: è stata con noi Ildegarda e la forza del verde, la "viriditas"; sono stati con noi Maria, Gioacchino e Anna che ci hanno fatto sperimentare "la Grazia"che il cielo apre sul miracolo dell'amore e della vita; è stato con noi Giovanni Damasceno che ci ha regalato una sua frase da portare a casa dai suoi " sulla Natività di Maria". 



Avevamo pensato che questo incontro sulla nascita dovesse essere aperto a tutti, ma come vi ho annunciato questa estate Dio voleva uno spazio per le donne. Ed è stato così. Inoltre, con mia grande gioia eravamo tutte di zone diverse della provincia e di Napoli...
A me piacerebbe aprire al mondo tutto questo. Lo faccio condividendolo e aspettando tutti voi...
Maranathà, Vieni Signore Gesù!