Ieri, in occasione della Messa per la festa dei SS .Pietro e Paolo, la mia attenzione è stata attirata completamente da un passo della prima lettura: "L’angelo disse: «Avvolgiti il mantello, e seguimi!» . Pietro uscì e prese a seguirlo, ma non si era ancora accorto che era realtà ciò che stava succedendo per opera dell’angelo: credeva infatti di avere una visione" ( At .12,9-10). Mi sono chiesta: come può una persona non distinguere una visione dalla realtà? Poi ancora: se questa visione poteva essere confusa con la realtà è possibile che Pietro fosse abituato, almeno dopo la Pentecoste, a vivere esperienze spirituali che coinvolgevano tutto il suo essere... L'ho invidiato...e mi sono ricordata di un commento di Papa Benedetto nella Deus Caritas Est che parla dell'amore come esperienza dell'uomo totale, in tutte le sue dimensioni: "I Padri hanno visto simboleggiata in vari modi, nella narrazione della scala di Giacobbe, questa connessione inscindibile tra a...
Siamo un piccolo gruppo di preghiera e di condivisione che sente la chiamata al ministero della riconciliazione per preparare la Sposa, la chiesa, all'incontro con lo Sposo, Gesù.