venerdì 30 aprile 2010

...il Signore mi ha consacrato con l'unzione




Nel mese di maggio vogliamo soffermarci in modo speciale sull'evento che ha cambiato radicalmente la vita di ciascuno di noi: il momento in cui, attraverso il Battesimo nell'acqua e nello Spirito Santo, siamo divenuti consacrati del Signore, suoi eletti. Scegliamo questo mese per fare questo approfondimento, perchè, proprio in questo mese, il Signore ci manderà, in maniera nuova, il Consolatore e perchè Maria, sua madre è con noi, in modo speciale, nel Cenacolo della storia di questo tempo presente. Abbiamo tutte le condizioni, perchè sulla Chiesa di Gesù, si realizzi, ancora una volta, la Pentecoste e perchè, tutti, possiamo essere quel popolo di sacerdoti (Ap. 5,10) che il Sangue, l'Acqua e lo Spirito di Gesù vogliono ancora una volta in questo tempo realizzare per il Padre.
Lo facciamo nella modalità profetica di un percorso di 33 giorni, come lo Spirito Santo ha ispirato a Luigi Maria Grignion da Monfort, un nostro amico sacerdote e santo . Nel corso degli anni, la nostra fraternità ha molto meditato e lavorato su questa intuizione profetica. Siamo partiti, inizialmente, dal cammino di Consacrazione che il diacono Ephraim aveva realizzato e su cui negli anni '90 abbiamo, per la prima volta, fatto il cammino di consacrazione. Poi, negli anni, abbiamo ascoltato la voce dello Spirito Santo che ci diceva di conservare l'intuizione profetica, ma anche di personalizzare il cammino. E' venuto fuori un percorso di grazia...
Quest'anno,in più, abbiamo voluto conservare l'itinerario di 33 giorni, ma abbiamo voluto affidarci alla Parola del Signore che ci diceva: "Non spegnete lo Spirito, non disprezzate le profezie".(1 Tess. 5,19-20). E' troppo facile avere lì il tuo librettino di preghiere che leggi e poi rimane il vuoto di sempre...
Per caso, leggendo il notiziario di Sr. Emmanuel in francese, ho letto che erano stati pubblicati, purtroppo sempre in francese, dei libri in cui si racconta come Marthe Robin viveva la Pasqua e c'era una sua preghiera a Maria. Mi sono incuriosita tantissimo...
Il mio unico ricordo di Marthe è una foto impressionante di un' estasi in cui è ritratta insanguinata e sofferente. La preghiera che avevo letto, ha vinto sulla mia impressionabilità e mi sono messa a cercare.
Ho trovato un profeta che ha annunciato il grande rinnovamento della chiesa e la nuova Pentecoste d'amore. Lo Spirito Santo mi ha consolato quando mi sono ricordata che proprio nella consacrazione di Ephraim alcune antifone sono proprio dalle parole di Marthe...
Cantare un canto nuovo vuol dire sempre far entrare lo Spirito fino alle radici della nostra vita e della nostra vita di fede!
Vi dico, dunque, cosa noi stiamo facendo: ogni giorno di questi 33 ci fermiamo in preghiera con lo Spirito Santo e Maria. Poi ci lasciamo "accendere" dalle profezie che lo Spirito Santo ha donato a Marthe e concludiamo con la preghiera che sr. Emmanuel ha riportato di Marthe:"O Vergine fedele, aiuta i tuoi poveri, piccoli figli. Aiutaci a realizzare la nostra via come Dio l’ha concepita nel suo piano divino, allo stesso modo in cui Egli l’ha preparata per ciascuno di noi nel suo pensiero eterno. Amen" (www.mariereine.com).
Sono solo due giorni che abbiamo cominciato e già i nostri cuori traboccano di gioia per le meraviglie che lo Spirito Santo sta operando in noi e nei ministeri di cui facciamo parte. VI RACCONTEREMO PROSSIMAMENTE!
Una nuova generazione di apostoli verrà fuori dal Cenacolo di Pentecoste di questo nostro tempo: lo Spirito Santo e Maria sono già all'azione in molti luoghi della terra.
Maranathà, Vieni Spirito Santo, ti aspettiamo nel cenacolo con Maria!

sabato 17 aprile 2010

E' venuto a darci olio di letizia!






Mercoledì santo nella nostra cattedrale di Napoli, il cardinale Crescenzio ci aveva fatto ardere il cuore aprendoci gli occhi sul potere di liberazione del sacerdozio di Gesù. Egli, l'unto, era lì per portare a tutti noi l'olio di letizia.
Il giorno dopo, in occasione della messa crismale, papa Benedetto ha dedicato tutta la sua omelia all'elemento dell'olio. Il frutto della terra e delle mani dell'uomo che il Signore ha scelto per farci "sentire, vedere, toccare, sperimentare la potenza dello Spirito Santo"...
In preghiera, insieme al ministero di guarigione, ci siamo ricordati che, all'inizio di quest'anno pastorale, quando Gesù ci aveva donato la Parola in cui Giacobbe unge la pietra su cui ha dormito e sognato, avevamo sentito forte (e lo abbiamo anche scritto nel programma), che volevamo ancora di più valorizzare il segno dell'olio per comprendere sempre meglio la potenza dello Spirito Santo.
Ieri è stato il momento...
Nei venerdì del tempo Pasquale esponiamo solennemente l'immagine di Gesù che S. Faustina ha ricevuto in visione. Per tutto questo periodo preghiamo per le intenzioni che Gesù le ha dettato nella Novena.
Il secondo venerdì dopo Pasqua, immergiamo nel Cuore Misericordioso di Gesù i sacerdoti e i religiosi e lo abbiamo voluto fare nel segno dell'olio.
Già all'ingresso, su delle piccole scale (simbolo sempre del sogno di Giacobbe), vi erano dei rami d'ulivo con dei cestini per le intenzioni nei quali ognuno poteva mettere il nome del sacerdote o del religioso per cui pregava. Era il primo segno e gesto della riconciliazione con Gesù e con il Padre nell'acqua e nello Spirito Santo.
Dopo il tempo di preghiera carismatica abbiamo fatto tre unzioni nell'olio: abbiamo versato l'olio sulla fronte di ognuno per vivere la speciale elezione che Dio ha su di noi e, contemporaneamente, per la persona che portavamo nella preghiera. Abbiamo fatto poi una croce con l'olio sul polso, perchè lo Spirito Santo ci facesse sentire la mano del Buon Samaritano che versa olio e vino sulle ferite che ci portiamo dentro. Infine, abbiamo immerso entrambe le mani in una bacinella piena di olio, mirra e profumo per essere consacrati al Padre nell'unzione dello Spirito Santo proprio come Gesù che il Padre ha unto in modo speciale.
Sento forte la voglia di condividere con voi la bellezza di questa esperienza di unzione. A volte ho la sensazione che tutti gli abbracci e le carezze che ricevo non arrivino dentro di me, nel profondo. Quando ieri Silvana ha versato l'olio sulla mia fronte e quella goccia scendeva sulla pelle del mio viso, avevo l'impressione che la carezza di Dio arrivasse dove fino ad oggi nessuno è mai arrivato, in tutta la profondità del mio essere. Inoltre, l'immersione nell'olio mi ha fatto riflettere su cosa significhi essere unti. L'olio avvolge in una maniera particolare, dà alla pelle un turgore nuovo, penetra ovunque...ho immaginato che è così che lo Spirito vuole fare in me e in ciascuno di noi...
Ungici, Signore, perchè la tua sposa sia pronta per l'incontro con te. Vieni Spirito Santo!


domenica 4 aprile 2010

capite cosa ho fatto per voi?





Queste domanda di Gesù mi ha accompagnato per tutto il tempo della preparazione alla Pasqua : "Capite cosa ho fatto per voi?"
La troviamo nel Vangelo di Giovanni al capitolo 13, quando Gesù istituisce l'Eucarestia e il Sacerdozio.
Lavare i piedi...approfondiamo per un attimo questo significato, per comprendere insieme il gesto che ha fatto il Maestro.
Parto da un'esperienza: un giorno stavo parlando con un amico che è nato e risiede nel bacino mediorientale. Egli si lamentava del fatto che, da quando era arrivato in Italia, nessuno lo aveva ospitato. Rimasi molto colpita da quel modo di parlare e chiesi spiegazioni. Ero lì con lui e stavo passando il mio tempo insieme a lui, mi stupiva la strana richiesta. La sua risposta mi scioccò, perchè riecheggiava quella di Gesù: "se tu fossi venuta a casa mia-mi disse- ti avrei fatto da mangiare e ti avrei lavato i piedi. L'ospite è sacro al mio paese".Non è cristiano, nè ebreo, nè praticante di qualche religione.
Mi raggelai, aveva proprio ragione...
La prima persona che mi viene in mente è Abramo che offre agli angeli cibo ed acqua per lavarsi i piedi (Gen.18). Abramo aveva fatto cosi, aveva ospitato gli angeli del Signore e aveva messo loro a disposizione l'acqua per lavarsi i piedi. Ero e sono molto lontana da questo criterio di ospitalità che il mio amico mi presentava, ma ho scoperto che sono ancora più lontana dall'idea che Gesù ha di lavare i piedi...ahimè!
Quest'anno, infatti, la Fraternità ha, ricevuto da Gesù la grazia di poter animare l'adorazione notturna del Giovedì Santo. Qualche settimana prima ci siamo soffermati a meditare su cosa lo Spirito Santo volesse per questa adorazione e abbiamo sentito fortemente il richiamo da parte del Signore ad alcuni gesti: essere rivestiti e lavare...
Abbiamo voluto, inoltre, pensare ai sacerdoti, perchè essi, come noi e più di tutti noi, hanno bisogno che noi adempiamo nei loro confronti il comando del Signore: "anche voi dovete lavare i piedi gli uni gli altri".
I piedi sono la parte "sporca", quella a contatto con l'impurità del terreno e il comando del Maestro è LAVARE!!!
Dobbiamo lavare i piedi dei nostri sacerdoti, ma prima dobbiamo ricordarci che anche noi siamo stati lavati dall'acqua e dal Sangue del Cuore del Signore e rivestiti dalla potenza dello Spirito Santo.
Così nella notte dell'abbandono di Gesù, abbiamo voluto compiere i due grandi gesti della redenzione: l'essere rivestiti dall'abito più bello dal Cuore della Misericordia del Padre e abbiamo voluto lavare, immergendo la mano nell'acqua e imponendola su una casula sacerdotale, i sacerdoti che abbiamo nel cuore.
Abbiamo sperimentato che la misericordia è una ricchezza che il Padre Misericordioso ci dona e che solo da figli redenti possiamo donare la misericordia agli altri.
In questo momento di grande lotta per noi cattolici, abbiamo l'urgenza di potenziare il ministero di riconciliazione della chiesa sia per poter riconoscere i peccati sia per poterli lavare alla fonte del Cuore di Gesù.
Buona Pasqua dai "Due cuori"