Passa ai contenuti principali

Un Provocatore di disordine che crea armonia

Finalmente è arrivato il tempo dello Spirito Santo!
Sono particolarmente legata alla Persona dello Spirito Santo, perchè mi sono sempre piaciuti i suoi effetti innovatori sulla Chiesa, fin dai primi tempi. Il fatto poi di essere nata e vissuta anche in un tempo in cui la Chiesa si è lasciata stravolgere dalla sua novità mi ha permesso anche di scegliere di essere cattolica.
Mi ha fatto proprio piacere, inoltre, che sia venuto tra noi il 31 maggio 2020, perchè sicuramente, Uno che ama mettere in crisi come Lui, ci darà il discernimento per trarre elementi di crescita e di santità da un momento così critico per l'umanità intera come quello che il Covid-19 ci ha costretto a vivere.
Il titolo che ho scelto per questo post proviene dalla bocca del Papa che, in un'intervista ad un giornalista inglese del "The Tablet", ha definito lo Spirito Santo come chi provoca disordine e crea, in quel disordine, armonia. Dal momento
che, queste parole il Papa le ha dette proprio nel periodo più forte del nostro isolamento, io penso che sia stato ispirato. Lo Spirito Santo è un vero esperto nella trasformazione del disordine in armonia. 
Io ho speranza che tutti possiamo dare più potere allo Spirito Santo nelle nostre vite, nella vita della Chiesa e nella storia che ci è dato di percorrere.
Mi piace ripetere spesso le parole che l'angelo Gabriele ha detto a Maria prima che ella si lasciasse possedere dallo Spirito Santo: "Non temere!... Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo...(cfr. Lc. 30-36).
La Pentecoste rende possibile questa esperienza a tutti, soprattutto ai peccatori fino a quando il Signore verrà nella gloria.
Maranathà, vieni Signore!

Commenti

Post popolari in questo blog

Come usate la Bibbia?

Tre eventi accaduti in tempo recente nella nostra Chiesa cattolica possono aiutarci a ripensare alla domanda che ho posto come titolo a questo post, interrogandoci sul rapporto che abbiamo con la Parola di Dio. Il mese scorso, durante la festa di Natale, abbiamo proclamato le parole della bellissima meditazione con cui Giovanni apre il suo Vangelo: «Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1,14). Oltre alle parole dell’apostolo, nel nostro approfondimento e nella nostra preghiera con la Parola di Dio possono guidarci anche il video che il Papa ha realizzato per la Rete Mondiale di Preghiera e le catechesi che Papa Leone sta tenendo il mercoledì, durante l’Udienza, sulla costituzione dogmatica Dei Verbum. Il primo, interessantissimo stimolo che emerge dalle catechesi del Papa è che la Parola di Dio va letta in chiave relazionale . Noi cristiani crediamo che la Parola sia una comunicazione che Dio rivolge a chi ama, in modo personale, e che realizza una relazio...

Anime abbandonate

In questo periodo dell’anno, mi piace soffermarmi a meditare sul grande patrimonio religioso e culturale napoletano che riguarda le anime dei morti. È un culto che amo profondamente: una forma di comunione tra i vivi e i defunti che nessuno è mai riuscito a interrompere. Tra le anime che riposano negli ipogei di Napoli, ci sono le anime abbandonate , quelle dimenticate, senza nome, senza preghiere. Eppure, proprio verso di loro, il popolo napoletano ha sviluppato una delle forme più intelligenti e misericordiose di spiritualità: l’adozione dell’anima abbandonata. Nella tradizione partenopea, un’anima abbandonata può essere “adottata” da un vivente, che si prende cura di lei con preghiere e gesti d’amore, senza giudicarne la vita o i peccati. È un atto rivoluzionario, soprattutto se pensiamo che, in alcuni periodi della storia, la Chiesa cattolica proibiva di pregare o seppellire certe categorie di morti. Il popolo napoletano, però, ha scelto la misericordia , superando...

Uscire dagli schemi, perfino da quelli religiosi: il mio commento al messaggio di Leone XIV per la giornata del Malato 2026

Nel 1992 san Giovanni Paolo II decise di istituire, nel giorno della memoria della Beata Vergine di Lourdes, una Giornata mondiale dedicata alla preghiera per i malati. L’intento era chiaro: sensibilizzare tutto il popolo di Dio sul tema della cura, della sofferenza e della prossimità. Da allora sono passati 34 anni e, puntualmente, i successori di Pietro ci invitano a non distogliere lo sguardo dal dolore e da chi lo vive più da vicino. Vorrei soffermarmi innanzitutto sulla portata dirompente che l’evento di Lourdes ha avuto nella vita ecclesiale e, in modo particolare, nella cura dei malati. Il messaggio che da Lourdes è scaturito ci ha mostrato cosa il Signore può fare: un luogo piccolissimo e apparentemente insignificante è diventato la seconda meta di pellegrinaggio al mondo. L’impronta lasciata da Lourdes nella devozione mariana è fortissima e continua, senza interruzione, attraverso i secoli. Moltissime devozioni nascono da lì o a Lourdes fanno riferimento. C’è poi il potente si...